29. "All of me"

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L'orologio tondo a muro segnava le nove e tre quarti, minuto più minuto meno. Dentro di sé, Tom avrebbe desiderato leggere un bel numero undici o dodici, non era sua abitudine alzarsi prima.

Di cosa fosse colpa non lo sapeva manco lui, forse il rumore nel suo petto o la persiana maledetta, che non teneva a bada il sole invernale. Penetrava da ogni spiraglio. Probabilmente in un'altra vita era stato un vampiro: odiava la luce quasi quanto loro, gli mancava solo la bara in cui dormire e i denti appuntiti.

Le lenzuola bianche sgualcite lo avvolgevano dall'ombelico in giù, non aveva freddo. Era difficile sentisse il gelo nelle sue ossa, era una piccola stufa umana. Allargò le narici. Passò il fatto che era presto. Si era svegliato con l'odore migliore del mondo, quello che più le sue narici predilivano.

L'odore di sesso. Quell'odore che si diffonde in una stanza solo dopo l'unione di due corpi. Sì unione, perché più che sesso era stato fare l'amore. C'era stata Kim, Alexa, Mia, Lara, Jul, un'altra Alexa. La lista poteva continuare e continuava per diversi punti ancora. Questo lungo elenco nella sua vita per dire cosa? Era stato solo sesso, niente di più.

Svestirsi e sgattaiolare poi la mattina presto via, lontano dal letto della fortunata di turno. Mai una volta che fosse rimasto e questo lo spaventava, questa volta era lì che si girava i pollici ed inspirava.

Il pum pum che percuoteva il suo petto era notevole, un battito accellerato che gli faceva tornare alla mente tutti i ricordi della notte appena passata.

Era stato diverso, palesemente diverso. Tom Kaulitz, per la prima volta nella sua vita, aveva fatto l'amore con qualcuno. No, forse era la seconda, forse c'era già stata una prima volta. Il punto era che non se la ricordava minimamente, quella notte aveva cancellato tutto.

Stranamente, non era partito tutto di sua iniziativa, era stato l'altro a prendere parola. Aveva chiesto, nessuno l'aveva mai fatto con lui. Era abituato a comandi, obblighi. L'aveva lasciato un po' spiazzato.

Sentire quelle parole uscire lievemente dalla bocca di Bill:
«Vuoi fare l'amore con me?» così aveva detto, come se un no fosse una possibile risposta.

Tom gli aveva chiesto, per la bellezza di due volte, se ne fosse sicuro, se non stesse scherzando per qualche strano motivo. Fu solo al:
«Più che sicuro» di Bill, che aveva smesso di tentennare.

Era così felice, sapeva che Bill non era vergine: era troppo scopabile per esserlo. Voleva ugualmente fosse speciale per lui, voleva fare tutto al meglio delle sue possibilità.

Si era ritrovato in poco tempo con il corpo di Bill appiccicato, nudo, al suo. Non aveva smesso un secondo di baciarlo, non aveva esitato un secondo a fare una qualsiasi mossa. Aveva riempito il moro di segni, un disegno quasi geometrico di morsi delimitavano il petto di Trümper, c'era anche qualche succhiotto tra un morso e l'altro perché sapeva che Bill ne andava matto.

Sentiva il suo fiato sul collo mentre segnava il suo corpo, sentiva le sue mani strette sul collo, sentiva che ogni tanto tirava uno dei suoi cornrows. L'aveva preparato per bene, tutto pur di fargli provare il dolore più lieve possibile.

Era entrato dentro di lui prima con un dito, aveva aspettato una sua qualche mossa, un suo movimento di sopracciglia o un corrugamento di fronte. Non ne ebbe, aveva reagito piuttosto bene. Decise, quindi, di usarne due. Bill mostrò un accenno di fastidio e Tom si fermò all'istante, fino a quando non notò il suo viso tranquillizzarsi. Le dita avevano iniziato a muoversi, prima lentamente e poi sempre più veloci, nel corpo di Bill. Poteva sentirle.

Quando un gemito di piacere del moro gli uscì dalla bocca, fece attenzione ad uscire con cura. Bill era pronto, sarebbe successo finalmente.

Entrò lentamente, un pezzo alla volta. Bill sentiva quasi la carne lacerarsi, faceva un male cane e si sentiva quasi morire. Una volta completata l'azione, il terrore negli occhi del moro fu maggiore, faceva veramente troppo male.

Fu allora che la sua attenzione fu attirata da qualcos'altro. Sentiva le labbra del moro premergli sulla pelle, sentiva umide alcune zone della pelle. Tom lasciava dei piccoli baci sul suo petto, sussurava un ti amo tra uno e l'altro. Era la prima volta. Non gli aveva mai detto ti amo a voce, lo aveva sempre pensato, ma si vergognava a dirlo.

Non aveva mai amato Bill così tanto, si era concesso a lui, stava per regalargli la sua parte più intima e privata e non aveva urlato o fatto versi strani, come tante prima di lui avevano fatto. Amava Bill che lo riempiva di baci fino alla nausea, che gli diceva come vestirsi, che non gli permetteva di mangiare carne, che insisteva sul comprare un pesce rosso e chiamarlo Mister Fish.

Con tutti quei ti amo, la mente di Bill si dimenticò completamente del dolore e diede spazio solo a quello che tutti chiamavano piacere. Perché fare l'amore con la persona che ami è la cosa più bella che ti può capitare. Per tutta la durata di esso Bill non staccò le mani da Tom, continuava a rimanere aggrappato come se fosse il suo muro portante, il suo sostegno e la sua ancora. Perfino quando venne, sul suo petto, non cercò di staccarsi. Non era sua minima intenzione.

Dovette farlo solo quando il moro si coricò alla sua destra e lo cinse per la vita, che cambiò posizione e si staccò dalle spalle di Tom. Gli aveva lasciato dei segni, i segni delle sue unghie conficcati nella pelle, i segni del loro amore.

Senza dire una parola si erano poi addormentati. Avevano fatto l'amore, avevano unito i loro corpi. Tom non aveva unito solo il suo corpo a quello di Bill, aveva fatto l'amore con la felicità del moro, con i suoi sogni, con i suoi difetti, con le sue paure, con le sue molteplici stranezze, con il Bill bambino e con quello adulto, con il Bill intelligente e con quello che sparava stupidaggini a destra e a manca. Aveva fatto l'amore con il suo migliore amico, con colui che gli regalava le caramelle a cinque anni, con la persona che conosceva da più tempo di tutte, con colui che l'aveva fatto soffrire e fatto toccare il cielo con un dito.

Tom aveva fatto l'amore con il suo di amore.

Brown Eyes || Twincest.La tua prossima ossessione. Scoprilo ora