La stessa luce che brillava nei suoi occhi

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Fuori continuava a piovere a dirotto sebbene le nuvole lasciassero intravedere qualche macchia azzurra. Il bosco era immobile e silenzioso, sembrava che anch'esso volesse ascoltare il rumore delle gocce che battevano ferocemente sui loro rami e scendevano giù lungo i loro tronchi.

Katy osservava tutto questo dalla finestra dell'edificio abbandonato. Dietro di lei, Slenderman la osservava senza fiatare.
La bambina si girò piano e si mise a sedere per terra, raccolse la copertina e l'avvolse sulle sue spalle.

<< Questa me l'hai data tu, vero? >>

L'uomo smilzo non parlò. Stava fermo, immobile come una statua. Katy sospirò impercettibile e si sistemò meglio la coperta in modo che coprisse tutto il corpo. Seguì qualche minuto di silenzio, poi la bambina, tenendo lo sguardo basso, sussurrò:

<< Grazie... >>

Fu impercettibile, impossibile da notare, ma Katy se n'era accorta. Slenderman, a quel grazie, aveva sobbalzato. Forse trovava strano che un mostro come lui venisse ringraziato?

I mostri erano cattivi e dovevano essere uccisi... Non poteva esistere un mostro buono.

Questo era sempre quello che si insegnava ai bambini...

Slenderman le si avvicinò, si chinò davanti a lei e allungò una mano poggiandola su quella piccola e morbida della bambina. Lei lo guardò, dando un'espressione a quel viso vuoto, ma che in quel momento trasmetteva un insolito affetto.

<< Avevi paura che potessi aver freddo? >>

Nel suo silenzio, sembrò che l'uomo smilzo avesse voluto risponderle. Katy gli sorrise.

<< Dicono così tante cose su di te; che sei cattivo, che uccidi i bambini. Ma credo che la gente non conosca la verità per dire simili cose... >>

Come Katy potesse affermare queste cose con tanta sicurezza non lo sapeva, ma Slenderman non gli sembrava cattivo, in quel momento meno che mai... Lui restò ancora un po' a osservarla, e poi alzò la faccia pallida alla finestra, la bambina seguì il suo sguardo. La pioggia si era calmata, ma qualche goccia continuava a cadere dal cielo plumbeo.

<< Come mai sei finito qui? >>

Gli chiese ad un tratto, attirando di nuovo la sua attenzione.

<< Che cosa ti è successo...? >>

<< ... >>

Slenderman chinò il capo, sembrava triste... Forse quella domanda era stata troppo azzardata, tanto che Katy se ne pentì.

<< Scusa... Non volevo... >>

Tossicchiò imbarazzata, si era resa conto di essere stata un po' invadente. Ma ad un tratto, sentì una leggera carezza scostarle la frangetta e scendere giù per il viso come fosse una lacrima, in realtà era una delle lunghe dita di Slenderman che le sfiorava il volto paffuto. Quasi le fece il solletico e non poté trattenersi dal ridere. Slender Man sembrò rilassarsi, probabilmente non voleva vederla triste.

Solo in quel momento Katy si accorse che il rumore della pioggia era finito. Guardò fuori dalla finestra e si rallegrò, constatando che aveva smesso di piovere e qualche debole raggio di luce penetrava tra le nuvole, illuminando la terra bagnata e le pozzanghere che si erano formate.

Katy si alzò di scatto e corse fuori. Il cielo si era aperto un po' e un luminoso arcobaleno faceva capolino dall'entrata di quell'edificio, rendendo magico quel bosco che la notte prima l'aveva così inquietata.

Scoppiò a ridere e cominciò a girare su se stessa, felice.

Slenderman stava sulla soglia della casa in rovina, e guardava la sua piccola ospite danzare sotto l'arcobaleno. Un nuovo brivido lo percorse. Vedeva gli occhi di lei illuminarsi dalla gioia per quell'incredibile effetto della natura.

La stessa luce che brillava negli occhi di una persona... che gli era molto cara...

Prima di scomparire...

Anche a questa piaceva l'arcobaleno...

Slenderman e KatyDove le storie prendono vita. Scoprilo ora