Mi fermo ma solo perché la gente inizia a guardare. Lo tiro nel bagno
"Come era? Niente spoiarelliste?"
"Non è come credi"
"Taci. È esattamente come credo."
"No pensarci....sono ubriaco"
"Non mi interessa,anche io ero sul punto di ubriacarmi ma mi sono fermata. O volevi che mi strusciassi sopra ad un maschio?"
"Non fare la dura...vieni qui"
"Non toccarmi. Hai ancora il suo rossetto sulle labbra" continuo.
Prende un pezzo di carta e se lo toglie.
"Ecco fatto" dice avvicinandosi
"Non cambia la situazione" dico
"Dai..." dice spingendomi piano contro il lavandino.
"Lasciami...Zayn basta." Dico dimenandomi. Continua a spingermi e baciarmi il collo. Gli do uno schiaffo sulla guancia perché sta andando oltre. Mi guarda.
"Ti ho detto basta" dico seria. Si allontana,indietreggia e va via dal bagno anzi, dal ristorante.
Esco a dir poco infuriata sbattendo la porta alle mie spalle. Torno a casa. Chiudo la porta e getto lo zaino per terra.
"Tesoro tutto ok?" Chiede papà
"Me ne vado di qui" Urlo andando a passo svelto in camera mia.
"C-cosa?" Mi segue.
Esco la valigia dell'armadio e infilo dentro qualche vestito,pantoloni, maglia ecc.
"Hai capito bene" dico seria
Mi blocca le braccia e mi guarda negli occhi.
"Hai pianto?" Chiede preoccupato
"No. Dammi qualche soldo prendo il primo aereo" dico spostandomi.
"Dove andrai?" Dice
"Mi vuoi dare i soldi si o no?"
Sospira pesantemente e poi si dirige verso il corridoio tirando fuori,da un vaso di legno posizionato sul buffet, qualche soldo.
"Posso sapere dove vai?" Dice porgendomeli.
"Stammi bene papà" dico prendendo i soldi e dandogli un bacio sulla guancia...tra le lacrime. Chiudo la porta e fermo un taxi.
"Aereoporto" ordino e la macchina mi porta fino all'aereoporto più vicino. Afferro la valigia ed entro.
"Salve,un biglietto per Miami" dico alla commessa. Credo si chiami così.
"Deve aspettare l'aereo delle 6:45"
"Non c'è uno prima?"
"No,mi spiace"
"Va bene,me lo dia"
Mi porge il biglietto e poi mi dice di andare a sedermi in fondo alla sala d'attesa. Con la valigia cosi dietro di me mi accomodo su quei sedili tremendamente scomodi,con i buchi che una volta alzata ti rimangono impressi sul fondoschiena.
Vedo un'ombra sedersi accanto a me. Giro la testa;è un uomo anziano,sulla settantina.
"Ha pianto?" Chiede.
Lo guardo tipo 'chi sei e che cosa vuoi?' Poi continua..."È un peccato sprecare quegli occhioni marroni per qualcuno"
Abbasso la testa.
"Ho indovinato?"
"Già..." Rispondo
"Immaginavo. Non mi permetto di darti consigli ma ti dico solo queste poche parole. Non sprecare la tua bellezza per qualcuno che non la merita. Non odiare te stessa. Ascolta questo vecchio,che di strada ne ha fatta molta" dice dopodiché va via,alzandosi in silenzio scomparendo tra la folla. Rimango lì seduta a guardarmi attorno pensando alle sue parole. Non gli ho nemmeno detto 'grazie' anche se,sono sincera,non ho capito molto bene il perché lui sia venuto da me a dirmi quelle parole.
<<Il volo in partenza da Canada e diretto a Miami è in arrivo. Si prega di avvicinarsi per l'imbarco>> Dice l'altoparlante. Mi alzo e mi metto in fila per imbarcare la valigia,dopodiché salgo sull'aereo.
Ancora una volta mi ritrovo a fissare fuori il finestrino,mentre ascolto una canzone di Taylor Swift 'Wildest Dream' e cerco di trattenere le lacrime che si ostinano a mettersi in mostra rigandomi le guancie.
"Perché piangi?" Dice un bimbo di circa 7 anni accanto a me
"Eh?" Dico piano
"Stai piangendo..." continua
"Nono,vai dalla tua mamma" dico
"Siamo seduti qui accanto a te"
A guardare bene accanto a me ci sono altri 4 sedili....non me ne ero accorta.
"Will,smettila di importunare" dice una signora,credo sia la mamma.
"Tranquilla....va tutto bene" dico
"Ciao" dice una bambina seduta accanto a Will
"Ciao" rispondo sorridendo
"Scusami ma,sono molto solari" dice la mamma. Sorrido felice,sinceramente. A guardare bene la mamma sembra molto giovane,circa 20 anni. Come si ritrova con due bambini piccoli?
"Le vuoi bene?" Chiedo a Will
"Certo,amo mia sorella" risponde
Faccio un mezzo sorriso alla parola 'amo'. I bambini sono innocenti,non sanno che cosa gli aspetta da adulti. Si ritroveranno senza preavviso sommersi nella realtà.
"Tu sei innamorata di qualcuno?"
"Sì, tanto" dico fingendo ancora il sorriso
"Stai andando da lui?"
"No,mi sto allontanando da lui"
"Stessa situazione eh?" Dice la mamma. La guardo.
"Anche io sto scappando da mio marito. Ho scoperto che ha altre donne e poi...è molto padrone. Non so se mi hai capita" continua
"Mi dispiace..."
"Va tutto bene. Io sono felice così"
"Vorrei avere la tua forza"
"Ce l'hai e anche molta. Il mio nome è Sally"
"Piacere Sophia" dico
Sorridiamo.
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Il viaggio sembra essere durato più a lungo del previsto...forse è stata solo una mia impressione o forse è andata davvero così.
...
Sono a casa;fortunatamente ho ricordato la strada. È come l'avevamo lasciata. Ammetto che stare qui,da sola,mi fa un po paura. Chiamo papà per rassicurarlo ma non gli dico dove mi trovo,anche se è piuttosto scontato. La sua voce al telefono era più calma,più tranquilla e....stranamente, non ha fatto storie quando gli ho negato di dirgli il luogo in cui mi trovo.
A chi altro posso telefonare? Meiko. Non l ho avvisata.
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Credevo Di Odiarti 2
Fiksyen RemajaSequel della storia "Credevo di odiarti";se non l'avete letta andate a leggerla per capire meglio. Buona lettura... Baciiii
