Erano le 15.30 di pomeriggio.
Io e Jessie ci eravamo riprese dalla sera precedente.
"Luna ! Mike e gli altri ci aspettano al parco!"
Mi urlò Jessie dalla cucina.
"Arrivo!" risposi ,posando il jeans accanto alla valigia.
"Allora ciao.." disse Mike facendo il labbruccio
"Ciao.." mi scese una lacrima. Sapevo che non li avrei rivisti per molto tempo.
"Non piangere!" Dissero Jim e Tod abbracciandomi .
Dopo averli salutati io e Jessie tornammo a casa .
"Sono pronta" dissi con gli occhi lucidi a Jessie.
Dopo un'ora di stancanti preparativi chiusi finalmente la valigia. Era arrivato il momento di partire. I genitori di Jessica mi accompagnarono all'aeroporto.
Passai un'ora e un quarto a guardare il cartellone dei voli sperando che il mio aereo arrivasse il più in fretta possibile .Il cartellone finalmente si accese e mi diressi correndo verso l'aereo e dopo aver trovato il mio posto mi sedetti.
Sbloccai lo schermo del mio cellulare e scrissi un messaggio al mio gruppo classe :"destinazione Italyy 👅"
Mi risposero tutti tranne Paul...
Non so spiegare il motivo per cui sono immobile per più di due minuti aspettando che tutti ma proprio TUTTI visualizzino.
'Paul ha visualizzato' Sussultai ,lanciando un gridolino .Cazzo rispondi!
Alla fine mi arresi e spensi il cellulare.
Verso le 21.30 arrivai a Torino.
Il taxi mi lasciò davanti a casa di Benni.
Suonai il campanello. Mi aprì lei e mi saltò in braccio. Parlammo del più e del meno : di Niccolò , della gelosia di Gabriele e della serata a Seattle , di Paul ,cosa che ci fece anche litigare . Mi rannicchiai sul letto e mi addormentai.
"Luna" mi svegliò Leila . Il suono della campanella mi aveva svegliato dai miei pensieri. Mi mancava già Seattle! Il rientro a scuola non era stato uno dei migliori.
"Ehi" dissi sorridendo
"Dai racconta... com'è stato sto viaggio?" mi incitò Giorgia sedendosi sul banco
"Tutto bene.." arrossii "ho fatto molte nuove esperienze" abbassai lo sguardo
"Uu.." continuò Giorgia "di cosa si tratta?" Mi chiese Leila
"Canne e alcool" Risposi io
"Ah beh per noi ormai è una routine quotidiana" rise Giorgia con la sua voce sguaiata.
Risi anch'io ... per non piangere.
La campanella suonò. Era finito l'intervallo.
Presi il mio quaderno di arte e mi diressi con la classe in aula disegno.
"Collins ! Wesley! Andate a prendere le cartelline dei vostri compagni ! Oggi si disegna.."
Oh cazzo. No no no.
"Okay" disse Paul indifferente
Uscimmo dalla classe. Girai lo sguardo e non lo vidi già più . Era arrivato quasi alle scale.
"Paul cazzo!" Gridai
Acellerai il passo e lo raggiunsi.
"Che vuoi?" Mi chiese indifferente
"Perché cazzo mi eviti?" Gli chiesi guardandolo negli occhi
"Perché non mi hai salutato e soprattutto perché mi hai staccato il telefono in faccia! Ti basta!?!" Gridò .Intanto eravamo arrivati in classe. Io lo bloccai e gli dissi :"ero fusa.." "Canne?" Mi chiese alzando un sopracciglio . Annuii. Paul si addolcì leggermente :"Ah... d'accordo. Devo pisciare ! Aspettami" mi ordinò. Mi avvicinai alle cartelline.
Dopo pochi secondi sentii delle mani cingermi i fianchi.
Mi girai di scatto e Paul mi si avvicinò :"Non sai la voglia che ho di sbatterti al muro e di morderti quel cazzo di labbro"
Me lo morsi di rimando. Stava per avvicinare le sue labbra alle mie quando sentimmo dei passi provenire dal corridoio.
"Cazzo" disse
Presi due cartelline e corsi fuori . Risi nel vedere Paul che portava tutte le altre .
"Fanculo" mi disse ridendo
Arrivammo in aula disegno.
"Eccole prof" disse Paul posandole sulla cattedra.
"Bene. Forza ognuno al suo posto!" Disse ai nostri compagni. Poi si rivolse a me e a Paul :"oggi lavoriamo a gruppi .Partiamo con storia dell'arte. Siete rimasti voi due quindi.. computer n 5 . Forza forza!" e ci spinse verso il computer indicato. Mi sedetti , lo stesso fece il mio bellissimo compagno di "ricerca" .Paul si portò alle labbra una bottiglia d'acqua e cominciò a bere .
"Se vuoi ti do una mia foto ,dura più a lungo!" Mi disse e mi fece l'occhiolino .
Non mi ero neanche accorta di essere rimasta incantata a fissarlo .
Scoppiai a ridere e scossi la testa imbarazzata. Dopo pochi minuti cominciammo a lavorare o meglio cominciai a lavorare.
"Paul.. Paul!" Lo chiamai
"Che vuoi?" Mi disse alzando gli occhi al cielo
"Pensi di aiutarmi?? Gli chiesi fulminandolo con lo sguardo. Lui fece lo stesso e non rispose
"Uff.. Paul Paul!" Stavo quasi gridando.
Alla fine lui pose la sua mano sulla mia gamba . Un solo tocco che mi provocò un brivido in tutto il corpo.
"Shh" mi disse lui
La lucina del mio telefono si illuminò segno che era arrivato un messaggio.
*un messaggio da Simon❤*
"Ciao amore.. com'e andato il viaggio? Non sei neanche passata a salutarmi 😢 sei a scuola oggi ?".
'Simon non puoi farmi tutte queste domande cazzo!'Pensai
Sbuffai.
"Chi è?" Mi chiese Paul notando la mia reazione
"Ehm...nessuno" dissi
Lui annuì ma poco dopo mi strappò il telefono dalle mani e dopo aver guardato il mittente digitò sulla tastiera qualcosa ...
Dopo vari tentativi mi ripresi il telefono e guardai .
"Non rompere il cazzo bello. Stiamo facendo arte!"
Paul mi sorrise soddisfatto.
Scrissi subito a Simon che non ero stata io e risposi anche a tutte le sue domande. Non ce la facevo più... volevo andare a casa.
Finimmo la ricerca cinque minuti prima della fine dell'ora quando dalla stanchezza appoggiai la mia testa sulla spalla di Paul. Lui appoggiò la sua testa sulla mia.
Dopo pochi secondi realizzai quello che stava succedendo. Ma che cazzo stavo facendo! Io amo Simon... credo ! Si si ! Mi alzai di scatto dalla spalla di Paul.
Lui con fare indifferente mi prese la testa e la rimise sulla sua spalla. Sorrisi sul suo collo e sentii lui fare lo stesso.
Suonò la campanella e Paul mi diede un bacio sull'angolo della bocca.
Rimasi immobile e le mie guance presero fuoco.
Scossa da questa situazione ,tornata a casa, ripensai al casino in cui mi ero ficcata . Ascoltando 'a thousand years' ripercorsi tutti i momenti della mia storia con Simon e capii che non potevo interrompere una relazione così importante per una stupida attrazione fisica. Non potevo stare con Paul... siami troppo diversi. Non funzionerebbe mai...
Mai dire mai
Zitta stupida vocina interiore.
Senza rendermene conto mi ritrovai davanti a casa di Simon.
Suonai il campanello e decisi di parlargli con lo scopo di autoconvincermi di essere innamorata SOLO di lui ...volevo dimostrargli tutto l'amore che provavo per lui .
"Amore" esclamai. Feci per gettargli le braccia al collo quando lui mi bloccò i polsi dicendomi :"non così in fretta... dobbiamo parlare".
Il sorriso che avevo stampato in faccia si tramutò in un'espressione sorpresa e senza dire altro entrai in casa sua.
Grazie per le 50k visualizzazioni . Vi adoro 😍😍😍
STAI LEGGENDO
Il mio babysitter
RomanceI genitori della sedicenne Luna Collins , entrambi medici , sono troppo presi dal loro lavoro per passare del tempo con lei e con il suo fratellino, il piccolo Abel di cinque anni .Un giorno Luna tornando a casa da scuola incontra il diciannovenne...
