'Ciao-disse- emh..tu chi sei? E cos'é questo posto?'
Spalancai gli occhi ed ebbi un tuffo al cuore. Aveva perso la memoria.
'Marco...sono io, Luna. Come stai?'
'Bene, tranne che non ricordo praticamente nulla. Emh Luna, sei un'infermiera?'
Sbiancai. Com'era possibile? Era come se il mondo mi stesse crollando addosso. La felicità mi era negata, ormai l'avevo capito. Mi ero rassegnata a quest'idea.
'No, non sono l'infermiera. Ora la vado a chiamare.'
Mi sorrise. Dio, quel sorriso.
'Grazie mille-disse- per qualunque cosa tu abbia fatto.'
Annuii, uscii da quella stanza così fredda e bianca e chiamai l'infermiera spiegandole la situazione. Arrivó subito il dottore che mi disse che avrebbero fatto delle analisi e mi avrebbero fatto sapere. Ringraziai e uscii dall'ospedale.
Mi incamminai verso la spiaggia. Lungo il tragitto inviai un messaggio ad Aria: *sto andando in spiaggia. Marco ha perso la memoria. Poi ti chiamo. Sto bene.*
Sto bene. Certo. Un'enorme bugia. Sentivo la terra crollare sotto i piedi, ero in equilibrio precario. Gli occhi umidi e le lacrime che minacciavano di scendere impetuose. Ero come uno scoglio in mezzo al mare, era bloccato lì, immobile, mentre le onde lo schiaffeggiavano; così io rimanevo ferma, seduta sulla sabbia, a fronteggiare la realtà. E si, stavo bene. Dovevo apparire forte, come sempre. In realtà non lo ero, non lo ero mai stata. Dietro la corazza si nascondevano tante ferite che presto sarebbero diventate cicatrici, ma sarebbero rimaste per sempre, indelebili, a ricordarmi tutte le sofferenze.
Mi tolsi le scarpe ed entrai in acqua. I pantaloni si appiccicarono alla mia pelle, mi inginocchiai toccando il fondale con le ginocchia. Era stata tutta colpa mia, come sempre. Facevo solo danni. Bagnai il viso con l'acqua salata del mare, mi alzai e tornai a riva. Vidi qualcuno correre nella mia direzione. Una ragazza. Aria.
'Luna! LUNA!'-urló. Esagerava sempre quindi non le prestai subito attenzione.
'Luna- continuó- ma che fai? Il tuo quasi ragazzo sta per andarsene e tu stai qua a farti il bagno! Ma insomma!'
Sgranai gli occhi.
'Cosaa?!'-questa volta fui io a urlare.
'Luna, trasferiscono Marco in un ospedale per cercare di fargli recuperare la memoria.'-disse abbassando gli occhi.
'Quando?'-chiesi iniziando a raccogliere le mie cose.
'Tra mezz'ora va via dall'ospedale.'
'E tu ora me lo dici? Muoviti, andiamo.'-la presi per il braccio e iniziammo a correre.
Arrivammo con il fiato grosso all'entrata dell'ospedale proprio mentre Marco e i suoi genitori stavano uscendo.
'Fermi!'- urlai andandogli incontro. I suoi mi lanciarono occhiate non proprio affettuose e mi sentii nuovamente in colpa.
'Marco ti volevo salutare.'-dissi mentre la voce mi si spezzava, mi avvicinai di più e lo baciai. Non mi importava se lui non si ricordava di me, io mi ricordavo di lui e probabilmente non l'avrei più rivisto per diverso tempo. Mi guardó spaesato, ovviamente non capiva, poi sorrise e disse:'ho la sensazione che tu sia stata speciale per me, molto.'
A quel punto non riuscii più a trattenermi e iniziai a piangere, poi mi fiondai su di lui e lo abbracciai, forse un po' troppo forte.
'Non voglio perderti. Non voglio, nè ora nè mai.'-singhiozzai. Non volevo lasciarlo. Strinsi ancora di più la presa attorno alle sue spalle, lo volevo tenere lì con me, per sempre. Alla fine dovetti lasciarlo andare. Si allontanarono, sempre più. Stavano per salire sulla loro auto quando Marco si voltó e corse verso di me. Mi prese i fianchi e mi sollevó dandomi un rapido bacio a stampo. Vidi i suoi occhi lucidi, i suoi splendidi occhi verdi allontanarsi, di nuovo e per l'ultima volta.
Mi gettai tra le braccia di Aria che era rimasta lì a guardarci con una mano tremante davanti al viso e gli occhi velati. Mi strinsi forte a lei, come a un sostegno, se l'avessi lasciata sarei caduta e i pezzi che cercavo di tenere uniti si sarebbero sparpagliati su quell'orribile pavimento, senza poter essere più rimessi insieme. Poco dopo arrivó Claudio che si offrì di riportarmi a casa in moto. Rifiutai. Volevo camminare. Quindi lui si propose di camminare con me. Accettai. Non mi interessava con chi avrei dovuto condividere quel tratto di strada fino a casa, in realtà poche cose mi interessavano veramente. Per tutto il tragitto restammo in silenzio, io a stento mi reggevo in piedi. Claudio mi lanciava occhiate preoccupate e rimaneva all'erta, pronto a prendermi se fossi caduta. Ma non sarebbe successo. Dovevo mostrarmi forte. Mi prese le chiavi di casa dalle mani e aprii la porta. Mi mise un braccio intorno alla vita e mi aiutó a salire portandomi in camera mia. Avevo la vista offuscata, i rumori giungevano smorzati alle mie orecchie e mi sembrava di avere cotone al posto della testa. Mi sedetti sul letto e Claudio si mise affianco a me. Appoggiai la testa sulla sua spalla e socchiusi gli occhi. Mi sentii chiamare, sollevai il viso e vidi Marco. Si, era di fronte a me, proprio come quando ci eravamo baciati il giorno della discoteca in camera mia. Il sorriso, gli occhi verdi luminosi, il ciuffo biondo. Mi avvicinai piano piano a lui, ero così felice. Gli baciai la punta del naso e poi scesi verso le labbra. Poteva essersi trattato solo di un brutto sogno, sarebbe stato stupendo. Chiusi gli occhi. Sentii delle braccia allontanarmi. Riaprii gli occhi e mi ritrovai davanti un paio di occhi verdi che però non erano gli stessi del mio amato. Claudio. Cosa avevo fatto? Scoppiai a piangere.
Continuavo a mormorare delle scuse, ormai nemmeno io mi capivo più. Tutto si tinse di nero e mi addormentai, sperando che il sonno durasse il più possibile.
Ecco l'undicesimo capitolo lalala.❤️
Il nostro Marco viene trasferito in un altro ospedale per cercare di recuperare la memoria. Luna sta soffrendo tantissimo e alla fine immagina Marco e credendo di baciare lui, bacia Claudio. Cosa vi aspettate dai prossimi capitoli? Fatemi sapere se la storia vi piace❤️
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Il sapore del mare
Acak"Che brutta cosa i ricordi, eh? Fanno male, tanto, ma senza di essi non potremmo vivere. Senza di essi non possiamo vivere." • "E fu proprio ciò che più amavo a trascinarmi sul fondo." • È davvero la scelta giusta?
