Occhi verdi

1K 87 6
                                    

La porta del laboratorio del reparto investigazioni scientifiche si aprì con un botto, richiudendosi allo stesso modo. Il poliziotto che lavorava nell'aula sobbalzò. James Roosvelt gli si avvicinò, attendendo sue notizie. Era stressato, in quei giorni non aveva chiuso occhio per lavorare a quel caso. Aveva incaricato il giovane collega di analizzare le foto che aveva scovato negli spam il giorno prima.

<< Ebbene? >>

<< Ecco... E' strano, signore, ma... >>

<< Ma?! Avanti, parla! Cristo! >>

<< L-la figura presente in queste foto, nonostante abbia pulito e ingrandito l'immagine... Non riesco a identificare il suo volto... >>

<< Che cazzo vuol dire che non riesci a identificare il suo volto?! >>

<< Ehm... La persona in quelle foto non ha una faccia... >>

L'agente rimase turbato, un pesante silenzio scese in quella stanza.

~•~

<< Slenderman! >>

L'uomo smilzo si voltò, appena prima che Katy potesse andare a sbattere contro di lui.

<< Ops! Scusa! Non è che potresti darmi una mano? >>

Lo trascinò verso un albero piuttosto alto e indicò un aquilone rimasto bloccato tra i rami, probabilmente trascinato fin lì dal vento. Slenderman lo guardo per qualche secondo, poi rivolse nuovamente lo sguardo alla bambina.

<< Potresti sollevarmi fin lassù? Così lo prendo! >>

Per un po' la guardò, e Katy ebbe l'impressione che forse non avesse capito. Poi si sentì prendere in braccio e sollevarsi velocemente fino alla cime dell'albero in cui era incastrato l'aquilone, ringraziò Slenderman con un sorriso e afferrò la corda sottile dell'aquilone, fece attenzione a slegarlo evitando i rami troppo appuntiti, e quando finalmente riuscì a liberarlo, tenendolo in mano, Slenderman la riportò a terra.

<< Non è molto... Ma è qualcosa! >>

Rise Katy e corse via, brandendo il suo nuovo aquilone colorato. Slenderman avrebbe voluto sorridere per la tenerezza che gli faceva quella bambina. Capiva che in quel bosco per lei non c'era molto da fare, e avrebbe voluto farla divertire in qualche modo. Ma come? Non c'era niente lì, per lei. Tornò nel mezzo del bosco e rimase lì a fissare la via che si estendeva, bloccata e oscurata dai vari rami e per la prima volta si chiese come mai Katy non avesse ancora pensato a scappare e tornare a casa. In fondo, lui non aveva niente da offrirle e sarebbe stato meglio per la piccola crescere con i suoi genitori, a casa sua, che non lì in mezzo a un bosco, rifugiandosi in una vecchia struttura abbandonata e con un mostro nei paraggi...

Perché nonostante le avesse dimostrato un po' del suo affetto, Slenderman rimaneva sempre un mostro...

Gli altri non avrebbero capito... Il cuore di un bambino era ben diverso da quello di un adulto.

Forse avrebbe solo dovuto lasciarla andare, avrebbe potuto accompagnarla per mostrarle la strada senza perdersi, e infine salutarla...

E sarebbe rimasto solo di nuovo.

<< ... >>

Perché si sentiva così strano...? Non aveva forse sempre ucciso bambini e uomini senza pietà, strappando le loro membra, ascoltando le loro urla, macchiandosi del loro sangue...?

Perché questa volta si sentiva così... male? Non voleva che Katy andasse via, questa era la verità... Ma non era giusto.

Sarebbe stato egoista, e avrebbe fatto fare a quella bambina la stessa fine di...

Di suo figlio...

<< !?! >>

La testa! La testa cominciò a fargli male! Se la prese tra le mani e strinse, cercando di fermare quel dolore.

Una casa in fiamme.

Urla di bambino.

Occhi verdi... terrorizzati, illuminati dal fuoco.

"Papà è qui! Ti porto via!"

Dov'era?! Dov'era suo figlio?! Era scomparso, lo cercava disperatamente! Dov'era!?

<< Slenderman...? >>

Il dolore di colpo sparì. Quelle urla, quella casa, quelle fiamme... Era tutto scomparso. Rimanevano solo quegli occhi impressi nella memoria, e che adesso erano lì, davanti a lui. Katy lo guardava preoccupata, in mano teneva l'aquilone oscillante nell'aria.

<< Che cosa c'è? Stai male? >>

Piombò un silenzio assordante, e solo allora Slenderman realizzò di essere ancora lì, insieme a Katy. Il passato che bruciava nella sua mente faceva ancora male, ma non era lì a tormentarlo quando quella bambina era con lui. Aveva uno strano effetto su di lui, guariva la sua solitudine, lo faceva sentire... In pace...

Come se avesse finalmente terminato una ricerca che era durata da troppo tempo.

Si chinò ad arrivare con il viso alla stessa altezza di quello di Katy e la fissò. Katy lo guardava interrogativa, cercando di capire che cosa avesse. Slenderman scosse il capo, prese per mano la piccola e la guidò fuori dal bosco, e una volta che furono liberi da quella fortezza di alberi, l'uomo smilzo la sollevò su di se e la fece sedere sulle sue spalle. Katy lo guardò stupita, ma quando Slenderman indicò l'aquilone capì. Rise divertita e lo gettò e verso l'alto e questo prese a volare con una strana forza, tanto che Katy dovette tenere stretto il filo.
Rideva spensierata. Da quanto tempo non si divertiva così? Probabilmente non si era mai divertita in quel modo, e lo stava facendo per la prima volta... Con il mostro senza cuore, rapitore di bambini, Slenderman.

Che strano...

<< ?! >>

D'improvviso la gola prese a bruciarle e cominciò a tossire violentemente, il capogiro si fece risentire, questa volta ancora più forte di prima.

Slenderman la prese in braccio e la mise a terra, fissandola. All'improvviso Katy si sentì debole. Lasciò il filo dell'aquilone, che volò via spinto dal vento, attraversando il bosco e il cielo. La vista le si offuscò, a stento si reggeva in piedi. La creatura senza volto la prese velocemente.

<< Slender... >>

Svenne.

Slenderman e KatyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora