Un cuore, quattro colpe

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Mi sveglio con una fame allucinante, faccio pressione sugli avambracci e mi tiro su sbattendo le palpebre.

Mi guardo attorno, ma non vedo Elijah.

«Che ore sono?» mugugno aggrottando le sopracciglia mentre mi massaggio le tempie con le dita.

Sospiro, questa dannatissima emicrania, vorrei tagliarmi la fronte.

Mi ributto a peso morto sul materasso sospirando, porto le mani in grembo unendole tra loro mentre contemplo il soffitto bianco.

Sto progettando come uccidere quella stronza che non solo si è presa mio marito, ma addirittura pensa di poter entrare a far parte della mia famiglia senza problemi.

E poi c'è mio padre, Dio non darmi la forza di alzarmi da questo letto e andargli a sbraitare contro.

Sapevo che fosse deficiente, d'altronde è un uomo che non ha capito un cazzo delle sue figlie, ma non credevo fino a questo punto.

Mi alzo di nuovo mettendomi seduta. Appoggio i gomiti sulle gambe e la fronte sui palmi delle mani chiudendo gli occhi.

Che situazione di merda.

Sbuffo e controvoglia scosto le coperte scendendo dal letto.

Mi infilo le ciabatte e mi metto la vestaglia per mantenere il calore del mio corpo.

Guardo il comodino e vedo che sono solo le nove, bene, magari posso andare a trovare Vicky.

Esco dalla camera trovando Brandon impalato, come sempre, a guardare il corridoio.

«Buongiorno» biascico strofinando l'occhio.

«Buongiorno signora Reyes, ben svegliata. Il signor Reyes è già uscito» mi guarda per poi tornare a guardare il corridoio.

«Brandon, posso farti una domanda?» chiedo mettendomi davanti a lui.

«Mi dica» risponde senza guardarmi un secondo.

«Come mai sei così rigido?» inclino leggermente la testa studiandolo.

La mascella è rigida, le mani sono in avanti. La destra sopra la sinistra. Gambe leggermente divaricate e una postura che sembra innaturale.

Il suo sguardo saetta su di me mentre aggrotta le sopracciglia.

«Il signor Reyes, mi ha severamente vietato di darle più confidenza del dovuto. Ha proibito a tutti noi di distrarci e lei, non dovrebbe essere qui davanti a me a parlarmi. Vada a fare colazione» distoglie lo sguardo guardandosi attorno, senza incrociare mai il mio sguardo.

Io rimango a guardarlo, ma sul suo viso non si muove nulla.

«D'accordo» sussurro e mi indietreggio «ma siccome Elijah adesso non c'è, tu potresti parlarmi. Giusto?» dico incrociando le braccia dietro la schiena.

𝐁𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐨𝐫 𝐃𝐢𝐞La tua prossima ossessione. Scoprilo ora