CAPITOLO 7

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Sento ancora il suo profumo nelle narici, la sua mano calda che mi sfiora, le sue braccia che mi proteggono. Non so cosa mi stia succedendo.

Durante l'ora di biologia con la prof. Bertrand non riesco proprio a concentrarmi, rimango a fissare il vuoto pensando a lui. Sophia mi scuote il braccio distraendomi dai miei pensieri.

-Sembri pazza! La smetti di guardare nel vuoto o ti devo portare dallo psichiatria?- mi dice lei quasi preoccupata.

-E' tutto okay- la rassicuro.

-Si come no. Facciamo così oggi alle 16.00 a casa mia- mi informa.

-Ma non so nemmeno dove abiti- le ricordo io.

-Dammi il tuo numero- dopo averglielo dato, alla fine della lezione, mi dice

-ti invio un messaggio con il mio indirizzo, ci vediamo dopo- mi sorride.

-Okay a dopo-

Alle 16.00 in punto suono al campanello di Sophia, non ci ho messo molto ad arrivare dato che si trova a pochi chilometri dal college. Viene ad aprirmi una signora dai capelli biondi e dagli occhi azzurri proprio come Sophia, così capii subito che si trattasse di sua madre.

-piacere di conoscerla signora Grent, io sono Brielle- mi presento porgedole la mano.

-chiamami Diana- disse, rifiutando la mia stretta di mano, abbracciandomi forte.

-SOPHIA! è arrivata la tua amica- urla Diana. –E' di sopra in camera sua raggiungila- mi dice sorridendo, ricambio il sorriso e mi avvio verso la camera di Sophia. Mi guardo attorno, è davvero una bellissima casa, molto accogliente e spaziosa. Appena entro nella stanza della mia amica lei mi abbraccia forte. La sua camera è rosa confetto, molto carina e ben arredata.

-Hey, allora dimmi come mai hai voluto che venissi?- chiedo io.

-perché sei una mia amica e le amiche vanno a casa di altre amiche, per passare del tempo insieme, non trovi?- risponde quasi ridendo.

-si si certo-

-in realtà voglio che mi racconti un po' di te e soprattutto di ROBERT- dice l'ultima parola urlando.

-okay- gli raccontai della mia famiglia, la causa del mio trasferimento e delle mie passioni. Senza toccare l'argomento Robert.

-ora raccontami qualcosa su di te- le dico io. Mi disse che aveva una sorella più grande che però si era trasferita da tre anni in Svizzera per amore e tornava una volta all'anno quindi ormai era figlia unica e questa cosa non le dispiaceva. Mi raccontò di varie esperienze della sua vita. Poi mi dice

-ora dimmi di Robert- io feccio un respiro profondo

-devo confessarti una cosa ma non metterti ad urlare- l'avviso. Le raccontai di quello che era successo oggi nel cortile della scuola e lei iniziò a saltellare per tutta la stanza urlando

-LO SAPEVO, IO LO SAPEVO- io scoppio a ridere.

-Robert è cotto di te e tu di lui- mi dice seria.

-la cosa che non ti ho detto è che io non sono una ragazza che si innamora. Non mi sono mai innamorata o meglio non ho mai avuto storie serie che durassero più di tre mesi- l'avviso io.

-E con questo? Può sempre esserci una prima volta. Io lo vedo come lo guardi e come lui guarda te- dice -lui è un ragazzo molto complicato e spesso non riesce ad ammettere quello che prova, gli riesce proprio difficile. Ma quando si innamora cambia completamente. Diventa molto geloso e protettivo. Ha bisogno di qualcuno che gli stia vicino ogni giorno. Può sembrare un duro ma è tutt'altro. So queste cose perché come ti ho detto, siamo amici da molto e ho imparato a conoscerlo veramente bene- continua lei. Io rimango imbambolata non sapendo cosa dire. Per alleggerire l'atmosfera afferma

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