Solitario

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<< ?! >>

Quelle foto erano le stesse che gli erano state fornite per le indagini, ma non aveva mai notato una cosa... C'era una strana figura tra gli alberi...

All'apparenza sembrava un uomo in giacca e cravatta, ma il suo volto era molto sfocato e non era possibile capire chi fosse.

La cosa strana era che anche nelle altre foto era presente questa... persona, se così si poteva definire. E anche nelle altre foto era perfettamente mimetizzata tra gli alberi e il suo volto era sfocato.

Non poteva essere una coincidenza. Prese il telefono e digitò un numero.

~•~

Katy camminava da sola nel bosco, volgendo a volte lo sguardo agli alberi che si slanciavano verso il cielo, creando con i loro rami un intricato labirinto immaginario. Non aveva ancora preso in considerazione l'idea di scappare e tornare a casa. Certo Slenderman l'aveva risparmiata, ma ciò non voleva necessariamente dire che Katy potesse totalmente fidarsi di lui. Magari aspettava proprio un suo passo falso, una sua fuga precipitosa e si sarebbe spazientito al punto che avrebbe potuto ucciderla senza scrupoli.

Quindi era meglio aspettare. Si fermò e tornò a guardare tra gli alberi, in cerca di qualcosa che le facesse capire che Slenderman era lì.

Nulla. Sospirò. Chissà dov'era?

Taciturno, enigmatico, solitario... Katy aveva la sensazione che fosse terribilmente solo, ma lui stesso non faceva niente per tentare di stringere un qualche tipo di legame con lei. Era così strano. Era quasi sempre assente e quando appariva all'improvviso Katy non poteva evitare di spaventarsi. Aveva davvero una brutta abitudine!

Persa in questi pensieri, non si accorse di una radice troppo sporgente e inciampò. Ma il tonfo non arrivò mai. Katy si ritrovò sollevata da una pallida mano scheletrica, che con un tocco gentile l'aveva rimessa in piedi ed evitato di cadere. Alzò lo sguardo per incontrare il viso vuoto di Slenderman, le piccole mani posate istintivamente sulla sua. L'uomo smilzo inclinò la testa di lato. Difficile sapere cosa stesse pensando.

<< Grazie... >>

Senza dire una parola, come al solito, Slenderman lasciò lentamente la presa e sparì di nuovo tra gli alberi. La bambina sospirò. Probabilmente tutte le domande che si faceva non avrebbero mai trovato una risposta. Si diresse verso il posto che qualche giorno prima Slenderman le aveva mostrato e si sedette sull'erba, immergendo una mano nell'acqua. Era fredda. La tirò via con un gesto repentino e la portò vicino alla bocca, alitando per riscaldare le dita, che avevano quasi perso sensibilità. Due mani bianche e grandi apparvero improvvisamente da dietro la bambina e avvolsero quelle piccole di Katy, per riscaldarle. Katy si voltò a guardarlo. Questa volta, nella sua inespressività, le parve di cogliere uno sguardo di affetto, forse solo un'impressione data da quel gesto. Slenderman era chino dietro di lei e dopo un po' si sedette vicino.

<< Non mi ero accorta che facesse così freddo. >>

L'uomo smilzo la fissava, senza dire nulla. La bambina non smetteva di chiedersi perché non le parlasse. Era imbarazzata, cercava di trovare qualcosa di cui parlare, ma non c'era davvero molto su cui discutere. Guardò il cielo, bianco, non si capiva se stesse per venire a piovere o meno. Per la prima volta, in quel silenzio, pensò alla sua famiglia, ai suoi genitori, alla nonna... Era strano, ma... Non le mancavano più di tanto. Credeva che avrebbe pianto ogni giorno, chiamato i loro nomi in eterno, credeva che sarebbe impazzita, o peggio, morta. Ma non era successo nulla di tutto questo. Forse perché la sua mamma e il suo papà non erano mai a casa, sempre impegnati a lavorare. Forse perché, anche quando erano presenti, loro stessi non sapevano come comportarsi e, per non mostrare il loro imbarazzo, la mandavano a giocare con l'altalena.

<< Sai, a volte mi chiedo se mamma e papà sentano la mia mancanza. >>

Slenderman, che nel frattempo stava osservando il paesaggio, tornò a fissarla e notò di nuovo quello sguardo triste sul suo volto. Katy pensò che forse era poco saggio parlare di una cosa del genere con il suo... " rapitore ", ma aveva preso a parlare quasi involontariamente. Forse Slenderman avrebbe potuto comprenderla, forse quello poteva essere un modo per essere... amici.

<< Loro non ci sono mai, sono sempre a lavoro. So che mi vogliono bene, ma... A volte penso che la solitudine in cui sono costretta a vivere non faccia parte di me, ma qualcosa che mi sia stata imposta... Proprio da loro. Una volta ho sentito la mamma e la nonna che litigavano e dicevano cose del genere. Certi giorni ho la sensazione che... C'è di meglio... Da qualche parte, c'è qualcuno che mi ama e che mi sta aspettando... >>

Slenderman e KatyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora