5. Dove sei principessina?

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«Fammi capire bene

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«Fammi capire bene.» La risata di Parker si affievolì, la voce ancora punteggiata dallo scherzo. «Tua moglie ti ha beccato con la cameriera nello studio?»

Sospiro, pizzicandomi il punto tra le sopracciglia.

«Sì, Parker. Possiamo andare avanti con la contabilità, oppure devi percularmi ancora per molto?»

«Certo, certo. Non mi permetterei mai, sua magnificenza, di prenderla per i fondelli ancora.»

Scoppia di nuovo a ridere.

Dirgli ciò che è successo al vicepresidente della mia azienda non è stata una buona idea.

Decisamente, coglione!

È ufficiale: lo sono. Ma cosa posso farci?

Non mi è stato insegnato a essere buono e gentile. Sono stato educato per il mio lavoro, non per l'amore.

«Devo andare adesso. Vedi di darmi quei resoconti entro fine giornata o ti faccio licenziare.»

Non aspetto la risposta.

Chiudo la chiamata e mi passo le mani sul viso, fissando il muro di fronte.

Vorrei che Anaïs si sentisse bene qui.

So benissimo cosa ha passato in questi anni, perché in realtà la conosco da quando era una marmocchia: una bambina piena di lentiggini, con due treccine a raccogliere i capelli rossi ribelli e una lingua poco elegante per un ambiente come il nostro.

Le nostre famiglie sono socie e amiche da generazioni, per questo fu stipulato un contratto.

Contratto firmato dai nostri padri ancora prima che lei fosse anche solo nei pensieri di Christian.

Questo è ciò che recitava:

La primogenita della famiglia Flores sposerà mio figlio Elijah Reyes. In cambio, tra le nostre famiglie ci sarà sempre un clima di accoglienza, rispetto reciproco e pace. Questo accordo rimarrà valido solamente se il matrimonio verrà sancito prima che io, Michael Reyes, lasci questo mondo. Se ciò non accadrà, le due parti non saranno più vincolate dal contratto.

Vincolato da uno stupido pezzo di carta. Costretto a sposare una bimbetta che nemmeno sopportavo. Ma avevo altra scelta? No.

Durante le feste in casa Flores, mentre io distraevo la piccola combina guai, i nostri padri si riunivano per parlare delle alleanze con messicani e russi.

Quando diventai adolescente presi parte anch'io a quelle riunioni, e non rividi più quella bambina dai capelli rossi.

Conoscendo la situazione disastrosa della famiglia Flores, mio padre era quasi tentato di rescindere il contratto o, almeno, cambiarne le dinamiche dando la prima figlia dei Flores in sposa a mio fratello Ramon.

Perché gli dissi di non farlo? Non lo so.

Ramon era ancora piccolo, e certe cose non le conosceva: volevo tenerlo all'oscuro. In più, non sarebbe mai stato all'altezza di un compito simile. Lui vincolato da un pezzo di carta? L'avrebbe bruciato davanti agli occhi di tutti.

𝐁𝐫𝐢𝐝𝐞 𝐨𝐫 𝐃𝐢𝐞La tua prossima ossessione. Scoprilo ora