⚠️IN REVISIONE ⚠️
Anais Flores è nata nel fuoco e si rifiuta di bruciare in silenzio.
Figlia di una famiglia mafiosa ormai in rovina, si ritrova promessa in sposa a Elijah Reyes, l'erede glaciale di un impero criminale che non conosce pietà.
Ma Anai...
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Sono rinchiusa in camera mia da tre giorni.
Sto facendo lo sciopero della fame, ma non mi importa. Sono talmente abituata a nutrirmi di caramelle che posso andare avanti solo con quelle. Non ho voglia di vedere né di sentire nessuno.
Sono arrabbiata. Con me stessa, per non avere la forza di impormi come vorrei e per non essere riuscita ad aiutare mia sorella quando aveva bisogno. E arrabbiata perché mi lascio sempre ferire dalle parole degli altri.
Non starai mica dicendo che quel troglodita in qualche modo ti ha ferita?
Proprio questo sto dicendo. Quel suo modo di fare autoritario, quel tono tagliente che mette in ogni frase...
Sono brava a fingere davanti agli altri, ma nella solitudine tolgo l'armatura scalfita e malmessa.
Mostro al mio riflesso la pelle segnata dalle sfide quotidiane.
Dormo con le finestre chiuse: ho troppa paura che quella persona possa entrare di nuovo nella stanza e, stavolta, farmi del male fisicamente.
Sono sorvegliata ventiquattr'ore su ventiquattro.
Savannah viene all'ora dei pasti a portarmi un vassoio, ma io rifiuto. Se mi chiede se può fare qualcosa per me, nego prontamente.
Mi dispiace trattarla così. Non è colpa sua questa situazione, ma non cederò.
Ramon, invece, non smette un secondo di parlare quando si siede fuori dalla porta. Racconta le sue bizzarre avventure notturne con le donne più disparate.
Devo ammettere che mi sono affezionata a lui: è come il fratello che non ho mai avuto. Anche se, gestire uno come lui e una sorella come Vicky, non sarebbe stato semplice.
Mi annoio a stare qui. Vorrei andare in spiaggia, ma ho paura di incontrare lui.
Disegno, dormo e mangio caramelle. Questa è la mia routine.
Mi alzo, apro la finestra e la brezza fredda mi si incolla addosso, facendomi rabbrividire.
Mi infilo la felpa e, con il mio block notes e una matita, mi siedo sulla poltrona in velluto bianco accanto alla finestra.
Attraverso il vetro scorgo il mare. Inspiro a pieni polmoni: l'aria di salsedine mi riempie e mi calma.
Le sue acque sono agitate e irrequiete; la pioggia comincia a cadere lenta e sottile.
Si sta preparando un temporale.
Le nuvole assumono sfumature grigie e blu, cariche di pioggia, pronte a liberarsi.
Anche tu dovresti liberarti dei tuoi pensieri.
Fosse così facile.
Non ho una soglia del dolore fisico: possono farmi di tutto, ma non mi piegherò mai a niente e a nessuno. Il mio punto debole? Il dolore mentale.