When I see you're beside me, the whole world disappears
I wanna be your one and only, I wanna share your hopes and fears
And cares and laughs and all your dreams
And everything in between, if you would let me be the one
POV VALENTINA
Appena entrammo in casa sentimmo Alex e Daniele discutere animatamente.
-Non puoi fargli questo!-
-Io non ho fatto proprio niente-
-Si invece, è come se lo stessi tradendo! E non puoi, non ora, non per questo!-
Alex sembrava essere su tutte le furie mentre Daniele si ascoltava la sua ramanzina seduto sul divano.
-Alex, ascoltami. Hai fatto tutto tu, io non ti ho detto nulla-
-Quindi vorresti dirmi che mi sono sbagliato?-
-Non ho detto questo, ma...-
-Lo vedi!-
-Ma saprò gestirla!-
-Gestire cosa?- lo interruppe Stash evidentemente incuriosito e preoccupato.
-Di che state parlando?-
Vidi Daniele alzare lo sguardo su Alex.
-Niente d'importante Sta', tranquillo- rispose infine quest'ultimo continuando a reggere il contatto visivo con Daniele.
Stash mi aiutò a preparare la valigia, o meglio lui si occupò con particolare dedizione al settore intimo.
-Aspetta, vuoi dirmi che avevi anche delle mutandine rosse? Si può sapere chi stavi cercando di conquistare?- mi disse tenendo in mano i miei slip.
-E a te che importa?- gli chiesi sorridendo maliziosamente.
Mi lanciò quel piccolo pezzo di stoffa e si sedette sul letto, aprendo le gambe e facendomi posizionare tra di esse.
-Tu lo sai che sono un ragazzo molto geloso vero?- mi disse iniziando a giocherellare con le dita della mia mano destra.
Lo guardai e gli sorrisi. Feci per tornare a sistemare la valigia, ma lui mi bloccò.
-E sai anche che mi mancherai tanto si?-
-Diciamo che lo avevo intuito dopo la trentesima volta in cui me lo hai detto stamattina- mi liberai dalla sua presa e mi sedetti accanto a lui, poggiando la mia testa sulla sua spalla.
-Ho avuto solo un'altra storia seria nella mia vita, però diciamo che so come funzionano le cose. Ma con te... Mi sembra di essere tornata una ragazzina alla sua prima cotta. E mi sento così stupida, per qualsiasi cosa faccia con te. Persino la notte scorsa io, non lo so, mi sentivo goffa ed impacciata-
-Oh non lo eri, te lo assicuro- mi disse lasciandomi qualche bacio sul collo.
-È ora, dovete sbrigarvi a... Oh, scusate, non volevo disturbarvi è solo che..-
Daniele restò sull'uscio della porta, in evidente imbarazzo.
-Dovremmo andare, sennò perderai il volo- disse rivolgendosi a me.
Finii di chiudere la valigia, anzi, mi sedetti sulla valigia per poi farla chiudere a Stash, e raggiunsi Alex e Daniele in salone.
-Bene, allora è il momento credo- gli dissi avvicinandomi e preparandomi ai soliti saluti che tanto detestavo.
-Cosa? Non se ne parla, ti accompagniamo in aeroporto. Voi due piccioncini avete già avuto la vostra privacy stanotte, dio solo sa cosa avete combinato quando ve ne siete andati dalla festa, perciò ora ci intromettiamo anche io e Daniele- disse Alex tutto sorridente.
-Alessa'- Stash lo guardò con aria esausta -ultimamente quando parli mi sembri nostra zia Uccia-
Non conoscevo questa zia, ma dalla faccia che fece Alex non doveva essere un grande complimento quello che Stash gli aveva appena fatto.
-Da' qua- Daniele mi prese le valigie e si avviò fuori casa -inizio a caricare la macchina così-
Aveva un'aria triste, ma sapevo che era inutile cercare di aiutarlo.
-Va tutto bene?- chiesi ad Alex notando che lo stava fissando mentre se ne andava con i miei bagagli.
-Lo spero- mi rispose mordendosi un labbro e tenendo gli occhi ancora fissi su Daniele. Poi poggiandomi un braccio intorno alla spalla e facendomi uscire di casa, iniziò a parlarmi di quanto gli aerei fossero diventati sicuri, specialmente nell'ultimo decennio.
-Zia Uccia- sentii Stash chiamare dietro le nostre spalle -guarda che qui non è Vale quella spaventata dagli aerei-
Guardai prima Stash e poi Alex divertita. Come avrei fatto senza di loro?
Arrivammo in anticipo all'aeroporto, così decidemmo di mangiarci qualcosa insieme.
-Merda- esclamò Daniele di fronte al bancone del bar in cui ci eravamo fermati.
-Ho lasciato il portafoglio a casa-
-Tranquillo, mi avete ospitato per un weekend a casa vostra, ora mi devo sdebitare- gli dissi tirando fuori cinque pounds.
-Non se ne parla proprio- esclamò Alex -Daniele deve essere in grado di gestirsela da solo-
Non sembravano più arrabbiati tra loro, ma era evidente che Alex aveva qualcosa in mente.
E non erano mai buone cose quelle che venivano in mente ad Alex.
-No uaglio' ve prego, non un altro dei vostri giochetti- supplicò Daniele mentre gli altri due si scambiavano sguardi di intesa.
Stash mi prese per mano e ci allontanammo dalla nostra povera vittima ascoltano l'idea di Alex. Inizialmente non avrei mai pensato che glielo avrebbero fatto fare sul serio, ma dovetti ricredermi...
-Danie'- lo chiamò Stash, staccandosi un pezzo di unghia con i denti.
-Se vuoi i tuoi soldi per il pranzo- proseguì Alex -dovrai mangiare un'unghia di Stash-
Non appena vedemmo l'espressione di Daniele non potemmo fare a meno di scoppiare a ridere. A quel punto lui pensò che fosse tutto uno scherzo, ma Alex insistette.
Dopo dieci minuti di incitazioni e rifiuti Daniele mi utilizzò come ultima spiaggia di salvezza.
-Vale fa' qualcosa!-
Trattenendo le risate presi l'unghia di Stash e gliela porsi.
-Gnam- gli dissi leccandomi le labbra.
-E va bene. Voi tre- disse indicandoci -siete degli stronzi- prese l'unghia e se la rigirò tra le dita -ma tu- disse riferendosi ad Alex -non sei solo stronzo, sei anche perfido-
Non appena finì questa frase inghiottì l'unghia di Stash.
Le risate che seguirono durarono almeno un quarto d'ora, tempo che impiegò per ingoiare quella 'delizia'.
-Me la pagherete- disse uscendo dal bar per primo mentre noi lo seguivamo -me la pagherete cara piccoli bastardi-
Poi inciampò nella valigia di un giapponese.
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Since the beginning
Romansa"Il punto è.. Stavo tranquillamente vivendo il mio periodo, un periodo negativo ovviamente per via del fallimento più totale della band. Poi sei arrivata tu, e questo è successo solo ieri sera, praticamente ventiquattro ore fa, e hai stravolto tutto...
