JEM
Iniziamo a fare il percorso a ritroso di corsa. Non so quanto tempo siamo rimasti svenuti, spero solo di non arrivare troppo tardi.
-Jem -mi chiama dopo un po' Erik raggiungendomi.
-Sì? - abbiamo entrambi una voce sorda.
-Grazie.
Il suo ringraziamento sincero mi coglie di sorpresa. Gli sorrido nonostante la terrificante situazione in cui ci troviamo e riprendiamo a correre.
MATTHEW
Sta piovendo a dirotto. Mai vista una pioggia tanto fitta. Io e i miei compagni aspettiamo nella nostra postazione bagnati fradici. Ringrazio il cielo che Ellen sia in ospedale, al sicuro.
Dopo un bel po' di tempo mi accorgo che un uomo mi sta urlando qualcosa. Non riesco a vedergli il viso nè tantomeno a capire quello che dice. A gesti, ci fa capire che dobbiamo muoverci.
Lo Stato sta attaccando.
Afferro la balestra impugnandola saldamente e avanzo. Dobbiamo arrivare al limite del bosco e il percorso è parecchio tortuoso.
Siamo molto lenti, di questo passo arriveremo quando tutti saranno morti.
-Forza, FORZA! -urlo ben consapevole che nessuno riesce a sentirmi.
Un lampo colpisce l'albero al nostro fianco e questo inizia a crollare. Ci mettiamo a correre per non essere presi sotto, ma il terreno è troppo fangoso. Siamo 10 uomini, possiamo farcela!
Mi butto per terra strisciando e riesco a passare appena in tempo. Tiro un sospiro di sollievo guardandomi indietro: è un albero secolare, dal tronco largo quanto il torace di due uomini messi insieme.
Mi alzo e iniziamo a contarci. Uno, due, tre e così fino a nove. Nove. Dov'è il decimo?
Ci guardiamo intorno fino a quando David lo trova sotto il tronco. La vista è aghiacciante e mi vengono i conati di vomito nonostante sia un medico.
È stato preso in pieno. È morto.
Riprendiamo a correre mentre in mente mi risuona una frase che tanto tempo fa mi disse qualcuno: Se pensi di essere una macchina nelle mani dello Stato dovresti provare la guerra. Lì sì che sparisce tutto il tuo lato umano.
Mi sento disgustato da me stesso: ho voltato le spalle a un uomo. Morto sì, ma pur sempre un mio compagno che conoscevo.
Quando arriviamo siamo nel bel mezzo della battaglia. Spari ovunque, fuoco subito spento dalla pioggia, uomini che cadono come mosche, urla che si mescolano a tuoni. È il caos più totale.
Non riesco neanche a distinguere l'alleato dal nemico.
Con un sospiro alzo la balestra tenendomi pronto. Ho sempre odiato le battaglie.
*
CAROL
Non mi piace il bianco accecante. Fa male agli occhi. Tuttavia lo preferisco al buio pesto in cui siamo di nuovo immersi.
Camminiamo in fila, tenendoci ognuno la spalla dell'altro. Il primo della fila è Erik. Sta illuminando con il fuoco il cunicolo ma non è che ci stia riuscendo granché: l'IMUT glielo impedisce.
-Nessuno ha trovato Charlie, vero?- chiede Richard forse per la quinta volta.
-No.
-Secondo me ha proseguito da solo. C'è una cosa che non capisco, però.
-E cioè Rich? -fa Erik continuando a camminare.
-Se è andato da solo perché ci ha voluti con lui a tutti i costi?
È alquanto curiosa la cosa, purtroppo nessuno di noi è in grado di rispondere a questa domanda.
D'un tratto il cunicolo inizia a tremare. Di nuovo.
-Sanno che siamo vivi. -ansima Jem.
-Vogliono sotterrarci vivi?! -credo di essere in preda al panico più totale.
L'idea di non poter uscire più a vedere il cielo, a respirare aria pulita, l'idea di dover morire qui sottoterra mi fa salire la nausea per il terrore.
-Al mio tre iniziamo a correre -ci avverte Erik mantenendo la calma.
-Uno...
Un rumore fortissimo mi lacera le orecchie facendomi urlare inconsapevolmente.
-Due...
Stanno cadendo dei sassolini da sopra il soffitto. Tra poco cederà.
-Tre. SCAPPATE!
E io corro. Corro come non ho mai fatto in vita mia ma non è abbastanza. Non ce la faremo mai, anche se ci stiamo avvicinando all'uscita: dietro di noi sta crollando tutto.
D'un tratto mi viene un'idea; non so se riuscirò a metterla in atto ma vale la pena provare. Moriremo in ogni caso.
Porto la mano sinistra alla bocca con il palmo rivolto all'insù e inizio a soffiare come se mandassi un bacio volante. L'IMUT assorbe ancora troppa energia per cui soffio più forte. Faccio appello a tutte le mie forze, devo farcela.
STAI LEGGENDO
I Doni immortali
AventuraKatie Connor è tutto tranne che una docile marionetta nelle mani dello Stato. E il suo incontro con Jem non è affatto gradito dal governo. I due ragazzi saranno costretti a cavarsela da soli, ad affrontare un "Titano" moderno invincibile, ad assiste...
