«Allora» sbottai, rompendo il silenzio mentre camminavamo lungo il corridoio vuoto, «adesso che cazzo pensi di fare con quell'articolo?»
Mattheo mi lanciò un'occhiata di lato, con quel mezzo sorriso di chi si sente superiore. Mi dava i nervi. «Per ora niente. Lo leggo con calma, poi decidiamo il prossimo passo.»
«Ah, certo. Decidiamo,» ribattei, incrociando le braccia. «Peccato che l'unico a fare qualcosa qui sembri essere te.»
Si fermò di botto. Si girò verso di me, occhi puntati nei miei, la voce bassa ma tagliente. «Ellie, non si tratta solo di te o di tuo padre. Qua c'è qualcosa di grosso, e io voglio capire che cazzo significa. Se non ti sta bene, fai pure da sola. Ma poi non venire a piangere quando ti ritrovi nella merda.»
Lo fissai. Le mani mi tremavano, strette a pugno. «Non è questione di fiducia, Mattheo. È questione di rispetto. E tu te lo scordi che questa è la mia vita. Non una delle tue solite stronzate da Serpeverde.»
«Oh, calma eh,» disse una voce alle nostre spalle.
Ci voltammo di scatto. Theo e Lorenzo ci guardavano, occhi puntati su di noi come se stessero guardando uno spettacolo.
«Che cazzo succede?» sbottò Theo. «Sembra di stare a guardare una coppia sposata che litiga in salotto.»
«Non è affar vostro,» tagliai corto, ma Lorenzo rise.
«Ma dai, Ellie. È sempre così con voi due: vi scannate, vi lanciate occhiate e poi fate pace come se niente fosse. Vi ci manca solo il divorzio.»
Mattheo si passò una mano tra i capelli, sbuffando. «Non stiamo litigando. Stiamo cercando di capire come muoverci con la faccenda di Grindelwald.»
«Giusto,» fece Theo, alzando un sopracciglio. «Perché voi due siete noti per la vostra calma e razionalità.»
Non risposi. Ma dentro mi bolliva il sangue. Theo sapeva sempre dove andare a colpire.
«Vabbè, basta cazzate,» intervenne Lorenzo, alzando le mani. «Perché non ci dite che cazzo avete scoperto? Magari vi diamo una mano invece di stare qui a guardare la telenovela.»
Mattheo esitò. Poi annuì. «Abbiamo trovato un vecchio articolo sulla Gazzetta. Parla dei seguaci di Grindelwald. Potrebbe esserci qualcosa di utile.»
«Seguaci?» Theo aggrottò la fronte. «Tipo una lista?»
«Forse,» dissi. «Non l'abbiamo ancora letto tutto. Ma Pansy ha detto una cosa interessante: chi seguiva Grindelwald lo faceva per fede, non per paura. E se c'è una cosa che ho imparato, è che la fede è molto più pericolosa.»
Per un attimo nessuno parlò. Theo e Lorenzo si scambiarono uno sguardo.
«Beh,» mormorò Theo. «Allora siete nella merda fino al collo.»
«Grazie per l'ottimismo,» sibilai.
Lorenzo mi diede una pacca sulla spalla. «Dai Ellie. Se c'è qualcuno che riesce a tirarsi fuori da sta merda, sei tu.»
Non capivo se fosse una presa per il culo o un complimento. E non avevo voglia di scoprirlo.
«Comunque,» disse Mattheo, indicando il corridoio. «Andiamo in sala comune. Lo leggiamo bene e poi vediamo.»
Theo annuì, ma il suo sguardo era teso. «Una cosa è certa: se tocchiamo roba grossa, dobbiamo stare zitti. E attenti a chi parliamo.»
Mi si chiuse lo stomaco. Sapevo che aveva ragione. E quella sensazione di essere costantemente osservati non accennava a sparire.
«Mhm,» borbottai. «Non possiamo perdere tempo. Dobbiamo trovare qualcosa.»
«Rilassati,» rispose Theo. «Se oggi non troviamo un cazzo, ci riproviamo domani.»
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spectre
FanfictionEleanor Grindelwald, figlia del temuto Gellert Grindelwald, si unisce a Hogwarts con l'intento di superare il peso del suo retaggio. Qui incontra Mattheo Riddle, figlio di Lord Voldemort, entrambi segnati dalle ombre delle loro famiglie. Ellie scopr...
