⚠️IN REVISIONE ⚠️
Anais Flores è nata nel fuoco e si rifiuta di bruciare in silenzio.
Figlia di una famiglia mafiosa ormai in rovina, si ritrova promessa in sposa a Elijah Reyes, l'erede glaciale di un impero criminale che non conosce pietà.
Ma Anai...
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La riunione è passata veloce e senza troppi intoppi e adesso sto tornando a casa.
Sono impaziente di arrivare, voglio stare con Anais. Tutto il pomeriggio.
Stamattina non so cosa mi sia preso, vederla solamente con l'accappatoio, a suo agio dopo aver fatto la doccia, ha fatto scattare qualcosa in me.
Non ti starai mica innamorando!?
No, è un sentimento che non fa per me.
Se, vabbè.
Guido per le strade di New York fin quando non lascio la città per dirigermi verso casa. La strada mi sembra più lunga del solito, è una strana sensazione. Mi sembra di non arrivare mai mentre la McLaren sfreccia sull'asfalto.
Finalmente arrivo davanti al cancello, lo apro con il telecomando ed entro arrivando all'ingresso.
Slaccio la cintura e scendo allacciando il bottone della giacca, guardo Kyle che ricambia il mio sguardo in maniera strana.
«Che ti succede Kyle, stai male?» chiedo lanciandogli le chiavi «No signore, tutto bene» le prende al volo e mi sorride, non mi convince ancora ma non ci faccio troppo caso.
Entro in casa e sento subito un buon profumo di pollo e patate che arriva dalla cucina. Entro in sala e vedo Julius intento a girare le cosce dell'animale, sembra non essersi accorto della mia presenza «Che buon profumo» esclamo appoggiandomi allo stipite della porta, come immaginavo il cuoco sussulta e si gira verso di me con la pinza in mano «Signor Reyes, lo sa benissimo che non amo questi tipi di scherzi» mi minaccia guardandomi negli occhi per poi ricomporsi riprendendo a cucinare «Ecco perché ho voluto spaventarti.» mi guardo intorno sospettoso «Senti, hai visto Anais?» e non appena pronuncio il suo nome la sua espressione cambia.
La mano trema e cerca di sbrigarsi, come se volesse uscire da questa stanza il prima possibile.
Un atteggiamento fin troppo strano per Julius, finisce di mischiare anche le patate e rimette la teglia in forno poi prende dei peperoni, con le mani che tremano e comincia a tagliarli.
Mi avvicino per studiare la sua espressione e noto che con la coda dell'occhio mi guarda di sfuggita «Signor Reyes, se continua a guardarmi così la sua bellezza potrebbe distrarmi» la risatina isterica e le gocce di sudore che gli stanno cadendo dalla fronte, lungo il viso, mi fanno capire che è nervoso, molto aggiungerei.
«Julius, sempre troppo buono con me. Però non hai ancora risposto alla mia domanda» lo guardo impaziente appoggiando la mano sul bancone «Quale... quale domanda signore?» scuoto la testa incredulo «Adesso sei diventato sordo? Ti ho chiesto se hai visto Anais. Anais Flores, la mia cazzo di moglie!» alzo la voce sbattendo la mano sul bancone mentre Julius sobbalza e fa cadere il coltello.
«Tu sei strano, Kyle è strano. Devo aspettarmi anche che mio fratello sia miracolosamente sobrio?» il respiro è affannoso e la furia con cui sto dicendo queste cose mi sta facendo scaldare non poco.