"Certe assenze non sono fatte di persone, ma del peso delle parole non dette e delle verità che abbiamo paura di ammettere, anche a noi stessi."
POV ASHLEY
«Ashley!» esclama, e in un attimo mi abbraccia. Mi stringe forte, e io ricambio con la stessa intensità.
È un abbraccio caldo, familiare, senza complicazioni. Solo pura gioia. Per un momento, tutto il resto sparisce: il silenzio di Dylan, il peso degli ultimi giorni, perfino il senso di colpa che mi aveva assillato.
Con Chris è sempre stato così, semplice e diretto, come se non ci fossero mai stati turbolenti fraintendimenti o segreti inconfessabili.
La sua presenza ha il potere di rimuovere le tensioni che mi schiacciano il petto, e mi riporta a un tempo in cui le cose erano più facili e spensierate.
«Non riesco a credere che tu sia qui!» dico, tirandomi indietro quel tanto che basta per guardarlo in faccia. La sua espressione è illumina il suo volto, e per un attimo mi sento trasportata in un'altra dimensione, lontana dalle complicazioni della mia vita attuale.
Casa.
«Surprise.» Il suo sorriso si allarga, mostrando una gioia genuina che mi fa dimenticare tutto il resto. «Mia sorella non ti ha detto niente, vero?»
Scuoto la testa ridendo, sentendo la leggerezza tornare nel mio cuore. «No, niente di niente.»
Chris fa spallucce, divertito. «Tipico di lei, ama far funzionare le sorprese.
Dovevo venire. Avevo bisogno di staccare un po' e quale occasione migliore per rivedere tutti?» La sua decisione sembrava così naturale, così semplice, come un respiro, qualcosa di cui avevo urgente bisogno.
Stiamo ridendo quando il pensiero di Dylan mi sfiora, improvviso e scomodo, come un vento gelido. Il sorriso mi si spegne un po', e Chris se ne accorge subito, il suo sguardo diventa più attento e preoccupato.
Inclina la testa, lo sguardo curioso. «Ehi, tutto bene?»
«Sì, certo,» rispondo, cercando di sembrare convincente. Ma anche io sento che la mia voce vacilla, come un filo teso che potrebbe spezzarsi da un momento all'altro, rivelando la verità sottostante.
Chris non è convinto. «Se lo dici tu...» Lascia la frase in sospeso, ma il suo tono è più dolce che sospettoso.
Non insiste, ma capisco che il suo istinto di protezione è attivato, e questo mi fa provare un senso di gratitudine in mezzo alla confusione che porto dentro.
Prova a spostare l'attenzione su di sé, raccontandomi di un viaggio recente. La sua voce diventa vivace mentre descrive paesaggi mozzafiato e incontri incredibili. Io provo a seguirlo, a lasciarmi trasportare, ma la mente fatica a slegarsi dai pensieri che si affollano, come nuvole tempestose pronte a scaricare un temporale improvviso.
Ma Chris, con la sua luce, riesce a far brillare un raggio di sole anche nei miei giorni più bui.
Ma è difficile concentrarmi, sapendo che Dylan è lì, nella macchina, e che probabilmente mi sta guardando. O forse no. Non riesco a immaginare quali pensieri stiano affollando la sua mente, se ci stia pensando.
Chris mi chiede come sto, e io, riflettendo sulla fatica di indossare una maschera di normalità, gli prometto che gli racconterò tutto una volta arrivati a casa.
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Mine enough
Romance«Perché continui a cercarmi, se non ricordo nemmeno il tuo nome?» «Il nome è solo un suono. È quello che siamo stati insieme a definire chi siamo davvero.» «E se tutto quello che siamo stati fosse perduto?» «Lo ricostruiremo, un pezzo alla volta. In...
