Capitolo 33

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-Hai freddo?- mi sta chiedendo Brad, vedendo i brividi sulle mie gambe.
Annuisco e lascio che mi abbracci. Piccole lacrime calde bagnano le mie guance. Il mio ragazzo mi prende il viso tra le mani.
-Perché piangi?-
-Mi dispiace così tanto... per la cena, per mio padre, per tutto... è stato un completo disastro- mugugno stringendomi tra le sue braccia.
-È tutto okay, Holland-
-No che non lo è...-
-Sai cosa possiamo fare per farti sentire meglio?-
Scuoto la testa.
-Andiamo a casa mia-
-Sicuro?-
-No, aspetta... prima mi baci-

****

-Brad! Pensavo fossi a casa di Holland!- sua madre si volta verso di noi e si accorge di me: -Oh... è lei?-
-Mamma, lei è Holland. Holland, mia madre-
-Piacere, tesoro. Ho sentito tanto parlare di te- dice accarezzandomi i capelli.
-Sì, mamma... ehm... possiamo unirci?-chiede Brad prendendomi la mano.
-Certamente! Stiamo per mangiare il dolce! Prenderò due sedie in più!-
Faccio per togliermi la giacca, poi mi accorgo di non averla nemmeno addosso.
-Brad, chi è la ragazza?- chiede un uomo dal volto serio e curato.
-Papà, lei e Holland, la mia fidanzata. Holland, loro sono mio padre e i miei zii di Parigi- mi presenta una coppia di signori dall'aria simpatica.
-E loro sono mia cugina Sally e suo marito Ian, e le loro figlie, Amber e Steph-
-Piacere-
Mi siedo vicino alle due bambine e prendo in mano il mio piatto per ricevere un pezzo di pudding. È semplicemente delizioso. Lo mangio velocemente e poi passiamo il tempo a guardare un film per famiglie di Natale.
-Holland, direi che domani sera non torniamo qui, okay? Andiamo... uhm... andremo da qualche parte, no?- sussurra Brad nel mio orecchio, circa a metà film.
-Non ti andrebbe di passare un po' di tempo con i tuoi amici? Possiamo uscire anche un altro giorno-
Mi dispiace che lui sacrfichi tutto il suo tempo con me solo perché ho litigato con le mie amiche.
-Sicura?-
-Sì, tesoro- dico lasciandogli un bacio a fior di labbra.
Sento le sue braccia stringermi al suo petto, come se avesse paura che io gli sfuggissi. Mi accoccolo sul suo petto e resto in questa posizione fino alla fine del film.

