4. La Festa

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"Ci sono momenti in cui la confusione prende il sopravvento, come un vortice che ti trascina sempre più giù. Eppure, nel caos, scopri chi è disposto a tenderti una mano e chi, invece, ti osserva mentre affondi. È lì che comprendi la sottile differenza tra chi ti salva e chi ti lascia naufragare."


Ho passato tutto il resto della giornata in silenzio, isolandomi. Più cercavo di fare ordine nei miei pensieri, più sembrava di camminare in un labirinto senza uscita.

Non so che pensare.
Non so che dire.
Non so che fare.

L'unica persona con cui sento di potermi sfogare è Kelly.

«Wow...» dice Kelly al telefono, lasciando che il silenzio riempia lo spazio dopo il mio racconto.

«E quindi, dimmi, come dovrei comportarmi?!»

«Lascia fare al destino, Ashley,» risponde lei con il suo tono rilassato, «altrimenti finisce che combini altri casini.»

«Sai che non sei per niente d'aiuto?» ribatto, frustrata.

«Sei tu che non aiuti te stessa! Io, al tuo posto, me ne starei a divertirmi invece di farmi tutte queste paranoie.»

«Ma cosa c'entra ora?!»

«C'entra eccome. Sei sempre a farti paranoie, Ash. Esci, fai qualcosa! Io, al posto tuo, non perderei tempo: farei amicizie, mi godrei questi anni invece di sprecarli a rimuginare in una stanza. Vuoi passare la tua vita così?»

«Non è così male, sai...»

«Ashley!»

«Okay, okay! Cercherò di fare come dici, contenta?»

«Ora sì.»

«Sì, certo, come no...»

La conversazione continua su toni più leggeri, tra battute e risate. Per un attimo, mi sembra che la distanza tra di noi non esista.

Quanto vorrei che fosse qui...
Quanto vorrei che quei chilometri che ci separano svanissero.

«Riesci a venire per le vacanze di Natale? O almeno per il mio compleanno?» le chiedo, sperando in una risposta diversa dal solito.

«No... Mi dispiace.»

«Mmh, fa nulla... Ci sentiamo domani.» le dico dopo un po' di silenzio «La sveglia suonerà tra poco.»

«Sì, a domani...»

Chiudo la chiamata e mi ritrovo circondata dal vuoto.

Avete mai avuto la sensazione che, anche se tutto nella vostra vita sembra al suo posto, ogni giorno sia comunque uno sforzo?

La sveglia suona puntuale, accompagnata dal sole che invade la stanza, accecante e indiscreto.

Un nuovo giorno da affrontare.

Mio fratello bussa alla porta del bagno con la solita fretta esagerata. Si lamenta, borbotta, mi dà contro per un ritardo inesistente, e tutto finisce come sempre: con noi davanti all'ingresso della scuola.

La prima lezione? Chimica.

Già in partenza, non ne capisco niente. E la parte pratica? Peggio ancora. Ho il terrore di far saltare in aria l'intera scuola con quegli strumenti inquietanti pieni di sostanze sconosciute.

«Ti serve aiuto?»

Alzo lo sguardo e vedo una ragazza con lunghi capelli rossi e occhi blu come il cielo.

Mine enoughLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora