Cammino, guardando per terra e presto attenzione ad ogni singolo rumore come il fruscio delle foglie, gli pneumatici che stridono sull'asfalto, il vociare lontano e soffuso delle persone.
Le luci dei lampioni illuminano a tratti il marciapiede. Alzo lo sguardo verso la luna piena in cielo, quasi a sembrare un piatto su una tovaglia di un blu notte.
Forse era meglio affrontare un litigio che camminare solo in compagnia di me stessa e dei miei pensieri. E' che non mi sono mai comportata così, non ho mai sgarrato e l'idea di aver sbagliato in una cosa ed essere assalita da milioni di domande e accuse, non rientra nei miei comportamenti abituali e nelle conseguenze delle mie azioni. E' stato il nuovo a spaventarmi. La verità è che temo la loro reazione...
Saranno tre quarti d'ora che cammino, anche se in realtà ho perso un po' la cognizione del tempo a causa di tutto questo. Vorrei fermarmi, sedermi per terra e piangere fino a non avere più lacrime da versare fino al mattino. Sono davvero stanca e l'unica cosa che mi da la forza è la mia perseveranza, perché non voglio mollare tutto proprio ora che ormai ho cominciato. Non sarei io.
Mi fermo davanti ad un incrocio per riflettere se prendere la strada sulla sinistra o continuare ad andare oltre.
Bel casino.
Bene, continua a rinfacciarmelo.
La mia attenzione viene attirata da risate in lontananza che provengono in fondo alla stradina sulla sinistra dove pare esserci un pub, se leggo bene. Infatti quando mi ritrovo davanti l'insegna è trasandata e mal ridotta. La P di pub è spenta... wow, davvero casual.
Questo sembra l'unica chance per chiedere informazioni riguardo la strada.
Spingo la porta, che emette un suono davvero fastidioso ed irritante. Ma di certo non sono qui per lamentarmi della porta che scricchiola.
Appena entro è inevitabile che senta odore di alcol e fumo, cosa alquanto normale vista la festa di poco fa. Del resto, mi sembra sia passato più tempo di quello che in realtà è. Stento ancora a credere che qualche ora fa ero in quella casa e che ora mi ritrovi a chiedere un'informazione in un posto come questo.
Mi copro la bocca con la mano, per evitare di aspirare questa coltre di nicotina e tabacco.
Mi dirigo verso il bancone, per poter chiedere al barista.
«Scusi, potrebbe aiutarmi?» alzo il tono della voce per sovrastare la musica.
«Cosa?» grida a sua volta, indicandosi le orecchie per farmi capire che non ha sentito.
«Mi potrebbe dare un'informazione?» grido ancora più forte.
«Scusa non ho tempo, ho da fare» svia l'argomento, correndo dall'altra parte del banco per servire altre persone. Alzo gli occhi al cielo per la maleducazione con cui mi ha risposto.
Sconfitta me ne esco a testa bassa, arrendendomi davanti al fatto che mi ci vorrà tutta la notte.
Una voce mi riscuote dai pensieri. Mi volto ritrovandomi davanti un uomo che ha l'aria di essere ubriaco.
«Ti sei persa tesoruccio?» biascica, barcollando mentre si dirige verso di me. Comincio a sudare freddo e mi immobilizzo, anche se in realtà dovrei scappare a gambe levate. Non so cosa mi stia succedendo, sono talmente spaventata che non riesco a ragionare, a reagire.
«Se ne vada» esorto subito, indietreggiando. In risposta si mette a ridere di gusto, come se avessi appena detto chissà quale barzelletta, per poi ricominciare a camminare di nuovo nella mia direzione. Ho la pelle d'oca, le gambe che mi tremano e le mani che sudano. Inevitabilmente mi ritrovo con la schiena attaccata ad un muro, che graffia la mia pelle nuda.
«Non essere spaventata -ridacchia- non ti faccio niente» ghigna, allungando le braccia verso di me. Una lacrima riga il mio volto, terrorizzata. Mi accorgo solo ora di aver trattenuto il respiro e chiudo gli occhi sapendo di non poter fare altro. Quasi sento le mie forze abbandonarmi, ma riapro gli occhi appena vedo che l'uomo si trova a terra, mentre si passa una mano sulla testa, a causa del colpo subito. Mi guardo velocemente intorno chiedendomi cosa possa essere successo finché non noto il ragazzo col cappuccio della felpa nera, che gli oscura il viso, prendere a pugni il volto del tizio. Mi stringo nelle spalle, guardando la scena inorridita dal sangue che scende sul volto dell'uomo. Respiro velocemente, il cuore che batte all'impazzata.
«Vaffanculo verme» gli ringhia il ragazzo, tirandolo su dalla maglia. Lo avvicina al suo volto e gli sussurra qualcosa che lo fa correre dentro al pub.
Mi avvicino velocemente a lui.
«Hei...»sussurro, toccandogli la spalla. Si volta, tirandosi giù il cappuccio, permettendomi di scrutarlo bene. I suoi occhi verdi percorrono il mio corpo, mentre respira con affanno, dovuto alle botte che ha dato al tipo.
«Ti... ti ringrazio per essere intervenuto» abbasso lo sguardo, per poi risalire, scrutando l'anellino al sopracciglio e al labbro. Da quest'ultimo cola un rivolo di sangue, a causa magari di un pugno che ha sferrato l'uomo precedentemente.
Vedo che non accenna a dire niente, perciò intervengo io.
«Devo medicarti la ferita» alzo la mano per avvicinarla al suo volto, ma la ritraggo dandomi della stupida.
«Non ne ho bisogno» si limita a rispondere, continuando ad alternare lo sguardo tra il mio viso e il vestito. Serra la mascella, come per accertarsi che io acconsenta a quello che mi ha appena detto, ma non posso lasciarlo in questo stato dopo quello che ha fatto per me prima. Non voglio neanche pensare a come sarebbe andata se fossi rimasta li' impalata.
Perciò se crede che me ne vada, si sbaglia.
Capitolo revisionato.
// spazio autrice //
Hei raga!!😍
Spero vi piaccia...
Grazie per le letture e voti!
Aiuto: non riesco a rispondere ai vostri commenti e non so perché... Dice tipo che c'è un problema al service di Wattpad e quindi non riuscirò a ringraziarvi quando commenterete. Se sapete come risolvere il problema scrivetelo giù nei commenti... Grazie!❤️
Detto questo, vi lascio al prossimo capitolo!!!😘
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Resta come inchiostro
RomanceCOMPLETA. Il cappuccio nero sempre sulla testa, quelle iridi smeraldo nascoste nell'ombra e quei tatuaggi che si intravedono sulle nocche. Inchiostro che va sotto pelle, disegni che si intersecano in un labirinto da cui gli occhi di Hazel non riesco...
