La sua casa. Con le pareti bianche e le finestre dalle ante nere, il viottolo di mattoni che conduceva all'entrata e si divulgava ai due lati del giardino.
Finalmente era tornata a casa. Dimenticandosi di tirare su il cappuccio della felpa, aprì lo sportello e corse sotto la pioggia battente, arrivando sotto l'arco che precedeva la porta. Suo padre le stava gridando contro di essere impazzita, chiedendole perché non aveva aspettato, ma lei non lo stava ascoltando.
Voleva solo entrare e addormentarsi nel suo letto.
Quando Isaac aprì la porta di casa, Katy si catapultò dentro come un fulmine, trovando nel salotto sua nonna sovrappensiero, la quale, non appena la vide, si alzò e corse ad abbracciarla, aveva le lacrime agli occhi.
Katy, a differenza del trattamento che aveva riservato ai suoi genitori, ricambiò vivacemente l'abbraccio della nonna, la quale le diede un bacio sulla fronte.
L'anziana avrebbe voluto chiedere molte cose alla nipote, ma venne trattenuta dal tono di sua figlia che consigliava a Katy di andare a letto.
<< Se vuoi, tesoro, puoi dormire con me e papà. >>
La bambina aveva atteso quella proposta, eppure aveva ancora quella sensazione di sentirsi un po' estranea ai due genitori. Scosse la testa e, prendendo per mano la nonna, le chiese silenziosamente di accompagnarla al piano di sopra, lasciando Madison e Isaac confusi.
Prima di coricarsi, la nonna di Katy le tamponò i capelli umidi con un asciugamano e avvolse il suo corpo in un accappatoio, mettendo la felpa e la gonna nel cesto dei panni sporchi. Poi le preparò il letto e il pigiama, e una volta infilata nel letto, rimboccò le coperte alla bambina, accarezzandole i capelli.
<< Ora pensa a dormire e fai dei bei sogni. E se stanotte dovessi avere un po' paura, puoi sempre andare da mamma e papà o venire da me. >>
<< Si. >>
<< Oh, come sono contenta che tu sia qui, piccola mia. >>
Disse stringendola forte a sé. Katy sorrise, ma i pensieri che abitavano la sua mente non l'abbandonavano.
Quella notte non riservò sogni a Katy, che si svegliò ritrovandosi nella sua stanza, domandandosi perché si trovasse lì. Immaginava di vedere le pareti spoglie della struttura abbandonata in cui aveva vissuto in quelle settimane, la sua copertina che Slenderman le aveva regalato perché non prendesse freddo.
Lo stesso Slenderman, con il suo volto pallido e inesistente, il suo completo elegante e il suo fisico sottile troppo magro per un comune uomo.
Invece non c'era più nulla di tutto questo, e realizzò solo dopo averci pensato che oramai era tornata a casa, e avrebbe dovuto dimenticare tutto quello che aveva passato.
La sensazione della sera prima le attanagliò il cuore, impedendole quasi di respirare.
Lei non voleva dimenticare.
Non poteva dimenticare.
Non era questo il modo di ringraziare Slenderman per tutto quello che le aveva donato in quelle tre settimane in cui era stata con lui. L'aveva curata quando aveva avuto la febbre, l'aveva fatta divertire anche se in quel bosco non c'era niente da fare, le aveva dimostrato affetto anche se lui non ne provava da tempo.
Si mise in piedi con uno scatto e si prese la testa tra le mani, arrabbiata con se stessa per ciò che aveva pensato.
Non avrebbe mai dimenticato.
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Slenderman e Katy
FanfictionIn un giorno di sole, Katy, una bambina di nove anni, si perde nei boschi dove vive una creatura inquietante: lo Slender Man. Il suo nome finisce tra quelli di tutti i bambini che sono scomparsi in quei giorni. Ma Katy non è morta, non è perduta. E'...