Cosa ti hanno fatto?

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PoV's Rebecca
Flashback
Camminavo per il bosco cercando di distrarmi, non volevano farmi vedere Leo, ed il pensiero di perderlo mi faceva sentire uni schifo, mi mancava stare con lui, accarezzargli i capelli, abbracciarlo, sentire il suo profumo, baciarlo e stare distesi in spiaggia la notte a guardare le stelle, era una settimana che Leo non si svegliava, era una settimana che il mio cuore aveva smesso di battere... I miei pensieri furono interrotte da delle grida "LASCIATEMI STARE CODARDI" urlò una voce, conoscevo troppo bene quella voce, Nico, pensai e mi misi a correre come un razzo nella direzione da cui provenivano le urla.
Quello che vidi fu raccapricciante, Nico era steso a terra e alcuni figli di Ares lo stavano picchiando, lui piangendo li pregava di smetterla e loro per tutta risposta aumentavano l'intensità dei colpi, non riuscivo a credere che stavano picchiando mio fratello, una rabbia improvvisa mi assalí e iniziai ad urlare contro i figli del dio della guerra "COSA DIAMINE STATE FACENDO A MIO FRATELLO" "Ma guarda un po' chi c'è... Ti fai difendere dalla sorellina frocetto?" "Oh ma la sorellina non lo difenderà, perché a me non piace sporcarmi le mani, quindi ci penseranno i miei amici a voi" "Oh guarda! Tremiamo di paura! Vai via di solito non picchiamo le donne ma se provi a farci arrabbiare ti spediamo dritta dritta in Ospedale" io per tutta risposta chiusi gli occhi ed evocai dieci scheletri guerrieri "Figli di Ares vi presento i miei Amici... Amici vi presento chi ha picchiato a sangue il vostro Re degli Spettri" gli scheletri si scagliarono subito contro i figli di Ares ed io corsi da Nico, era sdraiato per terra con lividi e tagli profondi, appena mi avvicinai lui si chiuse a riccio e sussurrò "Vi prego basta" "Nico sta tranquillo ci sono qui io, loro non ti daranno mai più fastidio" lui si rilassó per un attimo e poi mi si gettò addosso mettendo la testa nell'incavo del mio collo piangendo e bagnandomi la maglietta "Non preoccuparti Nico, ci sono qui io e non permetteró mai più che qualcuno ti faccia del male intesi?" lui annuì continuando a piangere, io lo aiutai ad alzarsi e ci incamminammo verso la cabina con lui ancora abbracciato a me che piangeva silenziosamente, lo feci sdraiare sul letto e dopo mi stesi accanto a lui, Nico continuava a tenermi stretta a sé come se avesse paura che me ne sarei andata per sempre, si addormentó abbracciandomi stretta e dopo un po' caddi anch'io tra le braccia di Morfeo
Mi svegliai dopo qualche ora con mio fratello accoccolato a me, rimasi a guardarlo dormire, sembrava così pacifico, senza provare dolore, aveva dei lividi un po' in tutto il corpo e dei tagli sul viso e sulle braccia, mentre lo guardavo mi infuriai di nuovo con quei deficienti, cinque contro uno... Molto coraggiosi! Se solo si fossero permessi di rifarlo ancora li avrei presi a calci nel sedere uno ad uno, magari mi sarei fatta aiutare da qualche cavallo, un calcio dato da un cavallo è mille volte più doloroso di un calcio da un essere umano, già i cavalli sarebbero stati la scelta migliore, ero così presa dai miei pensieri che non mi accorsi che Nico era sveglio e mi stava fissando "Ehi dormiglione" "Ehi" "Come ti senti?" "Uno schifo" gli sorrisi dolcemente, "È tutto finito Nico, ci sono io adesso" lui mi fece un sorriso debole "Grazie" "Quando vuoi fratellone, penso che tu abbia bisogno di un altro tipo di amore, se capisci quello che intendo... Certo l'amore fraterno aiuta ma c'è un altro tipo di amore che è meglio di qualsiasi medicina..." "Will..." sussurrò sorridendo "Esattamente! Vado a chiamarlo" "Ti prego non lasciarmi" "Torno subito piccolo, torno con il tuo principe e poi vi lascio libero il castello" "Va bene ma fai presto" "Vado e torno" gli diedi un bacio sulla fronte e corsi da Will.
Appena lo vidi gli raccontai tutto ciò che era successo e lui si arrabbiò uscendo dall'infermieria per andare verso la cabiana di Ares "Will ci ho già pensato io e poi in questo momento Nico ha bisogno di te più di tutti, vai da lui e non guardare troppo le ferite perché penso che non abbia ancora superato il trauma" gli dissi mentre lo accompagnavo verso la cabina 13, aprii la porta e Nico travolse il suo ragazzo in un abbraccio spacca costole "Beh io ora dovrei andare" dissi imbarazzata "Rebecca?" "Si Will?" "Se vuoi puoi andare a vedere Leo" non me lo feci ripetere due volte, corsi verso l'infermieria e appena entrai mi fermai di scatto, c'era un lenzuolo bianco che copriva interamente la figura di Leo, io mi avvicinai poi Mike mi mise una mano sulla spalla e mi disse "Mi dispiace, abbiamo fatto il possibile ma non ce l'ha fatta"

Mare e Inferi ~Percy Jackson~Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora