Fantasmi che suonano il pianoforte

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Billie è un cretino, e i miei genitori non hanno mai litigato quando ero piccolo. A primo impatto, queste due cose non c'entrano molto l'una con l'altra, ma lasciatemi spiegare.
Mia madre lavorava fino a tardi e mio padre anche, quando tornava a casa la sera a volte non aveva voglia di cucinare e ordinava sempre cibo cinese o giapponese. Mi ricordo che, la prima volta che ha ordinato cinese, avevo circa cinque anni, mi pare, quando ho visto le bacchette di legno che servono da posate me le sono infilate nel naso. Mia madre ha iniziato a ridere e a dirmi che sembravo un tricheco, mentre mio padre scuoteva la testa sorridendo come a dire "è proprio senza speranze".
E adesso, a distanza di anni, quella stessa scena si sta svolgendo davanti ai miei occhi: Billie è me, mentre fa il cretino con le bacchette nel naso, Jamia continua a ridere con la mano davanti alla bocca, come mia madre, mentre Lindsey scuote la testa esasperata.
"Cosa sta facendo Billie?"
Mi volto e vedo Frank che si siede accanto a me, posando il vassoio con il pranzo.
"L'idiota, come al solito." dico, stringendomi nelle spalle.
Billie starnutisce e le bacchette gli volano fuori dal naso.
"Che schifo!" esclama Jamia schifata.
"Sei senza speranze Billie." dice Lindsey spostando una delle due bacchette con la punta del coltello dal suo vassoio.
"Come scusa?" dico.
Frank mi ha fatto una domanda, ma io ero troppo impegnato a guardare quei tre stupidi che mi ricordavano la mia famiglia quando ancora c'era mia madre.
"Ti ho chiesto se stai bene."
Potrei mentire, sono bravo a mentire, per un momento penso davvero di farlo ma credo che comunque non se le meriti le mie bugie lui, non si meriterebbe le bugie di nessuno, Frank. Ma forse sono solo io che ho bevuto troppo succo di frutta che mi ha dato al cervello.
"Sai" dico "una volta, quando ero piccolo, mi sono infilato quelle bacchette nel naso come Billie e mia madre rideva proprio come Jamia, mentre mio padre era esasperato come Lindsey."
Frank ride.
"Si vede che eravate destinati a diventare amici voi due." indica Billie.
"Ma fammi il piacere."
"Comunque, è un bel ricordo per te no?"
Mi mette una mano sul braccio e giuro che glielo direi di mia madre, glielo direi davvero, ma Billie e le altre due lo sanno solo perchè ci conosciamo da quattro anni e Frank invece, non so, non lo so proprio.
"Diciamo nostalgico, più che altro."
Lui annuisce e poi mi sorride.
"Non credo tu voglia parlarmene ancora. Ma quando sarai pronto io ti ascolterò."
Silenzio.
"Ciao Gerard."
Frank toglie la mano dal mio braccio e guarda dietro di me. Sospirando mi giro, trovandomi faccia a faccia col vassoio di Brendon, il ragazzino che aveva dato un pugno a Billie.
"Ehi, vuoi sederti con noi?"
Lui annuisce e si siede.
"Che ci fa lui qui?!" tuona Billie alzandosi di scatto dal tavolo. Brendon, che credeva ancora alla storia che gli avevo raccontato, si alza a sua volta terrorizzato.
"Lui è Brendon." dico indicando il ragazzino.
"Che ci fa qui, ti ho chiesto!"
"Non lo so" dico stringendomi nelle spalle "ma di sicuro non ti fará niente. Vero Brendon?"
Il ragazzino annuisce più volte e si siede di nuovo al suo posto.
"Oh giusto, quella cosa che ti avevo detto di Billie era una bugia."
Ecco l'ho detto, adesso sono una brava prersona.

Quasi dimenticavo, alla fine siamo riusciti a far entrare Frank nella squadra di baseball. È bastato che fossimo io e Billie a chiedere al capitano un provino per Frank. Dato che noi siamo piuttosto famosi per le nostre presunte capacitá atletiche, il capitano non ci ha pensato due volte e Frank ha avuto il suo provino. E non ci crederete mai, ma quel ragazzo corre come un fulmine, ragazzi se è veloce! È come se madre natura avesse compensato la sua bassa altezza con una velocitá incredibile. Mi era quasi venuta voglia di urlare "Corri Forrest, corri!", ma alla fine non l'ho fatto.
Quindi, adesso Frank è nella squadra e tra una settimana, ad inizio ottobre insomma, inizieranno i tornei tra scuole e lui è super eccitato. E questa mattina non era l'unico ad esserlo, infatti Billie, dopo essersi tolto le bacchette dal naso e compagnia bella, ha iniziato a raccontarci quello che era successo a degli alunni di terza che erano rimasti a scuola la notte per una prova di coraggio. Anche se non capisco proprio cosa c'è di così coraggioso nel rimanere di notte in questo postaccio, non è che diventa più bello solo perchè è notte poi. In ogni caso, questi ragazzini erano rimasti qua la notte e dicono di aver sentito un pianforte suonare, o qualcosa del genere. Solo che, quando sono andati a vedere, non c'era nessuno nell'aula di musica, dove per giunta erano giá stati.
Insomma, Billie voleva che faceessimo la stessa cosa quella notte.
"Neanche per sogno!" aveva esclamato Lindsey scuotendo la testa.
"E daaaaaai! Perchè no?"
"Perchè è stupido e poi non rimango la notte da sola con due pervertiti come voi."
"Ehi" dissi io "così mi ferisci!"
"Ma poverino. In ogni caso non verrò."
"Io si."
Tutti ci voltammo vero Jamia. Non riuscivo a credere che aveva appena accettato di venire con noi la notte a scuola, voglio dire, lei è piuttosto fifona ecco.
"Cosa?!" Lindsey sembrava la più sorpresa.
"Dico davvero. Voglio venire."
"Se vai tu allora vado anche io."
"Bene, allora siamo in quattro." disse Billie contandoci.
"Credo che verrò anche io." dice Brendon.
Frank sospirò e disse che sarebbe venuto anche lui, che tanto non aveva niente altro di meglio da fare.

Tutto questo per dire che adesso siamo dentro la scuola con torce e sacchi a pelo, pronti per ogni evenienza.

Entrare dentro la scuola non è stato difficile, in fin dei conti, anche perchè le finestre sappiamo solo noi studenti come aprirle da fuori e il che è molto utile.
"Certo che fa freddo." dice Brendon stringendosi nel suo giacchetto.
Ci siamo accampati, per così dire, nell'aula di musica, così siamo sicuri che se il presunto fantasma viene qua a suonare il pianoforte noi lo vedremo.
"Allora" dico "che si fa?"
Nessuno mi risponde, ma non ho certo intenzione di rimanere qua tutta la notte senza fare niente.
Billie si alza e mi guarda.
"Andiamo in bagno."
"Non puoi andarci da solo?" chiedo.
"No, c'è un fantasma in giro, non è sicuro andare da solo. Potrebbe rapirmi!"
"Magari lo facesse." dice Lindsey e tutti scoppiamo a ridere, tutti tranne Billie, ovviamente.
Alla fine mi alzo e lo accompagno in bagno, quando mi ricapiterá di entrarci senza fare la fila? Il tempo di mettere piede dentro il bagno, che subito sentiamo un urlo provenire dall'aula di musica. Sembra che nè Billie nè io prpveremo mai l'ebrezza di entrare in bagno senza fare la fila. Usciamo e attraversiamo il corridoio di corsa, fino ad arrivare nell'atrio principale, dove gli altri ragazzi erano ammucchiati l'uno sopra l'altro, senza sacchi a pelo e con le torce strette al petto.
"Che diavolo succede?" chiedo con il fiato corto.
"E-eravamo usciti per andare a fare un... una specie di... si insomma... un giro e... e poi il pianoforte ha iniziato a suonare appena s-siamo usciti e... e allora siamo corsi via." dice Brendon aggrappandosi alle mie spalle.
"Adesso basta" dico "ora andiamo da questo fantasma! Eravamo lì proprio per vederlo e voi scappate? Siete senza speranza!"
Così dicendo, mi avvio con passo deciso verso l'aula di musica, seguito a ruota da Billie e da Brendon, solo perchè era ancora aggrappato alle mie spalle sia chiaro, sembra che alla gente piacciono particolarmente le mie spalle. In ogni caso, arrivo nella suddetta aula e spalanco la porta entrando in un modo molto teatrale. La figura seduta al pianoforte si alza di scatto e corre verso l'altra porta, per un momento penso di averlo perso per sempre e tutta quella roba lá, ma poi appena apre la porta vedo Frank che gli blocca il passaggio. Subito Billie accende l'interruttore della luce e ci spinge dentro chiudendo la porta alle sue spalle. Appena la luce si accende ogni angolo della stanza prende forma e gli oggetti con essa, il pianoforte appare in tutta la sua lucentezza e il finto fantasma è in piedi esattamente davanti a me e indovinate, è basso pure lui. Indossa la divisa con il distintivo del primo anno e un cappello di lana rosso da cui spuntano ciocche di capelli color miele. Sembra che tutti quelli bassi con i capelli biondi li trovo solo io, è incredibile!
"Ah-ah!" esclama Billie tutto gasato "Beccato!"
Frank entra nella stanza e viene verso di noi seguito dalle ragazze, che erano ancora piuttosto terrorizzate.
"Allora piccoletto" dico "che ci fai qua a quest'ora di notte?"
"Suonavo il pianoforte." dice, come se fosse una cosa normale entrare a scuola di nascosto la notte per suonare il pianoforte. A questo punto mi correggo, tutti quelli bassi, con i capelli biondi e, oltretutto, stupidi, li trovo solo io.
"Beh, adesso dovresti andare a casa." dice Frank
Il ragazzino si volta verso di lui.
"Non posso."
"Come sarebbe a dire che non puoi?" chiedo.
"I-io... non posso tornare a casa. Non ho una casa."
I nostri sguardi si spostano dal ragazzo-fantasma, agli occhi di ognuno di noi, fino a che, tutti in coro come nel migliore dei film, urliamo: "Cosa!?"

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Someone Somewhere

Muahahahaha salve :3
Non linciatemi perchè vi lascio in questo modo thnks, è tuuuuutto programmato programmatissimo!
Detto questo, spero il capitolo vi sia piaciuto e lalala
Ja mataneee! ^-^

Ikigai (Frerard)Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora