⚠️IN REVISIONE ⚠️
Anais Flores è nata nel fuoco e si rifiuta di bruciare in silenzio.
Figlia di una famiglia mafiosa ormai in rovina, si ritrova promessa in sposa a Elijah Reyes, l'erede glaciale di un impero criminale che non conosce pietà.
Ma Anai...
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Buona lettura✨
È da giorni che Elijah è nervoso. Precisamente da quando Alexander ci ha fatto visita.
Il suo nervosismo è diventato anche il mio, e io non riesco più a reggerlo. Tanto che ora mi ritrovo in palestra a tirare calci e pugni a un sacco che non si muove nemmeno di mezzo millimetro. E questo mi manda ancora più fuori di testa.
Un ringhio frustrato mi sfugge dalle labbra e sbatto il piede a terra.
«Così rischierà solo di farsi male, signora Reyes.»
Mi blocco prima di sferrare un altro colpo e mi volto verso la porta. Jason è lì, appoggiato allo stipite, con lo sguardo fisso su di me. Dietro di lui, anche Brandon.
«Non è proprio il mio forte tirare pugni...» borbotto, passandomi la mano sulla fronte e sospirando.
Jason accenna una risata e si avvicina.
«Mi permetta almeno di insegnarle la posizione corretta.»
«Certo. Visto che Elijah è così impegnato col lavoro e i suoi problemi... Non so che fare. E con Olivia in circolo, forse è meglio se imparo a difendermi da sola.»
Annuisce. «Mi sembra una scelta saggia. Si metta come prima.»
Seguo le sue indicazioni mentre lui mi gira attorno. Sono tesa, le gocce di sudore mi rigano il viso, ma continuo a osservarlo.
«Sei troppo rigida. Ruota le anche. Il piede sinistro in avanti, il destro leggermente indietro. Le gambe divaricate, in asse con le spalle.»
Mi tocca le spalle per aggiustare la postura, poi mi allarga i piedi e mi fa ruotare il busto.
«Signora Reyes, noi saremo sempre pronti a proteggerla. Ma non possiamo esserci in ogni momento. E nemmeno il signore potrà farlo. Quindi, a malincuore, deve trovare il suo equilibrio. Controlli il respiro, resti lucida. Niente panico.»
Ha ragione.
Sciolgo la posizione, inspiro profondamente, chiudo gli occhi e provo a calmarmi. Il respiro diventa più regolare. Quando li riapro, sono pronta a riprovare.
Gambe ben piantate a terra, in linea con le spalle. Sinistro avanti, destro dietro.
«Non irrigidirti. Spalle basse, pronte a reagire» mi corregge, e obbedisco.
«Sbagliato!» alza la voce. Alzo subito la testa. «Mai guardare i piedi o le mani. Guarda dove vuoi colpire, resta concentrata.»
Che disastro.
Deglutisco e provo a rimanere focalizzata. Jason si avvicina di nuovo e mi tocca i gomiti.
«Devono stare stretti. Non stai ballando. Ti stai preparando a difenderti. Pugni vicini agli zigomi, voglio proteggere questo bel viso, okay?» accenna un sorriso, ma torna subito serio.