La vita di Celeste e Amber è stata completamente stravolta dall'omicidio, ancora irrisolto, della madre.
Dopo il trasloco della famiglia a New York, le cose sembrano andare meglio: una nuova vita, nuove amicizie e un futuro brillante, ma la loro sta...
La stanza è immersa nella penombra, illuminata solo dalla luce fredda del monitor.
Le mie dita scorrono veloci sulla tastiera, mentre ricompongo tutti i pezzi di questo puzzle: conti offshore, telefonate criptate, e incontri clandestini destinati a restare un segreto.
Non so come, ma Matthew è riuscito a risalire all'identità dell'uomo di Harvey prima del previsto.
Ed è peggio di quanto immaginavo.
Non è solo un criminale corrotto, ma è il nodo di un'intera rete di affari, che si estende dagli Stati Uniti al Regno Unito, perpetrando fra i ceti più alti della società.
Ma si sa come va a finire: i nodi, se li stringi abbastanza, fanno crollare l'intera rete.
Sono le sette del mattino, ed Harvey sta ancora riposando, ma una notizia così importante non può attendere, così lo raggiungo nella sua camera da letto.
Quando entro, un leggero bagliore proveniente dal corridoio illumina il suo letto. Harvey sta ancora dormendo, rannicchiato sotto alle coperte, perché si ostina a non voler indossare il pigiama, neanche in pieno inverno.
«Harvey...» sussurro a bassa voce, per non svegliare Asher, che dorme nella stanza accanto.
Ma mio fratello non dà cenni di vita.
Mi avvicino lentamente al suo letto, e con la mano agito leggermente il suo corpo, per farlo svegliare.
Ma lui sobbalza al mio tocco.
«Che ci fai qua?» blatera a bassa voce, ancora completamente stordito dal sonno.
Allunga la mano verso il suo cellulare e, quando vede l'orario, mi rivolge una pessima occhiataccia.
«Sono le sette del mattino, Aidan...cosa diavolo è successo?»
«Ho trovato l'uomo di cui volevi informazioni.»
Mi basta menzionarlo per avere la sua completa attenzione.
Mio fratello si alza di scatto dal letto, e va subito alla ricerca di una felpa per potersi coprire.
«Cosa sei riuscito a scoprire?»
«Tutto, ma la situazione è più grave di quello che immagini. Siamo dinanzi a un criminale senza scrupoli, per certi versi ancora peggio di Javier, ma vieni in camera, che ti mostro...»
Silenziosamente, raggiungiamo la mia camera da letto, facendo attenzione a non farci sentire da Asher.
A breve dovrebbe svegliarsi perché, come tutte le mattine, si alza presto per andare a studiare in biblioteca con i suoi amici.
Così, per non farci sgamare, ci chiudiamo a chiave nella mia camera da letto.
Ogni mattina, Asher è sempre il primo ad alzarsi, ma è sempre attento a fare il possibile per non svegliarci.
Anzi, ha sempre tanta premura per noi, infatti, ci apparecchia quotidianamente la tavola per la colazione, disponendo sul tavolo tutto ciò che ci piace mangiare, e prepara sempre la moka perché io la avvito sempre male, rischiando di far uscire fuori tutto il caffè.
Se non ci fosse lui non so che cosa farei.
Ci posizioniamo davanti al pc, sul quale sono aperti tutti i file relativi a quell'uomo.
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