22 marzo , giorni prima
JJ Mellier
Il buio.
Tutto quello che mi circonda è il buio.
La testa mi fa male.
Mamma?
"Mammaaa!"
Urlo disperato.
Tutto attorno a me è buio e freddo.
Ho fame.
Il cuore batte fortissimo, sempre di più.
Dove sono?
"Lavii , vienimi a prendere, Laviniaaa, Ho freddo!"
Lavinia, dovevi venirmi a prendere.
Il pavimento è gelido e duro, non ci sono finestre .
Sono in una stanza, lo sento.
Dei passi pesanti mi fanno tremare.
Sta arrivando qualcuno.
La porta si spalanca ed una figura incappucciata mi si avvicina.
Nei suoi occhi c'è uno strano luccichio.
Un dolore lancinante mi invade.
Mi ha appena tirato per i capelli e senza delicatezza mi sta facendo sedere per terra.
"Ringrazia che non ti ho fatto nient'altro. "
Mi porge un piatto di plastica con al di sopra cibo che non riconosco.
"Vuoi rivedere la mamma?"
Una lacrima mi bagna il viso.
"Sì, mi manca la mia mamma."
Quello che ho intuito essere un ragazzo mi accarezza il viso.
"Non vorrei farti tutto questo."
Lo abbraccio, ma lui mi scansa brusco.
"Mangia e dormi."
Un singhiozzo mi esce dalla gola.
Sto di nuovo piangendo.
"Stai ancora qui con me."
Ho paura.
Non ricordo.
"Non posso."
Mi asciugo le lacrime.
"Ho paura."
Ho paura.
Prima di andarsene mi porge una coperta, la aggiungo ai cuscini che mi ha portato due giorni fa.
Poi ripete la stessa cantilena.
"Ti ho fatto male, ricorda, e quelli quando arriva nascondili dice indicando i cuscini."
Mentre si allontana riconosco i suoi tratti , ha capelli lunghi e scuri, neri.
E gli occhi del medesimo colore.
Piango senza sosta.
Quando sotto alle coperte Infilo il cibo nella bocca, lo stomaco smette di brontolare.
La porta si riapre ed io mi fiondo verso di essa nascondendo i cuscini.
Il rumore di un paio di tacchi a spillo mi fa gelare il sangue nelle vene.
Non lei.
Un demone, ecco che cos è, il diavolo.
Spalanca la porta per poi avvicinarsi, mi prende per il collo ed io soffoco un grido.
"Hai mangiato moccioso?"
Ridacchia per poi Tirare fuori qualcosa dalla tasca.
Sento il respiro venirmi meno, quando un ago entra a contatto con il mio braccio il buio si insinua persino dentro di me.
Ora dormirò ne sono certo.
Buio, solo buio.
27 Marzo
Lavinia
Il suono della campanella mi fa tirare un sospiro di sollievo.
Niente più lezioni, ora posso finalmente tornare a casa e studiare per il test di domani.
Saluto Lori e Stacy per poi incamminarmi insieme a Sophia verso casa.
La sua voce mi rilassa è dolce, ma allo stesso tempo severa.
Sophia è questa, è la preoccupazione e la pazzia; alle volte si preoccupa talmente tanto da crogiolarsi mentre alle volte è talmente fredda da spaventarmi.
Fredda ma Lucida, Sophia è sempre Lucida, Composta ed ultimamente la sento sempre più vicina.
Ecco come sto riimparando a conoscerla.
Come una figura Famigliare, vorrei poter essere lo stesso.
"Hai già iniziato a studiare?"
Ed è proprio quando cerco di attaccare discorso che due mani salde mi prendono per I fianchi facendomi indietreggiare.
"5 min Soph."
Sophia scuote la testa divertita per poi sedersi su una panchina.
"Cinque, Fai veloce."
Corruccio la fronte per poi voltarmi verso Edward ed il mio cuore impazzisce.
