CAPITOLO 18

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Sveglia alle 6:00 in punto.
Uscimmo dalla base e cercammo un posto dove allenarci.
- Ma la base non aveva un sala per l'allenamento?- domandai.
Ero sicura di ricordaremene una.

-Aveva- mi corresse Troy.
-Come aveva?- ribattei.
-Finché tu beh... lasciamo stare- continuó.
Guardai Hanna inarcando un sopracciglio.
-Problemi da angelo immagino- mi rispose.
-Oh... ho afferrato il concetto-

Incenerita?
Allagata?
Distrutta da un ciclone?
Squarciata a metà?

Non mi andava di saperlo.

Camminammo finché Roland decise che il posto era adatto.
- Qui potrebbe andar bene- dichiaró.

-Allora!- esclamai mettendomi al centro del campo.
-Chi é il primo?-

Troy si offrì volontario alzando in aria una mano.
- Sei sicura di farcela?- disse spavaldo.
A quel punto evocai il fuoco che ricoprí i palmi delle mie mani, luminoso.
Lo guardai con altrettanta spavalderia.
-Sí, direi che sei sicura!- ammise.

Tiró una sfilza di freccie e io una dopo l'altra le incenerí.
-Ah, smettila!- si lamentó.
Mi divertivo da matti a vederlo innervosirsi e James da lontano sorrideva ad ogni freccia che bruciava, forse a discapito del ricordo di quella che era andata a fondo con lui.

- Ma non sta barando?!- domandó a Roland.
-No Troy, sta usando solo i suoi poteri. - rispose divertito.
- Non c'è gusto cosí!- ribatté.

-Ok! É il mio turno!- disse Hanna scocciata dalle lamentele dell'arciere.
-Facciamo un corpo a corpo sta volta Megan?- suggerí lei.

"Perfetto. Un corpo a corpo con Hanna. Sono morta."

-Emh... Fatti sotto!-
Hanna era davvero veloce e non riuscí nemmeno ad avvertirla quando mi scaraventó per terra con un pugno.
-Hey!- urló James per rimproverarla.
Hanna si voltó per rispondergli.
Ne approfittai e alzatomi gli mollai un gancio destro anch'io di risposta.
Traballó ma non cadde.
Era davvero tosta.
Cercò di assestarmi un altro pugno ma lo schivai abbassandomi.
I riflessi da combattimento stavano tornando.
Di scatto saltai in aria aggrappandomi alle spalle di Hanna e scaraventandola contro degli alberi.
-Ops!- sussurró Troy imitando una smorfia di dolore.
-Hanna stai bene?- le urlai in lontananza.
Lei si alzó ripulendosi dalla terra e dalle foglie.
-Sì- affermó.
-Vuoi che smettiamo?- le domandai.
-Stai scherzando?!- esclamó.
-Mi sono appena scaldata!- continuó scrocchiandosi il collo.
Mi venne addosso come una furia.
Riuscivo a malapena a tenerle testa: lei sferrava colpi e io li bloccavo semplicemente.
Non mi dava il tempo di controattaccare.
- Ci sa fare la ragazza!- commentó James riferendosi ad Hanna.
-James!- lo rimproverai schivando un calcio volante di Hanna rotolando sul suolo.
-Stai dalla mia parte o no?- aggiunsi.
Hanna mi aveva seriamente stancato.
-Ok ora basta-
Mi abbassai rapida e con un movimento lesto delle gambe feci cadere Hanna a terra e le radici degli alberi si alzarono per immobilizzarla.

Roland mi guardava soddisfatto.
Sembrava dire:
<Sapevo che ce l'avresti fatta>

Troy e James erano strabiliati così come Hanna che tentava in vano di liberarsi strappando le radici.

-Wow...- sussurrai mentre osservai quello che ero riuscita a fare.

Mi inginocchiai ai piedi della gabbia di Hanna sfiorando i rami che la imprigionavano, quasi solleticandoli e loro si ritrassero piano.
L'albero era triste e spoglio.
Non mi era mai capitato di sentirmi malinconica osservando un vecchio albero ma ora che anche la terra e la natura erano presenti dentro di me, era quasi deprimente.
Per un momento mi dimenticai dell'allenamento.
Mi alzai e con una delicatezza insolita pogiai una mano sul tronco raggrinzito.
Al tocco con il legno dei piccoli fiumi di energia iniziarono a scorrere al suo interno e a fuoriuscire sotto forma di gracili giochi di luce.

LOST WINGSDove le storie prendono vita. Scoprilo ora