Katy's pov
Per un attimo sentii una scossa.
Non una scossa della corrente, non quella scossa che ti danno i nervi.
Non era una scossa dolorosa, ma nemmeno piacevole. Era una scossa di agitazione.
Partí dal fondo della mia spina dorsale fino ad arrivare alle spalle, per poi passare per le braccia e la testa. Erano tic. Tic ovunque che non potevo controllare. Sentii anche le mie labbra più gonfie, il mio corpo che si contraeva ancora e quella sensazione di come se mi strappassero gli occhi. Poi, il nodo allo stomaco.
Avevo fame.
Ma non una fame qualunque, avevo fame di uccidere.
Si, quella parola rimbombava nel mio DNA, nella mia mente, quella sensazione pazza che mi prendeva certe volte quando una persona mi dava fastidio, la riconobbi. Ma sta volta era molto più amplificata, era come se il resto non avesse più importanza.
Ignorando Ben completamente, camminai al centro della stanza, verso la finestra. Passai accanto a uno specchio, e vidi un corpo più alto, snello, pelle bianchissima, labbra gonfie e rosse come lo stesso sangue, capelli lunghi più in sotto al sedere, neri, le due ali da angelo nero aperte all'indietro e poi quei occhi, quei occhi nerissimi che mi dicevano di cacciare. Cacciare. Cacciare.
Ero il più potente dei predatori, la morte. O almeno sua figlia.
Ma, ero anche io la morte, quasi come la trinità, padre e figlia sta volta possedevano questo dono. Qualunque cosa di me era morte, tranne che quella piccolissima parte di ninfa appartenente a mia madre. Ma nessuno poteva scappare dalla morte.
Per quanto avevo nascosto quella mia pazzia?
Per quanto avevo finto che non ci fosse?
Quel desiderio che ogni tanto mi partiva, si, quel desiderio che reprimevo con tutto il mio buon senso.
Certe volte ero arrivata a pensare che ero pazza, avrebbero dovuto chiudermi in manicomio.
Ma in realtà era semplice.
Molto semplice.
Era una regola.
Una regola della natura.
Risi, come non avevo mai fatto.
La mia voce era molto più profonda del solito, mi spaventava, ma mi affascinava.
Era ora di buttare via tutta la mia sanità mentale.
Aprii la finestra e ci salii sopra, contemplando il cielo.
Era tramonto inoltrato, l'ora adatta per attaccare, gli uomini non avevano la protezione del caro sole.
Spiccai un salto e balzai giù dalla finestra, le mie ali si aprirono e con una velocità assurda volai verso la città.
Ero come un uccello che vedeva solo sangue, sangue, sangue, sangue.
Sangue.
Sangue.
Sangue.
Ne avevo bisogno.
Arrivai in una casa, ed entrai senza nemmeno forzare la serratura.
Non mi importava di altro, solo tenebre e sangue.
Varcai la soglia della camera di un uomo e una donna, tutti e due sulla trentina.
Non mi diedi molto a fare un'entrata scenica.
Saltai sul letto e quelli nemmeno mi sentirono, ero troppo leggera.
Ma nonostante questo, ero fortissima
Li presi dai capelli tutti e due, che si svegliarono sul primo momento non capendo, poi iniziando a urlare e dimenarsi.
Sbuffai, infastidita, per poi trascinarli giù dal letto.
Iniziai a sbatterli al muro una, due, tre, quattro e più volte, sempre più forte.
Ad un certo punto iniziarono a sanguinare e non urlare più, cosi decisi che non sarebbe stata ancora la loro ora, e li lasciai vivi.
Inermi, vivi, a terra, salii su l'uomo e iniziai a sferrargli dei pugni ovunque per poi con le mie stesse dita affondarle nella carne e iniziare a strappare pelle, interiora e anche ossa. Sua moglie o quello che era aveva riniziato a urlare.
Poi strappai il suo cuore e lo sgretolai, vedendo la sua anima uscire da esso.
Era piccola, grigia, e informe. Con il pugno la presi e la feci mia. Sentivo un odore di morte fantastico.
Mi alzai da quel lago di sangue e fissai la donna, che iniziava ad aver paura di me.
Feci apparire non so nemmeno come un arco, il mio bellissimo arco.
Era bianco con delle decorazioni a spirale molto ben fatte nere. Tirai fuori una freccia completamente nera e la scoccai nell'occhio della donna che urló più forte. Poi nel braccio. Poi nel ginocchio. Poi nel petto. Poi nell'altro occhio, nella fronte, nella bocca, oramai era diventata un puntaspilli.
Risi mentre esalava il suo ultimo respiro, coperta di sangue.
Presi la sua anima e respirai.
-Non male come prima volta.-
Sorrisi.
-Grazie amore....-
Mi girai verso l'elfo, anche lui sporco di sangue di chissà quale vittima.
Le mie labbra erano coperte di sangue e così lo baciai.
Sentì come le nostre labbra combaciavano, la leggera pressione, e le nostre lingue si incrociavano.
Sentii lui che assaporò il sangue sulle mie e sorrise.
Ci staccammo per riprendere fiato, ci sorridemmo e poi lui scomparí, e io usci da quella casa.
#myspace
Scuola tremenda.
Sono riuscita solo a scrivere questo, la voglia di uccidere qualcuno.
Forse sono pazza si?
Ehehe.
Spero di aggiornare presto.
Katy❤
STAI LEGGENDO
Game Over ||Ben Drowned~ [SOSPESA]
Fiksi PenggemarDream.🌙 Love.✨ Fight.🕯 Die.☣ Game.🖱 Ben é uno spietato proxy. Katy é una strana videogamer. Che succederà se i due si incontreranno? L'attrazione li farà scontrare. Il desiderio di uccidersi. Perché non amarsi? "-Il mio sogno si era avverato, ma...
![Game Over ||Ben Drowned~ [SOSPESA]](https://img.wattpad.com/cover/61796345-64-k397891.jpg)