"Ria, smetteresti di piangere!" Gemetti mentre inarcavo la schiena verso le ginocchia, tirando indietro i capelli dalla faccia sudata. "Cosa dovrei fare? Ci ucciderà!" Lei mi scattò, facendomi gemere di nuovo leggermente. "No, a meno che non arrivino prima a Tom," ho detto, quasi sussurrato. "Lo faranno, verrà qui nel tentativo di salvarti da grande eroe quale è e morirà nel processo! Questa è tutta colpa tua!" Si voltò verso di me, sollevando la testa per guardare nella mia direzione "Se non avessi lasciato che Tom si innamorasse di te, non si sarebbe mai preso la briga di venire a salvarci. Se ti comportassi come tutti noi, starai al gioco con abbiamo fantasie malate e ci comportiamo bene, non ci troveremmo mai in questo pasticcio!" Adesso mi stava urlando contro, per tutto il tempo in cui mi ha spiegato la situazione mi hanno bruciato gli occhi, le sue parole offensive mi hanno fatto sollevare il petto. L'unica cosa che poteva uscire da me adesso era un urlo. "Colpa mia!" Le urlai "Come potevo sapere che ci saremmo innamorati l'uno dell'altro? Come potevo sapere che avremmo iniziato a prenderci cura l'uno dell'altro! E tu!" Mi sono trattenuta una lacrima mentre mi alzavo dalla mia posizione seduta per fissarla, con i capelli che mi penzolavano davanti al viso "Sei tu quello che è stato coinvolto con loro in primo luogo! Sei quello che ha posto fine alla mia vita Mi hai trascinato con te a quelle stupide gare, me le hai fatte conoscere! Non hai fatto niente, assolutamente niente quando mi ha praticamente trascinato a casa sua, quando mi ha rapito. Pensi seriamente che io voglia vivere con un uomo che ha ucciso persone senza rimorso proprio davanti a me?" Le stavo urlando contro adesso, lei era rannicchiata in un angolo, terrorizzata nel vedermi parlarle in quel modo. "Non hai idea... di come la mia vita sia stata un inferno da quando mi hai portato da Tom!" Stavo piangendo adesso, troppo sfinita per continuare a urlarle contro. Lei continuava a fissarmi, anche i suoi capelli erano tutti disordinati. Mi fissava da dietro i suoi capelli intrecciati, i suoi occhi terrorizzati da chi fossi diventato in quel momento. Non potevo dire altro, non potevo muovermi; nemmeno lei avrebbe potuto. Ho sentito il clic della porta e ho sospirato quando ho sentito la porta aprirsi cigolando "Che succede tutto questo baccano qui? Ragazze, state giocando bene?" Frank ridacchiò mentre parlava, chiudendo e chiudendo la porta dietro di sé. "Voi ragazze state crollando ed è passato solo un giorno e mezzo" Frank appoggiò la mano sulla mia spalla; Ero troppo stanco e affamato per scrollarlo di dosso. "Stai bene, Taylor?" Potevo sentire il sorrisetto nella sua voce, era dietro di me, il suo viso non era in vista ma potevo sentirlo. Abbassò la mano, avvolgendola intorno alla mia vita e appoggiando la testa sulla mia spalla. Arrotolò una ciocca dei miei capelli tra le dita "Chissà cos'è che piace così tanto di te a Tom?" Disse, con la voce vagante, come se fosse a suo agio. "Voglio dire che hai un aspetto piuttosto mediocre, e ad essere sincero..." Appoggiò le labbra alle mie orecchie ed espirò "...non sei così bravo a letto...troppo inesperto." Lui ridacchiò leggermente "Direi che Tom, probabilmente è stato il tuo primo" Mi staccai da lui, arrabbiato per quanto stesse diventando personale. "Stai zitto!" Gli ho urlato contro, ora in piedi sulla difensiva di fronte a Ria. "Oh, quindi avevo ragione" disse, rimanendo fermo. "Perché così permaloso? Ti vergogni?" Il suo sopracciglio si alzò e sorrise "Ti vergogni di essere andata a letto con Tom? L'uomo che ha abusato di te" Frank improvvisamente sussultò "Aspetta... non ti ha... violentata, vero?" Questo è tutto! "Stai zitto, cazzo!" Ho urlato; il mio corpo era troppo logoro per combattere con lui, quindi ho fatto ricorso alla mia voce e sono rimasto