"La torta di carne ha ordinato Benjamin" mi ripete Kayla, ma le ho già detto due volte che invece aveva ordinato la paella.
"Senti, ti ho già detto che aveva ordinato questo, mi prendo le mie responsabilità se sbaglio" dico alzando gli occhi al cielo, comes e stessi parlando con un bambino dell'asilo.
"Credi davvero di conoscere così bene Benjamin da essere sicura di aver ragione?" mi chiede Kayla incrociando le mani al petto.
Siamo a lavoro, purtroppo il mio lavoro da assistente del fotografo mi concede di passare troppo tempo con Kayla, e non andiamo per niente d'accordo.
Intanto guardo Benjamin ballare e cantare una cover per un film con una certa Adelaide, non vorrei ma la canzone è così bella che mi viene da battere il piede a ritmo.
"Hai una relazione con lui vero?" mi chiede d'un tratto Kayla, destandomi dai miei pensieri, ma cosa dice questa pazza? Ma ci vede? Io e lui? Impossibile.
"Eh? Ma stai bene o stai delirando?" chiedo ridendole in faccia.
"Vedo come lo guardi" dice assotigliando gli occhi truce.
"Si come una che lo vorrebbe vedere scomparire dalla faccia della terra".
"Bene, perchè sai, io e lui siamo molto legati, e lo saremo ancora di più visto che aspetto un figlio suo" dice con una faccia compaciuta, al che sbarro gli occhi, cosa?!
"Sicura che sia suo?" chiedo sprezzante.
"Di chi altri se non lui? È di solo una settimana, e non dormo da Kamil da due settimane" rimango sorprendentemente delusa, davvero Benjamin? Davvero?
Appena arrivo a casa, quel caldo pomeriggio di aprile, guardo il mio ciondolo con la luna, regalatomi da Benjamin.
La luna ha bisogno dell'attenzione del sole, ma al sole non importa della luna.
Mi chiedo se Benjamin ha ancora l'altra metà del ciondolo con il sole.
Dicono che ci apparteniamo, come il sole e la luna... forse hanno torto... continuo con la mia teoria, siamo due opposti, solo l'eclissi ci farà incontrare, e li sarà la tragedia.
Decido di togliere la collana dal collo, è così strano vedermi senza, di solito la indosso sempre.
Mi sento diversa senza.
Mentre la sera cerco disperatamente di studiare qualcosa di discipline sportive Kira fa irruzzione in camera mia.
"Tyler sarà nominato come assistente dello stilista della prossima stagione di moda!" dice entusiasta.
"Ah, ma dai" dico guardando bene che voto dovrei avere come minimo per non avere la media insufficente.
"Potevi esser la fidanzata di un tipo famoso!" mi urla quasi enll'orecchio.
"Fidanzata con le corna, mi raccomando" dico rassegnata, dalle cinquanta pagine del libro, ma chi aveva detto che domani c'è verifica su questo schifo? Io mica ho voglia di farla, chi l'ha deciso?
"Che entusiasmo... Ci vediamo domani" dice Kira ben cosciente della mia attenzione la sera prima di una verifica.
Per la mia pausa dallo studio decido di andare nei giardini botanici.
Mi fermo dalla mia passeggiata sedendomi sulle scale di pietra, ammirando il verde esotico che mi circonda, bello il fatto che nonostante sia sera ci sia il tramonto.
Solo che ad un certo punto sento il suono delle corde di una chitarra, la conosco bene, la sta cantando Benjamin, è del nuovo film penso, ma sembra affine ai suoi sentimenti, troppo affine, forse l'ha scritta proprio lui.
"Anche se ora mi odi, non puoi starmi lontano, non sarà mai finita, siamo una promessa" canta a ritmo con la chitarra, spalanco gli occhi e sento il cuore rimbalzarmi nel petto.
Non starà mica parlando di noi? Della promessa della collana vero? No, è impossibile.
"Finito di ammirarti in segreto?" chiede Benjamin bloccando di colpo la canzone.
Era all'altra estremità delle scale, ci dividono cespugli su cespugli, cos'ha i raggi x?!
"Non era poi così segreto se mi hai visto..." dico giocando con la punta delle mie scarpe sulla fine del gradino.
Decido di guardarlo mostrandomi a lui, sporgendomi sui gradini, e anche se è stato breve quello scambio di sguardi è bastato a dire molto: rabbia, empatia, fato opposto e infanzia.
Il suo sguardo però di colpo cambia, e diventa delusione e sorpresa, la stessa che ho provato io nel sapere del suo figlio da Kayla.
"Non hai la collana che ti ho regalato" nota.
"L'ho messa via" rispondo paca.
"Non mi sembrava giusto... Ho intenzione di fidanzarmi" dico deglutendo.
"Con chi? Il tuo fidanzato immaginario?!" chiede ironico e sprezzante Benjamin.
"Ho un appuntamento, con Kamil, tra una settima circa" dico, beh lui me l'aveva proposto una delle tante volte che siamo andati al McDonald's insieme.
"Ok" dice asciutto.
"Comunque congratulazioni, ho saputo che aspetti un figlio da Kayla" dico ma lui non sembra per nulla colpito, anzi sembra più concentrato ad ammicare ad una ragazza dietro di me.
"Benjamin, ascoltami!" dico seria in volto, sul punto di una crisi nervosa.
"Cosa vuoi Elizabeth? Da me, sei qui perchè vuoi qualcosa da me, e l'argomento sta andando molto... sull'iltimo, quindi a meno che tu non voglia qualcosa di simile a Kayla fidati, meglio che smetto di ascoltarti" mi dice guardandomi fisso con i suoi occhi azzurri.
Sento cedere, completamente per cui distolgo lo sguardo, probabilmente rossa come un pomodoro.
"Per te, ti lascerò farmi quello che vuoi te" dice alle mie spalle Benjamin, e divento ancora più rossa se possibile.
Decido di girarmi verso di lui e in quel momento vedo sotto la luce degli ultimi attimi di tramonto la figura di Justin.
Sta correndo verso di noi, gli occhi lucidi e la faccia rossa che a stento riesce a respirare regolarmente.
"Che succede?" chiede Benjamin vedendo suo fratello, e si raddrizza in piedi sull'attenti.
"Papà è morto! L'hanno pugnalato, e gli assassini sono scappati!" spiega frettolosamente Justin gesticolando molto in preda all'ansia.
Passano due minuti dove non dice nulla, forse sta realizzando.
"Ma com'è successo?" decido di parlare e vedo Benjamin asciugarsi in fretta le lacrime, non volendo che lo veda piangere.
"Portami da lui, subito!" dice Benjamin con una faccia che fa seriamente paura.
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Quella dannata estate
AventureElizabeth Adams dopo aver reso la vita impossibile a sua madre, che dopo il divorzio è andata a vivere a Oxford in Inghilterra, viene costretta a ritornare in Gibilterra da suo padre e suo fratello maggiore. Il suo incubo, vuole andarsene e ritornar...
