*LEGGEREDITORE, 2025📖
Ester è una ragazza di venticinque anni che lavora in una caffetteria particolare, dove i caffé vengono serviti con decorazioni floreali. Quando la sua collega e amica Emma è costretta ad andare a trovare suo padre in un radun...
Ogni timbro sarebbe stato uguale a quello di Zeno, lo avrebbe ricreato nelle mie orecchie, anche da astri molto distanti dal nostro.
Non sarebbe potuto essere vero, ma io lo avrei fatto diventare tale, perché la speranza fosse ancora possibile udirlo me l'avrebbe sempre ripresentato.
Non esisteva Palazzo dove lui non avrebbe dovuto essere, non esisteva costellazione in cui lui non si sarebbe potuto rifugiare, cambiandosi nome.
Non brillava cielo stellato in cui i suoi occhi erano chiusi, in cui il suo verde e il suo blu non lumeggiavano, da qualche canto di universo.
Faceva così male, che la bellezza di cui ero circondata nel regno che lo aveva originato, sembrava brutta, e le persone che Finntal osservava fare amicizia, nella gloriosa sala di sotto, ripugnanti.
«Ci sono miliardi di voci solo nella tua sfera, Ester, e la Terra è un mondo persino poco abitato, tra i tanti mondi con vita, situati nell'universo.»
«Lui non può più essere.»
Non specificai che non sarebbe potuto essere mai più, ma il mio fisico reagì alla consapevolezza, e me lo ripropose con scosse di brividi, e lampi di bruciore nella mia vista.
Non avrei più potuto essere fermata da lui alla stazione di Firenze, né da nessun'altra parte. Nessun viaggio avrebbe potuto condurmi a salutarlo.
A chiamarlo vita.
Stavo piangendo, era diventato così evidente che nemmeno provare a sorridere per allontanare il vuoto della sua voce, avrebbe funzionato.
Cercai le forze, e feci leva per sollevarmi dalla poltrona, arrivando, passo dopo passo, ad affiancare la Fonte, senza nemmeno fare caso a quanto fosse una concessione poterlo fare.
Mi stavo permettendo di essere me stessa, di non rinnegare che i miei desideri erano al loro ultimo atto, di buttare fuori le tossine della sua fine, che si stavano facendo sempre più attive.
Cercai tra le comparse oltre la vetrata qualcuno che gli somigliasse, ma soltanto uno poteva ricordarlo, e in quel momento si stava facendo strada poco dietro ad Ainel, che veniva approcciata da ogni ospite.
Stava ancora accompagnando lei, ma era come se fosse stato solo in quell'ambiente.
Quasi avesse sentito di essere osservato, Elias alzò lo sguardo, e riuscì a trovare il mio, facendomi fremere per lo stupore.
Mi fissò a sua volta, e dal suo cambio di espressione, fui certa che avesse potuto notare le mie lacrime, che le stesse detestando una a una.
Avrebbe voluto levarmele, lo dicevano i suoi occhi, lo diceva tutto di come stava tenendo fermo lo sguardo all'insù, isolato da ogni chiacchiera che stava attirandondosi Ainel, e di conseguenza pure lui.
Non contava che ci fosse l'altezza di un dislivello fra di noi, Elias era con me, e a me sembrò che avesse voluto rinfacciarmi che ero stata io a volergli far promettere di non far più piangere il cielo.
«Chi è lui?» domandò Finntal, e io non distinsi se si stava riferendo a Elias, che continuava a guardarci, oppure a quel ragazzo, la cui voce era stata presa a Crostanera.
«Colui che amo.»
✴
Era un verbo che fortificava.
Da bambina lo avevo pronunciato spesso, sempre associandolo a un nome di fantasia, con semplicità e una leggerezza sulle labbra.
Era una parola che aveva fatto gioire la piccola me per il risveglio la mattina, per la giornata nuova in cui avrebbe potuto trovarla, anche quando non aveva idea a chi sarebbe appartenuta.
La sola idea di colui con cui avrebbe condiviso quel sentimento, faceva confidare nel cielo in modo intimo, come se quell'amore non fosse solo suo, ma pure di qualcosa dall'alto.
Aveva avuto ragione, era proprio là che dovevo guardare, al manto di stelle, alla mia.
Lo amo.
A volte avevo fantasticato sul suo aspetto, sul suo carattere, persino sul suo cognome, ma mai pensando avrebbe potuto essere cosi diverso.
Non ero una persona che considerava le somiglianze, eppure ero meravigliata di con quanta certezza sapessi che per me era giusto non ci fossero.
Poteva essere innaturale quanto voleva, che non lo avessi trovato in un essere umano, ma avevo imparato che l'amore non era normale.
Era una corda che vibrava a una frequenza strana, imprevista, differente da tutte le altre, e il suo suono si rieseguiva, impossibile da studiare.
«Forse avrei dovuto lasciarti dove eri», mi interruppe Finntal, dubbioso, implicando che avessi ancora bisogno del narcotico piacere emanato dalla loro vasca. «Ti saresti svegliata di lì a poco.»
«Non sarebbe cambiato niente», replicai, senza riuscire a fermare i pensieri per dare loro un ordine. «Io sono dove sono, e Zeno è nel posto più terribile possa essere, per colpa soltanto mia e di questo Palazzo.»
Finntal si girò verso di me, ma io non feci altrettanto con lui, perché tra i singhiozzi, non avevo nemmeno voglia di notare quanto lo avessi disturbato.
«La voce che hai detto sentiresti sempre, dunque, è quella del Lie grazie a cui per unione sei arrivata a passeggiare in un circondario di stelle.»
Annuii, continuando a fissare che cosa accadeva al piano di sotto, provando a distogliere gli occhi dal Rih, per poi riportarli a lui, e vedere che non si era distratto un attimo da me.
«Il mio foglietto dei desideri è solo un vecchio rimasuglio di carta senza di lui, e io sono in pezzi, come se mi aveste strappata insieme a questo.»
Il mio tono si incrinò, e io nascosi il mio viso con una mano, facendo capire a Elias che non ce l'avrei fatta a promettergli che sarei stata bene.
«Sai, le nostre strade si sono incrociate già una volta», disse lui, sottolineando la ripetizione dei nostri incontri. «Quando ti ho vista sdraiata in prossimità della sorgente in casa mia e ti ho riconosciuta, mi è venuto spontaneo voler sapere il perché.»
«Il motivo per cui ti sei occupato di me», ammisi, capendo che non avrei avuto lo stesso trattamento se fossi stata un'altra persona.
«Se ti dicessi che non solo l'ultimo desiderio che avevi espresso, ma anche i primi due, potrebbero essere compiuti di nuovo, che cosa mi risponderesti, Ester?»
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Rieccoci con la parte che chiude il capitolo ❤ mi ha fatto un bell'effetto far dire a Ester per la prima volta che ama, anche se vi ho lasciati con la suspence, e non vi ho svelato ancora chi❤ spero vi siano piaciuti quei paragrafi e come li ho costruiti a doppia interpretazione. Abbiamo compreso che Finntal sta informando Ester di qualcosa di molto particolare...Vi aspetto nei commenti e/o messaggi privati per parlarne!