sul posto. "Ah, povero innocente Taylor, Tom ti ha rubato la verginità... non ti fa arrabbiare?" chiese, dondolandosi un po' indietro e in quarta sulla punta dei piedi. "Stai zitto!" Ho urlato di nuovo; frustrato, arrabbiato e sconvolto dai ricordi. Tutto quello che diceva mi riportava in testa tutti i flash, tutti quei ricordi dolorosi. "Non mi fermerò questa volta" "Lo hai pregato di smettere? Hai pianto e implorato per la tua innocenza?" "Stai zitto!" "Per favore Tom, per favore smettila" "Perché cazzo dovrei, non ho mai smesso con gli altri, cosa ti rende così speciale!" "Hai litigato con lui? Hai litigato con lui fin dall'inizio, è per questo che quello che ti ha fatto si chiama stupro?" Le lacrime mi rigavano il viso "Non lo volevo!" Ho pianto. "Avresti dovuto fare quello che ho detto" mi sussurrò Tom all'orecchio "Avresti dovuto comportarti bene" "Non adora semplicemente guardare il dolore che può causarti? L'ho visto un paio di volte, quello sguardo nei suoi occhi come faresti tu." arrivare al punto di rottura, quello sguardo di completa soddisfazione" "Dio, quanto adoro quando piangi" gemette Tom mentre si toglieva i boxer e si premeva contro di me. "Stai zitto!" Gli ho urlato prima di lanciarmi verso di lui. L'ho afferrato e ho cominciato a dargli pugni come un matto. Frank all'inizio rimase scioccato, ma presto cominciò a ridacchiare mentre litigava con me. Ho agitato le braccia così velocemente e violentemente che sono riuscito a dargli qualche bel colpo. Frank, finalmente Sono riuscito ad afferrarmi le braccia e lui le ha bloccate tra di noi. Le sue labbra erano sospese davanti alle mie, a pochi centimetri di distanza così da potermi prendere in giro ancora un po' "È per questo che ti piaccio così tanto; perché sono stato gentile con te?" Il suo alito caldo mi punse le labbra e con quelle ultime parole mi scagliò contro un muro; sbattendo la schiena contro il cemento. Sussultai leggermente prima di lasciarmi cadere a terra. "Bene, ora ti tratterò proprio come fa Tom, perché è così che ti piace, vero?" Mentre diceva questo armeggiava con la fibbia della cintura, pronto a spaventarmi ancora un po'. Ero stordito, quindi quando Ria volò su di lui rimasi scioccato, ma tutto quello che potevo fare era restare lì e guardare perché ero finito, ero troppo esausto. Penseresti che dopo tutti i giorni passati a litigare con Tom per così tanto tempo, a tal punto che mi sarei abituato a combattere un uomo, ma a questo punto ero completamente distrutto. Ria ha lottato con Frank, gli ha avvolto le gambe intorno alla vita e ha iniziato a tirargli i capelli e a colpirgli la testa, penso che avesse ancora un briciolo di umanità dentro di sé. Dopo averlo sentito parlarmi in quel modo, penso che non riuscisse a trattenersi dal difendere la sua migliore amica. Frank riuscì presto a togliersela di dosso e lei cadde a terra con un urlo e uno schiocco. Frank le diede un paio di calci nello stomaco, facendomi sussultare ad ogni calcio. Volevo alzarmi e aiutarla, volevo combattere e difendere la mia amica, ma non potevo muovermi. Alla fine Frank si mise sopra di lei, mettendosi a cavalcioni su di lei mentre lei lottava sotto di lui. Poi tirò fuori un coltello dalla tasca posteriore e glielo mise alla gola, facendole smettere di dimenarsi "Volevo prendermi il mio tempo con entrambi, volevo rendere le cose facili anche a voi, Volevo torturarti solo per un'ora o giù di lì, ma ora ti farò sanguinare e ti lascerò seduto lì in completa agonia, mentre mi guardo giocare con il tuo piccolo amico laggiù... lo fa sembra divertente?" Ria adesso stava piangendo, implorandolo di non affettare quel coltello dentro di lei. Pianse per un po', fermandosi di tanto in tanto a lamentarsi per il dolore. Non so per quanto tempo le rimase sopra. Non riesco a ricordare per quanto tempo le avesse affondato dentro