Robi è incredula: negli ultimi mesi, da quando vive sola e ha un lavoro, è riuscita a dare ben quattro esami. Nei precedenti sei anni ne aveva sostenuti cinque in tutto.
Di questo passo dovrà iniziare a pensare alla tesi.
Il citofono suona. Robi sta aspettando sua madre, che passa a farle visita circa una volta ogni dieci giorni.
-Non ti voglio controllare- le dice entrando. -Solo che mi sembri così sola, in questa casa.
Anche oggi si preoccupa della sua vita sociale. -Inviti le tue amiche, qualche volta?
-Ogni tanto- risponde Robi.
Ogni volta che ha ospiti Robi è sulle spine. In queste occasioni non riesce a smettere di pensare che qualcuno li osserva; lei ne è consapevole, ma loro no, e lei teme che possano dire o fare qualcosa di sconveniente. Non sa bene di preciso cosa, ma comunque le visite le mettono ansia.
Sua madre le fa i complimenti per come tiene la casa: i vetri sono perfetti, i pavimenti impeccabili e i sanitari sembrano usciti ieri da uno show room.
Robi ha lavato le tende giusto due giorni fa, quindi anche loro si meritano un bell'elogio.
Le visite di sua madre le sono particolarmente penose perché Robi non sa di cosa parlare con lei. Adesso si rende conto che anche quando vivevano insieme non facevano chissà quali conversazioni, ma era diverso: quando si vive insieme il silenzio può essere tollerato e lo si può dare per scontato.
-Come ti trovi con i tuoi vicini?- le chiede la madre.
-Bene. Sono persone simpatiche- risponde Robi, anche se non li conosce affatto. Le versa una tazza di tè e afferra il coltello per tagliarle una fetta di torta.
-Ne ho incontrato uno davanti al cancello. Mi ha aperto lui, per la verità.
-Ah sì?- chiede Robi.
-Un gran bel signore. Mi sembra che abiti sopra di te.
A Robi scivola il coltello e per poco non si taglia.
-Ti sei fatta male?- le domanda sua madre.
Robi scuote la testa. -No.
-Lo conosci?
-Chi?
-Il signore che abita al piano di sopra.
Robi sospira. -No. Credo che si sia trasferito da poco.
-Davvero? A me ha detto che vive qui da qualche anno.
-Non l'ho mai incontrato- dice Robi sedendosi. -Forse abbiamo orari diversi.
Lorenzo segue la conversazione tra Roberta e sua madre con un'irritazione crescente, perché adesso ha la conferma che lei sospetta di lui. L'agitazione di Roberta parla chiaro: mancava poco che si tagliasse via un dito.
In ogni caso per questa sera ha in programma un nuovo pedinamento. Non sa cosa aspettarsi, perché le due uscite precedenti non sono servite a molto.
Per qualche ora naviga su internet.
Quando apre la posta scopre che sua madre è partita per la crociera qualche ora fa. Gli torna allora in mente un'idea che cova da qualche tempo: recuperare dal suo appartamento di piazza Cavour il lampadario liberty del bagno padronale. Si tratta di un originale del 1915, di non grande valore ma comunque molto grazioso.
Prima di dimenticarsene prende la sua copia di chiavi e un cacciavite, e le mette bene in vista. Potrebbe persino passare questa notte, tornando a casa dalla sua imminente uscita.
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Visioni private
Aktuelle LiteraturLorenzo è ossessionato dalla pornografia, ma è deluso dalla scarsa qualità e dalla evidente artificiosità dei film porno; decide così di organizzare uno spettacolo privato: acquista un appartamento, lo attrezza con un sofisticato sistema di video-so...