Mi fa sempre lo stesso effetto, sempre le farfalle, il battito accelerato; con lui mi sento sempre affannata.
Mi trascina all'interno della scuola , I corridoi sono deserti ed è proprio per questo che dopo essersi accettato che nessuno ci veda che si fionda sulle mie labbra.
Le sue si muovono lentamente seppur la frenesia del momento.
"Non sai quanto ho aspettato questo momento Lavinia."
Lego le braccia attorno al suo collo per poi staccarmi.
"No, non lo so."
Edward scuote la testa fissando intensamente le mie labbra.
"Lascia che te lo spieghi."
*
"Ti prego Lavinia resta qui."
Tornata a casa Sophia insiste nel volermi invitare a pranzare con lei.
"No Soph, tra un po' passo più tempo a casa Hudson che nella Mia."
Sophia inizia a piagnucolare per poi finire con il convincermi.
"Lasciami cucinare e ti stupirò. "
Scoppiamo a ridere entrambe.
"Immagino."
Sophia si gira fingendo un'aria mortificata.
"Non hai mai assaggiato niente di più buono, comunque parlando di cose serie non devi raccontarmi niente?"
Quando capisco dove vuole andare a parare Arrossisco come un pomodoro maturo.
"Io sì."
Una voce profonda ci fa voltare entrambe.
Quell'amico di Edward, quello leggermente inquietante di cui mi sfugge il nome...
Xavier, Sì Xavier.
Avanza senza preoccuparsi di niente , non indossa una maglietta ed i suoi pettorali in bella vista mi mettono a disagio.
"Ciao piccolo drago."
Sophia scuote la testa contrariata.
"Ogni volta la stessa storia Xav, basta soprannomi, ne ho più di 1000."
Il ragazzo le si avvicina cercando di fingere un aria innocente.
"Perché non ti piacciono?"
Sophia abbraccia Xavier affettuosamente .
"Vatti a cambiare Cazzone, lo sai che LEI potrebbe venire a scoprirlo."
Vorrei sotterrarmi quando nella stanza entrano anche Nate e Edward.
"Amico potresti traumatizzarle."
Dice Nate divertito, mentre Edward lo incenerisce.
"Spero vi sia piaciuto lo spettacolo. "
Sophia ride come una bambina assieme a Xavier che le batte il cinque.
"Buongiorno Principessa."
Nate viene nella mia direzione sorridente.
Ogni tanto si sistema I capelli che continuamente gli ricadono sulla fronte.
È l'unico di cui non sono preoccupata.
Peccato che quando si sfila la maglietta andando incontro a Xavier come un gorilla Inzio seriamente a preoccuparmi.
"Fatti sotto ."
Xavier inizia a battersi le mani sul petto ed io Scoppio a ridere assieme a Soph.
"Biondino devi avere paura."
I due si azzuffano come due bambini e la serenità la colgo nello Sguardo di Edward che li fissa.
C'è un accenno di sorriso sul suo volto.
Quando tentano di includere anche Edward lui si svincola fingendo di non ridacchiare sotto i baffi.
"Paura Didi?"
Edward scuote la testa per poi togliersi la maglietta ed aggiungersi a quei due gorilla che abbiamo in sala.
Nate ogni tanto schiamazza e questo fa sorridere Sophia.
"I loro due neuroni sono Partiti Lavi."
Scuoto la testa per poi recarmi in cucina ad aiutare Sophia a Cucinare.
Quando il timer suona Sophia sforna il pranzo che emana un odorino delizioso.
"XAVIERR, NATEEE, EDWARDD ."
Tutti e tre arrivano sudati e ovviamente a petto nudo facendomi impazzire.
Edward corre in bagno per prendersi una canotta e costringe gli altri due a vestirsi.
"Piaciuto lo Spettacolo Circe?"
Scuoto la testa sorridendo.
"Non l'ho visto."
