capitolo 20

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Mi alzo, stanca per aver dormito otto ore. Per alcune persone può sembrare un orario ragionevole oppure esagerato ,ma per le persone che rientrano nella categoria dei 'non mattinieri ' o 'super pigri ' mi può compatire. Mi precipito in bagno armata di ogni apparecchio 'risolvi momentaneamente il mio stato di cessaggine'. Mi muovo agilmente, se si può dire nel mio coso, nel piccolo bagno. Entro in doccia venendo a contatto con l'acqua gelida che, anche se si pensa, non schiarisce i pensieri, mi paralizzo. Uscendo dal oceano artico scivolo e sbatto il mio povero fondoschiena sul pavimento piastrellato. –ahi- mi scappa un gemito di dolore dalle mie labbra blu. Cerco di alzarmi tenendomi costantemente al lavabo e finisco di prepararmi. Corro in camera un po' sfracellata e mi infilo dei jeans blu scuro e un maglione giallo. Prendo la mia solita vecchia borsa e mi metto il giaccone. Saluto con un bacio sulla guancia mia madre e scappo di casa.

In sincronia io e il mio amico usciamo dalla porta dei nostri rispettivi appartamenti salutandoci come solito. –ehi- sprizza gioia da tutti i pori. Evviva, penso prima di sfoggiare un sorriso stracolmo di falsità e odio. Conoscendomi mi scruta a fondo e mi chiede –tutto bene?- ovviamente scuoto la testa in disapprovo per non farlo preoccupare. –ho solo la verifica di matematica ma per il resto- dico salendo sull'autobus. –hai studiato?- mi chiede. Si, ma mi sono completamente dimenticata ogni cosa quando ricordo le labbra rosee e morbide di Harry a pochi millimetri dalla mia faccia. –ovviamente- dico svincolando dal discorso. – e tu come stai? Ti vedo allegro- dico. Si spettina i capelli biondi girandosi allegro verso di me. –in realtà ci sarebbe una ragazza...- dice. cosa? è appena uscito da una relazione e ha già addocchiato un'altra ragazza? Siamo impazziti per caso? Gli uomini alla fine sono tutti uguali. Si distinguono in due categorie: i ragazzi ribelli che te lo sbattono in faccia, il volere andare a letto; o i finti angioletti buoni, dolci che ti ingannano quando raggiungono il loro scopo.

-e chi sarebbe la tua prossima preda?- domando sbuffando. –è nel mio stesso corso di fisica- dice non concludendo la frase. –e...- dai Niall parla insomma. –Myles – dice con un sorriso stampato su quel faccino da scemo. –Myles? La mia amica?- chiedo assicurandomi di aver capito bene. –si- continua – oggi le chiederò del ballo, credi che mi dica di si?- certamente, stravede per te, vorrei dirgli ma vorrei rimanere misteriosa.

-non lo so, se glielo chiedi lo scoprirai- concludo uscendo dal mezzo. Gli sfuggo entrando nella massa di alunni che si trovano all'ingresso dell'edificio.

Tutti alla fine trovano la propria anima gemella, anche se ci possono mettere anni e litri di carburante per trovarla, ce la fanno. Ma io, che credevo di averla trovata, scoperta, recuperata dal fondo del mio cuore, perché l'ho persa? Perché se ne è andata via? Volevo solo essere amata, ma ormai non credo più all'amore.

mordevo la penna tra i denti aspettandomi una risposta tanto attesa e molto desiderata quando, finalmente, la campanella suona. Sta mattina non ho ascoltato praticamente nulla delle parole uscite dalla bocca dei prof, fatta eccezione per storia. Stavamo ripassando la seconda guerra mondiale, in particolare la persecuzione degli Ebrei. Perché mai fare questo? L'insegnante ci ha spiegato che finanziariamente gli Ebrei erano i migliori all'apice e come compito dobbiamo svolgere un tema. Io, tranne all'inizio e dopo che ha annunciato il compito, ho capito alcune cose. Per il resto tabula rasa.

Mentre penso mi scontro con un ragazzo. Alzo lo sguardo e mi soffermo nell'ambra di quegli occhi. – ciao bellissima- dice Zayn con un sorriso. È da giorni che ci evitiamo, forse per paura o è il nostro orgoglio a farci proseguire su due strade diverse. –ciao- dico. È nervoso lo noto dal suo sguardo vago e dal suo mordicchiarsi il labbro inferiore. –vado- dico aspettandomi da lui una risposta, che sfortunatamente non arriva. Perché è così scontroso? Vuole dirmi qualcosa? Mi appare un pensiero, un ricordo incancellabile, impresso nella mia mente. Liam. Io.

Corro a piedi scalzi sulla fredda sabbia. Sto scappando dal ragazzo alle mie spalle, quello che mi fa provare forti emozioni sovrastanti, quello che mi fa provare amore. Almeno credevo che fosse amore. –Sam fermati- mi urla da dietro. Corro più forte sentendo i suoi respiri irregolari e i passi farsi sempre più vicini. –no se non mi dici a cosa stavi pensando- gli grido di rimando. –ok, ma fermati per favore. Credo di aver disintegrato la milza- dice. Mi giro e lo vedo con le mani sulle ginocchia guardarmi stanco. Mi metto a ridere avvicinandomi a lui. Appena sono abbastanza vicina mi tira per i polsi facendomi cadere sopra di lui. –dimmelo- gli ordino giocosamente per via della posizione. Cerco di sollevarmi e lui approfittando della mia distrazione, mi gira mettendosi sopra di me. Mi guarda negli occhi e il caramello dei miei occhi si mescola insieme al castano dei suoi. –stavo pensando a quanto vorrei fare l'amore con te- mi confessa imbarazzato. Mi sento le guance andare a fuoco e vedo un velo di tristezza passargli il volto. Lo so, non mi sento veramente pronta ma ho diciassette anni e bisogna provare. Ed è con Liam che voglio rilassarmi e abbandonarmi completamente. –si- rispondo e gli passa una scintilla attraverso le sue pepite di cioccolato. –sicura? Non sei obbligata- dice. –Liam si. Voglio stare con te, in tutti i sensi. Completamente.- dico baciandolo intensamente. Ed è lì sotto ad una notte stellata che io e Liam ci abbandonammo completamente, mettendoci a nudo agli occhi dell'altro. E come prima volta, è stata la più romantica mai provata.

-Sam?- mi chiede Zayn svegliandomi dai miei ricordi più belli ma anche dolorosi. –si?- chiedo stufa. –esci con me sta sera?- lo vedo supplicarmi con lo sguardo. Zayn sembra distante in questo periodo ma vivo nel mio Mondo da tutta la vita e voglio uscire dal mio guscio. –lo so che domani c'è scuola ma...-lo interrompo abbattendo le sue insicurezze. –si- dico avviandomi verso la mensa.

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