2. ...chiamato matrimonio

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Queste feste mi hanno sempre annoiato a morte, ed è per questo che ho sempre evitato di parteciparvi

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Queste feste mi hanno sempre annoiato a morte, ed è per questo che ho sempre evitato di parteciparvi.

Inventavo ogni scusa possibile o mi facevo venire la febbre appositamente pur di non andarci.

Probabilmente penserete che sia una bambina capricciosa e irresponsabile, ma non potete capire quanto sia estenuante sorridere, annuire e fare la gattina indifesa davanti a uomini che hanno quarant'anni più di te.

Quando non riuscivo a "ammalarmi" in tempo o a inventarmi un diversivo, ero costretta a partecipare, e la nausea che provavo era reale. Letteralmente.

Mia sorella si è sempre presa cura di me, sapeva quanto questi eventi mi facessero stare male, e vorrei davvero che fosse qui per tirarmi su di morale.

Il mondo in cui vivo e le situazioni che affronto possono sembrare affascinanti a chi le osserva da fuori, perché vedono solo lusso, divertimento, denaro e l'ossessione di apparire.

Quello che vedo io, invece, è una costante arrampicata sociale, mancanza di rispetto e spreco.

Non saprei nemmeno spiegare le sensazioni che provo, ma mentre Elijah conversa con una coppia di miliardari, io mi guardo attorno, più interessata all'ambiente che al loro discorso. Le luci soffuse, i calici di champagne alzati, le risate forzate che si confondono con la musica di sottofondo: ogni dettaglio mi dà la nausea.

La mano di mio marito è sempre posata sulla mia vita, delicata sul mio fianco, e ogni tanto sento le sue dita accarezzarmi leggere. Mi irrigidisco a ogni movimento, cercando di non farmi notare mentre sistemo un ciuffo dietro l'orecchio per occupare le mani.

Come ho detto, non sono fatta per queste feste, ma ormai mentire è diventata la mia natura.

E così, anche stasera, indosso la maschera della ricca moglie del boss mafioso più rinomato di New York.

Vorrei correre in camera? Assolutamente.

Vorrei sparire? Non ci piove.

Posso farlo? Magari. Ma per ora, resto qui a fingere.

«Signora Reyes.»

Mi volto verso la voce alla mia destra, le dita che si chiudono istintivamente sul bordo del mio vestito. Un ragazzo, più o meno della mia età, si avvicina e mi prende la mano per un baciamano.

«Encantado de conocerla.» Mi guarda dritta negli occhi.

Sussulto appena, ritirando la mano con discrezione. Sento la presa di Elijah stringersi sul mio fianco, calda e ferma.

«Il piacere è mio.» Mormoro, sfiorandomi il collo con l'altra mano, nel tentativo di placare l'agitazione.

«Hernandez, a cosa dobbiamo la tua presenza qui?» La voce di Elijah è calma, ma vibra una nota tagliente sotto la superficie.

𝐁𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐨𝐫 𝐃𝐢𝐞La tua prossima ossessione. Scoprilo ora