Edward posiziona le sue mani sui miei fianchi, seppur seduta su uno sgabello da bar, Edward mi supera in altezza.
"Bugiarda."
Mi lascia un leggero bacio sul collo per poi sedersi accanto a me .
Nate E Xavier arrivano come due scimpanzé, urlano e si schiaffeggiano ripetutamente.
Sophia li sgrida per poi mettere 5 piatti.
"Mangiate popolo."
Sorrido per poi iniziare a mangiare.
*
Quando finiamo di mangiare Sophia chiama Stacy e Lori sostenendo che c'era la necessità della loro presenza.
Ne approfitto della sua distrazione per parlare con Edward.
"Ti vedo preoccupata Circe."
Scuoto la testa per poi piantare gli occhi nei suoi.
"Mi sembra strano."
Lui mi scruta serio.
"Mi sembra che tutto stia prendendo una piega strana ecco."
Edward inspira profondamente e per placare le sue preoccupazioni gli dico:" Stai tranquillo, non mi pento di noi."
Vedo una nota di incertezza nei suoi occhi.
"Pensavo lo sapessi, sei una delle poche cose buone che mi sono successe qua a Miami."
Edward accenna un leggero sorriso e quando mi avvicino a lui per poi accarezzargli il viso si scioglie tra le mie mani.
"Solo che mi sembra strano il non ricevere più notizie di J.R , mi sembra strano tutto.
A partire da mio fratello, a mio padre;
Non so più cosa sta succedendo."
Una lacrima riga il mio volto.
"Ho bisogno di risposte Edward."
Lui si mette le mani nei capelli per poi sospirare.
"Vieni, ho qualcosa che potrebbe interessarti."
Lo seguo con lo sguardo quando esce dalla stanza.
Avrò delle risposte, una volta per tutte.
Edward mi porta fino in camera sua e li tira fuori una scatola da sotto al letto.
"Ci ho provato Lavinia, a risolvere tutto, per non vederti più piangere... ma non so cosa fare; è più difficile di quanto mi aspettassi."
Mi precipito sulla scatola e quando la apro vi ritrovo un paio di lettere, eleganti, ordinate e dal mittente purtroppo famigliare.
J.R
"Cazzo Edward, quanto aspettavi per dirmelo."
Mi sfrego il viso con il palmo della mano, per poi leggere una delle tante lettere.
'Quale prezzo ha la libertà?
La morte? O la vita?
È con noi, è con me,
Morire morirà morirai.'
Una lacrima mi bagna il volto.
Cazzo. Cazzo.Cazzo.
Mi stacco da Edward che nel frattempo mi stava avvicinando a sé .
"J.J è nelle mani di J.R
Ma chi potrebbe essere cazzo."
Edward gira per la stanza per poi infilarsi le mani nei capelli.
"Hai capito perché ti tenevo allo scuro di queste lettere Lavinia?"
Scuoto la testa.
"Perché volevi fare l'eroe?"
Edward ride amareggiato.
"No Circe,
Perché la partita è appena iniziata,
E noi non possiamo perdere; capisci?"
No che non capisco, e non capirò niente a pieno fino a quando mio fratello non sarà di nuovo tra le mie braccia.
Iniziamo però,
Iniziamo.
________________________
Dopo secoli eccoci quaaaa!
Finalmente sto mettendo tutti i puntini sulle i.
Tutto ciò che ho introdotto avrà un motivo e un senso.
Quindi sì,
Let's the play starts.
See you soon,
Stelline💜🌟
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Romance👉STARS👈 "Soulmates aren't just lovers." 💧Si piange ma che domande, ovvio ⭐ceo of:" Lo sai che ascoltare le conversazioni altrui è da maleducati Circe?" ☀️Milly, Vivi, vi', Lavi... CIRCE❤ 🍪Edward e le mani sui fianchi>>> 💜🌟Lavinia ed Edward 🔥...