e fuori il coltello perché tutto si confondeva. Ben presto si alzò dal suo corpo. Era ancora viva, semplicemente non poteva muoversi. Mi fissava, sapeva che sarebbe morta e penso che fosse arrabbiata perché non avevo fatto nulla per aiutarla. Volevo farlo, per tutto il tempo il mio corpo cercava di dimenarsi verso di loro, per tutto il tempo la mia mente mi urlava di alzarmi e toglierlo di dosso, ma non potevo; Ero prosciugato. Frank si lasciò sfuggire un gemito soddisfatto "Ora arriva la parte migliore" disse prima di avvicinarsi a me. Afferrò il mio corpo e mi fece girare in modo che fossi sdraiato sulla schiena. Si inginocchiò accanto a me e mi scostò i capelli dal viso con il suo coltello intriso di sangue, facendo sì che il sangue caldo di Ria'a mi macchiasse una scia lungo il viso "Sapevi che ci sono posti nel corpo in cui puoi pugnalare senza morire ?" Detto questo Frank mi salì sopra, a cavalcioni dei miei fianchi come aveva fatto con Ria. Stavo ancora piangendo, in silenzio però, le lacrime scorrevano lungo il mio viso ma la mia voce non riusciva a fare rumore. "Per favore, prova a urlare per me." Detto questo, Frank affondò il coltello da qualche parte nel mio stomaco e io emisi un gemito mentre il coltello mi lacerava la carne. Due pugnalate, tre pugnalate, quattro pugnalate, cinque pugnalate. Frank fece scivolare di nuovo il coltello dentro di me, ogni volta che il coltello entrava nel mio corpo apriva la bocca, spalancava gli occhi, si godeva ogni pugnalata, ne traeva piacere. Ho gorgogliato un po' del mio sangue, ruotando leggermente gli occhi all'indietro "Ormai avresti spilli e aghi" disse Frank mentre si chinava verso di me, facendo scorrere le labbra sul mio braccio "Presto, il tuo corpo diventerà insensibile" Frank rimosse il coltello conficcato nella mia carne e guardò la ferita che aveva causato, sessualmente soddisfatto. Fece scivolare il coltello intorno al mio corpo, cercando di pensare dove avrebbe potuto pugnalarmi la prossima volta. Gemevo e gemevo sul pavimento freddo, oltre a gorgogliare sul mio sangue, avrebbe giocato con me il più a lungo possibile. Non voleva che morissi; voleva che sentissi tutto questo. Frank scelse il suo posto e fece scivolare il coltello dentro di me, facendomi gemere. All'improvviso un forte scoppio mi riempì le orecchie e volevo saltare ma non potevo muovermi. Distolsi lo sguardo da Frank che era scioccato quanto me e guardai verso la porta. Era lì, sulla soglia, con l'espressione più terrorizzata che avessi mai visto. "Vai da lei!" L'ho sentito urlare prima di attaccare Frank, afferrandolo così violentemente per il collo che pensavo stesse per spezzarlo. Tom ha bloccato Frank contro il muro, aveva afferrato il coltello e aveva iniziato a pugnalarlo con rabbia totale. Ogni colpo del coltello di Frank lo stava uccidendo. Tom non ha smesso di pugnalare Frank, lo ha tenuto contro il muro con l'avambraccio mentre lo pugnalava continuamente con l'altra mano. La situazione è diventata così grave che Bill, Georg e Gustav hanno dovuto intervenire e staccare Tom da Frank perché Frank era ormai passato t morto. Bill poi corse al fianco di Ria, mentre Tom correva al mio. Tom era sopra di me e cercava di afferrarmi. Mi ha parlato ma niente di quello che diceva veniva trasmesso. Mi sollevò da terra e mi portò fuori dalla stanza. Ho guardato Bill con Ria, Bill la fissava, non potevo dire se fosse tristezza nei suoi occhi o rimpianto. Era ovvio che Ria era morta.
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My Living Nightmare - Tom Kaulitz TRADUZIONE ITALIANA
General FictionStoria di: winternightz Lui era di bell'aspetto , guidava una macchina sexy e aveva sempre una ragazza al suo fianco, lui sembrava l'uomo ideale agli occhi di ogni ragazza, ma era completamente l'opposto. Il mio nome è Taylor, e sono una delle rag...
