"A volte, basta una mano che stringe la tua, o una spalla su cui appoggiare il capo, per rendere il caos dentro di te un po' meno rumoroso. È in quei momenti che capisci che non devi combattere da solo, che anche il più forte può lasciarsi aiutare, almeno per un attimo."
POV Ashley
Mi sveglio al suono insistente della sveglia. Rimango immobile per qualche secondo, il viso affondato nel cuscino, cercando di raccogliere i pensieri confusi che mi attraversano la mente. La luce del sole filtra attraverso le tende, ricordandomi che non c'è modo di scappare da questa giornata.
Oggi sarà diverso, mi ripeto. Deve esserlo.
Mi siedo con cautela sul letto, apro il cassetto e ne estraggo il contenuto. Sfoglio le prime pagine del quadernetto finché non mi trovo davanti a una completamente bianca.
Stringo la penna tra le dita e l'inchiostro inizia a macchiare il foglio bianco, proprio come i pensieri macchiano la mia mente.
"Non so cosa mi spaventi di più: scoprire la verità o continuare a vivere nell'illusione."
Richiudo il quadernetto con un sospiro, serrando gli occhi per trattenere le lacrime.
Mi alzo, sentendo un peso familiare sul petto. Mi infilo una felpa pulita, lasciando sul letto la sua, e scendo per fare colazione. Damon e Adam sono già in cucina, scambiandosi sguardi rapidi e silenziosi quando entro.
Cerco di ignorarli mentre prendo qualcosa da mangiare, ma il silenzio che riempie la stanza è pesante, troppo simile a quello che mi sono lasciata alle spalle ieri.
A quello che poi ho totalmente dimenticato grazie alla presenza di Dylan.
Un ricordo emerge nelle mia mente, mettendomi i brividi:
Il sogno.
Mentre ci dirigiamo verso la scuola, Adam rompe il silenzio. E non so se esserne sollevata oppure abbattuta. «Quindi ieri?»
Il mio cuore accelera, ma mantengo un'aria di disinteresse. «Non ora.»
Per fortuna, siamo arrivati. Mi dirigo verso l'ingresso della scuola senza voltarmi indietro, lasciando i loro sguardi dietro di me.
Attraverso i corridoi come ogni mattina, ma qualcosa è diverso. Mi accorgo presto di cosa si tratta: gli sguardi. Sono troppi, troppo insistenti. Le persone sussurrano tra loro, e non ci vuole molto perché le loro parole mi raggiungano.
"Hai sentito? Ashley e Dylan sono spariti insieme ieri..."
Mi paralizzo.
Ogni volto che incrocio ha lo sguardo rivolto verso di me. Le mani mi iniziano a sudare quando vedo ogni persona fissarmi e sussurare qualcosa. Con un'espressione disgustata, schifata.
"Chissà cosa hanno fatto"
L'ansia mi si arrampica addosso, stringendomi lo stomaco.
Fantastico.
Se la voce è già così diffusa, significa che Damon e Adam ne verranno a conoscenza in poco tempo. E questo non porterà nulla di buono.
Stringo il passo, dirigendomi verso la mia classe per cercare un rifugio temporaneo. La lezione inizia, ma non riesco a concentrarmi. L'orologio sembra andare al rallentatore, e ogni minuto che passa sento il peso della giornata crescere.
Quando arriva la pausa pranzo, il mio nervosismo raggiunge il culmine. So che fuori dalla classe mi aspettano occhi curiosi e, forse, domande che non voglio affrontare. Esco comunque, tentando di evitare i miei fratelli, ma nel farlo mi scontro accidentalmente con qualcuno.
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Mine enough
Romantik«Perché continui a cercarmi, se non ricordo nemmeno il tuo nome?» «Il nome è solo un suono. È quello che siamo stati insieme a definire chi siamo davvero.» «E se tutto quello che siamo stati fosse perduto?» «Lo ricostruiremo, un pezzo alla volta. In...
