JEM
-Molto bene, umano. Faremo come dici tu. -decide Charlie dopo avermi trapassato il cervello con il suo sguardo.
-Il vostro gruppo andrà a prenderla con alcuni dei miei uomini. Tranne -aggiunge mettendo a tacere le nostre grida di gioia- gli Elementari e te. Voi verrete con me.
C'è un attimo di silenzio. Poi le urla di protesta degli Elementari e mie, tra cui spicca quella di Erik.
-Non puoi! Tu non capisci, io devo andare a salvarla!
Gli Elementari sono i dotati che hanno come dono uno dei quattro elementi, quindi Erik con il fuoco, Carol con l'aria e Richard con l'acqua. Manca la terra ma nessuno nel gruppo ha questo dono.
Charlie non ammette repliche. Andremo con lui, punto.
Dalle mani di Erik stanno uscendo scintille sempre più evidenti. Anne gli prende la mano, sul viso a forma di cuore neanche un segno del dolore a causa delle scintille.
-O venite con me oppure nessuno andrà a salvarla.
Il signor Connor è appena dietro di me e io mi giro per capire perché neanche lui, lui coinvolto in prima persona in questa faccenda, protesta.
Il suo è uno sguardo di pura rabbia ma è questione di un secondo. Il suo viso torna immediatamente rilassato e indifferente.
I suoi occhi incontrano i miei e io capisco: anche Katie aveva quello sguardo la notte del bosco.
Faccio segno a Erik di stare zitto, portandomi distrattamente un dito alle labbra per non farmi notare.
-Io non prend...
-Stai. Zitto. Idiota.-sibilo tra i denti.
So che non gli vado a genio ma deve calmarsi se vuole salvare Katie.
Erik mi guarda truce ma rimane in silenzio.
-Bene così. Preparatevi. -ci invita Charlie scendendo dal piedistallo improvvisato da una sedia.
*
Appena fuori, il gruppo inizia a protestare. Quello più arrabbiato è Erik.
-Tu che ci tieni tanto a lei, perché non dici niente? -mi domanda lui puntandomi un dito contro.
Mi guardo in giro per assicurarmi che non ci sia nessuno a origliare poi bisbiglio:
-Ho un piano.
-Che...
-Fidatevi di me. Per favore.
Corro dal signor Connor che mi aspetta tre metri più avanti, senza guardare le loro espressioni.
-Jem, vieni.
Lo seguo lungo un sentiero quasi inaccessibile per la vegetazione, i rami di alcune piante che mi graffiano le mani e il viso.
Sto per chiamarlo, ma il signor Connor si gira di scatto facendomi andare addosso a lui.
-Starai attento?
Lo guardo un po' confuso per poi capire affrettandomi ad annuire.
-Non ho idea di dove si trovi. -sospira lui grattandosi la barba non fatta da giorni.
-La troverò.
-Jem -non mi piace questo tono. Non mi piace per niente. -Sento che questa è la battaglia decisiva. È successo un po' in fretta la rivolta ma non potevamo attardarci con la crepa e il resto.
Segue un silenzio imbarazzante per cui butto lì un "Capisco". Odio momenti come questi. Odio gli adii.
-Io...non so se ne uscirò vivo da questa battaglia ma Jem- mi afferra saldamente le spalle -trovala e salvala. Poi va' da mia moglie e dille di procedere: lei saprà cosa fare. Lo farai?
Annuisco tentando di controllare il tremito del mento.
-Dì a Katie ed Ellen che sono le persone che più ho amato su questa Terra.
-Signor Connor, lei non morirà!
-Ne dubito, Jem. So troppe cose per i gusti dello Stato.
Non credo di riuscire a resistere per molto.
-Non dica così...
-Ragazzo mio, non sono mai stato così contento di averti tenuto con noi. Non c'è differenza tra dotati e umani, siamo tutti sullo stesso piano. E tu sei in grado di abbattare i pregiudizi che si sono insinuati nella mente di queste persone. Vivi per questo.
-Sono solo un umano...
-Hai Katie. So che insieme potete cavarvela. Siete fatti per vincere questa battaglia.
Lacrime bollenti mi scorrono sulle guance mentre guardo quest'uomo dai capelli un po' brizzolati con grandi occhi marroni che si è preso cura di me come un padre.
Lo stringo in un saldo abbraccio, mettendoci tutto quello che non gli ho mai detto a parole.
-Ti voglio bene, ragazzo mio, figlio mio.
*
KATIE
-Forza, lumaca! -grida Erik agitando il braccio nella mia direzione.
Abbiamo 7 anni e stiamo rincorrendo farfalle. Ne abbiamo appena addocchiata una, bellissima, stracolorata ed Erik è partito a razzo, lasciandomi indietro.
-Aspetta -urlo con addosso un sorriso largo.
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I Doni immortali
AdventureKatie Connor è tutto tranne che una docile marionetta nelle mani dello Stato. E il suo incontro con Jem non è affatto gradito dal governo. I due ragazzi saranno costretti a cavarsela da soli, ad affrontare un "Titano" moderno invincibile, ad assiste...
