⚠️IN REVISIONE ⚠️
Anais Flores è nata nel fuoco e si rifiuta di bruciare in silenzio.
Figlia di una famiglia mafiosa ormai in rovina, si ritrova promessa in sposa a Elijah Reyes, l'erede glaciale di un impero criminale che non conosce pietà.
Ma Anai...
Questa è la prima parte del finale di Bride or Die, vi prego di non piangere perché lo sto già facendo io per voi e voi NON dovete farlo, d'accordo? Perché altrimenti il mio povero cuore non reggerebbe.
Per questo capitolo vi consiglio di ascoltare la canzone "For the first time" degli Script!
Io, comunque e come sempre, vi auguro una buona lettura! 🔥💍
Ci vediamo su IG e nello spazio autrice✨
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1 settimana dopo
Sono le quattro di notte e una persona normale si domanderebbe che cosa ci faccia sveglia a quest'ora.
Bene, sto preparando tutta la borsa con accessori e trucchi da portare a casa di mia sorella, perché il suo matrimonio è alle porte.
Il giorno dopo averci comunicato che avevano deciso di sposarsi, ci arrivò l'invito alle nozze.
Aprire al postino e prendere in mano la lettera rosa cipria con un sigillo di ceralacca rossa con una rosa stampata mi ha emozionata.
Ho interrotto anche un'importante riunione che Elijah aveva nel suo studio.
Inizio Flashback
Prendo la lettera e ringrazio con un sorriso il postino. Chiudo la porta e saltello sul posto aprendo la busta.
Tiro fuori l'invito ed è ancora più bello di quanto avessi immaginato.
La carta rosa cipria è contornata da una cornice di rose rosse. Al centro, con una calligrafia elegante, c'è scritto:
Victoria & Felipe ti invitano al loro matrimonio per festeggiare questo momento intimo e tanto atteso. Sperano con tutto il loro cuore che confermerai la tua presenza.
In basso, le loro firme.
Butto a terra la busta e corro su per le scale, ignorando il dolore alla schiena e, senza bussare, apro la porta ritrovandomi davanti a cinque uomini in completi eleganti che mi guardano.
Anche la faccia di mio marito non sembra molto contenta. In effetti, sono in pigiama, ma non posso attendere.
«Buongiorno,» saluto deglutendo e inclinando un po' la testa.
Tutti e cinque si alzano e mi salutano abbassando la testa.
Rimango immobile finché anche Elijah non si alza.
«Io...» balbetto, sistemandomi una ciocca di capelli. «Scusate, non volevo disturbare la riunione...» deglutisco, guardandoli, poi punto i miei occhi nei suoi. «Dovrei parlarti.»