⚠️IN REVISIONE ⚠️
Anais Flores è nata nel fuoco e si rifiuta di bruciare in silenzio.
Figlia di una famiglia mafiosa ormai in rovina, si ritrova promessa in sposa a Elijah Reyes, l'erede glaciale di un impero criminale che non conosce pietà.
Ma Anai...
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È passata una settimana da quando Elijah è tornato a New York con i ragazzi. Brandon è rimasto qui con me e non mi molla un secondo, non credevo che potesse essere così appiccicoso.
Sto cominciando a non sopportarlo, di nuovo.
Soprattutto da quando ho deciso di trovarmi un lavoro, il giorno dopo al mio incontro con Elijah. Mi sono resa conto che se non voglio essere la solita moglie mantenuta che se ne lava le mani di tutto, devo darmi da fare. Così ho preso coraggio e ho fatto un colloquio con Chad, il proprietario del Blue Ridge Diner. Quando tornerò a casa voglio assolutamente trovarmi un lavoro oppure studiare ciò che mi piace.
Ho avuto un'istruzione privata e secondo mio padre io non avrei dovuto continuare gli studi perché "non mi serviva", ma la verità è che ho sempre voluto provare l'ebbrezza di arrivare in classe in ritardo, essere invitata alle feste studentesche, avere una migliore amica con cui condividere segreti ed esperienze.
Evidentemente non ero destinata a tutto ciò.
Alla fine il colloquio è andato bene e, come ogni mattina, mi sto preparando per andare a lavoro, un posto da cameriera in una tavola calda vicino a casa non è poi così male.
Certo, è la mia prima esperienza in campo lavorativo e ci devo ancora prendere la mano, però tutto sommato per ora mi trovo bene.
«Signora Reyes, è ora di andare altrimenti faremo tardi» Brandon bussa alla porta e dopo un mio "avanti" entra.
Dicevo che non lo sopportavo, giusto? Ecco il perché, non dovrebbe essere il mio babysitter ma solo il mio bodyguard.
«So benissimo che ora è Brandon, non faremo tardi. E comunque, non dovresti preoccuparti così tanto. Alla fine se arrivo in ritardo il capo se la prenderà con me, mica con te che sei solo mio fratello super geloso e protettivo» dico guardandolo mentre mi infilo una forcina tra i capelli per tenerli a bada.
Una volta finito, afferro la borsa con il cambio al volo e esco dalla camera tranquillamente.
«Non vorrei dover farla licenziare subito, per questo le metto fretta» dice seguendomi mentre scendo le scale.
«Perché mai dovrebbero licenziarmi?» mi fermo in fondo alle scale e mi giro verso di lui.
«In qualità di fratello maggiore la devo proteggere, mi sbaglio?» un sorriso beffardo nasce sulle sue labbra mentre incrocia le braccia al petto «Se il suo capo dovesse alzare la voce con lei o offenderla in qualche maniera non ci penserei due volte a farlo fuori» esclama tranquillamente.
La mia faccia incredula lo fa scoppiare a ridere, io invece non scherzo troppo perché so che potrebbe farlo senza problemi.
«Non sarai credibile finché le dai del lei, giovanotto» la dolce voce di Loren giunge alle mie orecchie e la sua figura piccola e minuta fa capolino nel salone d'ingresso con in mano un vassoio.