A volte, l'anima attraversa le ombre più oscure del proprio inconscio.
E nel tentativo di ritrovarsi, finisce per perdersi ancora,
allontanando chi avrebbe potuto mostrarle il giusto tragitto.
POV ASHLEY
Non avevo chiuso occhio. L'incubo era tornato, e stavolta mi sentivo ancora più vuota.
«Ashley?!» Damon bussa forte alla porta, facendola vibrare. «Tra dieci minuti dobbiamo entrare in classe!»
Siamo in ritardo, più del solito, ma, sinceramente, è l'ultima cosa che mi importa in questo momento.
Dopo qualche minuto arriviamo a scuola, ma ormai è troppo tardi. Decidiamo di saltare la prima ora e aspettare fuori. Ci sediamo su una panchina. Mi rannicchio su me stessa, abbracciando le ginocchia. Chiudo gli occhi e cerco di respirare a fondo, ma le sensazioni non cambiano. Un peso al petto, un groppo alla gola, lacrime che premono per uscire, e il respiro che, lentamente, si fa più corto.
Damon e Adam discutono, ma io non ascolto. Il mio sguardo è perso nel vuoto, mentre una parte di me sa che dovrei parlare con qualcuno di questi incubi. Dovrei dire come mi fanno sentire, del dolore che provo ogni volta che rivivo quelle scene.
Potrebbero dire che sono solo dei sogni, ma nessun sogno fa così male. Nessun sogno ti fa svegliare col cuore che pesa come piombo.
«Ehi... Ash? Stai bene?» La voce di Adam interrompe il mio silenzio. Mi scosta una ciocca di capelli dal viso, guardandomi con attenzione.
Schiarisco la voce, anche se mi sembra tirata. «Sì, sto bene.»
Loro continuano a fissarmi, ma io li ignoro. Lo sguardo fisso sul vuoto.
«È successo qualcosa ieri?» chiede Damon, il suo tono indagatore.
La domanda mi riporta a quello che era successo le ultime sere. La prima avevo passato il tempo con Dylan, anche se ufficialmente ero uscita con Mark.
E la seconda volta ci sono ricaduta di nuovo.
Mi sento in colpa.
So di aver fatto un errore, ma non mi sono mai sentita così bene facendo qualcosa di sbagliato.
È stata una bella serata, devo ammetterlo. Ma la paura mi assale: se per me è stato speciale e per lui no? Certo, mi aveva detto che con me si sentiva "abbastanza", ma se fosse stata solo una bugia?
Le paranoie sono la mia specialità, ma non per un ragazzo. È strano, quasi surreale.
Cosa potrebbe mai volere da me un ragazzo come Dylan, ammirato da tutti? Niente, mi dico.
Dovevo accettarlo.
Dovevo allontanarmi da lui, perché sapevo che, se non l'avessi fatto, sarebbe finita nel peggiore dei modi.
«No, non è successo niente» mento, tentando di chiudere la conversazione.
Damon non sembra convinto. «E allora? Cosa c'è? Risparmiami le cazzate.»
«Nulla.» Voglio evitarlo, ma inizio a pensare che sia impossibile. Poi ricordo: mi aveva detto che ne avremmo parlato, ma non l'abbiamo fatto.
«Hai fatto un brutto sogno, Ash?»
Annuisco lentamente, incapace di dire altro.
«È solo uno stupido sogno, okay?» La voce di Damon è rassicurante, ma c'è qualcosa che manca. Un pezzo fondamentale, che nessuno vuole affrontare.
Perché evitano sempre questo discorso?
«Ora sei troppo scossa. Ne parleremo domani, va bene?»
Ma domani non arriva mai. E io non riesco più a stare zitta.
«Perché non mi dite mai la verità? Siamo una famiglia, ma non so nulla di nostro padre. Chi era? Perché se n'è andato? Perché ci ha abbandonati? E perché ogni volta che lo nomino, vi chiudete a riccio?»
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Mine enough
Romansa«Perché continui a cercarmi, se non ricordo nemmeno il tuo nome?» «Il nome è solo un suono. È quello che siamo stati insieme a definire chi siamo davvero.» «E se tutto quello che siamo stati fosse perduto?» «Lo ricostruiremo, un pezzo alla volta. In...