****

-Hai bisogno di un passaggio?-
-No, vado a piedi, tranquillo-
Apro la porta e un'onda di freddo e neve mi colpisce. Sento Brad ridere, mentre toglie i fiocchi dalla mia testa.
-Eddai!- piagnucolo.
-Andiamo, se proprio devo... ti accompagno io- esclama con un tono esasperato.
-Ah, ma davvero?-
Immergo le mie mani già gelate nella neve fresca e formo una pallina. Miro bene alla testa di Brad e lancio. Purtroppo, dato che la mia mira non è molto precisa, gli colpisco la giacca sulle spalle. Lui si gira e mi guarda in cagnesco.
-Cosa hai osato fare?!- urla fingendosi incazzato.
-Ops...- alzo le mani come se non ne sapessi nulla.
-Mi hai per caso lanciato una palla di neve?-
-Uhm... magari sì, magari no-
Ricevo per risposta una palla di neve in faccia.
-Oh, adesso è troppo! Guarda come hai ridotto il mio golfino!-
Cominciamo una vera e propria battaglia di neve. La cosa strana è che prima avevo freddo mentre adesso, che sono ricoperta di neve, non sento più la bassa temperatura.
-Dio, Holland...- dice prendendomi i polsi: -sei così sexy-
-Dici sul serio? Non... non indosso nulla di speciale- mi guardo i vestiti.
-Non serve indossare vestiti corti o truccarsi pesantemente oppure flirtare per risultarlo, tu sei solamente te stessa e giuro, sei sexy da morire quando ridi e adesso, anche se il tuo trucco è palesemente un disastro... mi sto trattenendo dal fare l'amore qua, davanti a casa mia- esclama ridacchiando all'ultima frase.
-Oh, Brad... sei un tesoro-
Il suo naso sfiora il mio e le nostre bocche sono a pochi centimetri una dall'altra. Lascia i miei polsi, che vado poi a mettere dietro al suo collo. Le nostre labbra si uniscono dolcemente, le lingue si incontrano e non trovo nulla di più bello di questo bacio. Le sue mani si spostano sui miei fianchi e mi trattengono leggermente. Quando il bacio diventa decisamente meno casto, Brad mi spinge con le spalle contro un albero, e per poco la neve non ci cade addosso. Le sue mani si infilano sotto la gonna. Sento un calore espandersi nel petto e tra le cosce, dove lui sta esplorano la mia pelle. Le sue dita spostano il tessuto delle mutandine e cominciano a strofinarsi contro le mie intimità. Mugulo debolmente, socchiudendo le palpebre.
-Oddio- ringhia ai miei capelli.
Infila lentamente un dito dentro di me, lasciandomi irrigidire al suo tocco. Lo fa entrare ed uscire velocemente. Si sbottona i jeans senza smettere il movimento.
-Guardami, Holland-
Tento di tenere gli occhi aperti e fissi sui suoi. Lo sento penetrarmi dolcemente e poi aumentare le spinte. Con le dita, stringo la sua giacca e i denti per non cacciare un grido. Per evitarlo, zittisce i miei gemiti con un lungo bacio. Quando sto, anzi stiamo, per venire entrambi sentiamo una voce piccola e delicata che urla.
-Guarda, mamma! Cugino Brad è ancora qui!- urla una delle bambine di Sally, correndo verso di noi.
Sally tenta di trattenere la bambina, dato che ha sicuramente capito cosa sta succedendo, mentre Brad esce da me e si riabbottona i pantaloni. Sistemo la gonnellina e mi copro il viso con le mani. Che figura di merda. Tecnicamente non eravamo davanti all'entrata della casa, eravamo mezzi nascosti da un albero del parchetto dall'altra parte della strada, ed eravamo così aggrovigliati e coperti dalla stoffa della mia gonna che sono sicura che Amber non abbia visto nulla. Ciò però non toglie il nostro imbarazzo, per esserci fatti beccare da una bambina di sette anni e da sua madre, nonché cugina diretta del mio ragazzo. Brad immerge le dita nella neve e poi le asciuga in un fazzoletto di stoffa che tira fuori dalla tasca dei jeans. La bambina corre e abbraccia prima lui poi me. Sally arriva subito dopo.
-Mi dispiace, ragazzi... non sono riuscita a trattenere Amber- ci dice e non so se sia più dispiaciuta per noi o leggermente divertita dalla situazione.
-Ehm... tranquilla, Sally- balbetta Brad, mordendosi il labbro inferiore per non scoppiare a ridere.
Gli lancio un'occhiataccia ma poi mi sciolgo in una risatina nervosa. Sally ci saluta e prende per mano la bambina, poi si dirige verso un auto, dove Ian e Steph le stanno aspettando.
-Che figura!- esclamo e dalla risata calda della donna, immagino che mi abbia completamente sentita.
-Dai, ti riporto a casa-
Ci infiliamo in auto e partiamo. L'imbarazzo diminuisce lentamente, mentre le strade del Queens sfrecciano attorno a noi.
-Dovresti segnare "essersi fatti beccare da una bambina" nella lista di cose che fai con me- farfuglia con un sorriso, appena arriviamo sotto casa mia.
-E piantala!- sbraito incrociando le braccia al petto e facendo un broncio scherzoso.
-Shh... la mia bambina è rimasta insoddisfatta?- chiede soffocando le mie parole con un bacio.
Lo interrompo poco dopo e apro la portiera.
-È meglio che vada, non voglio farmi beccare in "situazioni intime" anche dai miei-

Spazio autrice
Alloooora...
Ho già pronti un paio di capitoli (compreso questo) che pubblicherò tra qualche giorno e oggi (che è lunedì) salgo in montagna quindi non sono sicura che ci sia abbastanza campo per aggiornare "costantemente", però non lo so.
Vado, che devo preparare la borsa per nuoto!
Bacioni
Lussy🌸

P.S. ho aggiunto questo piccolo spazio per dire che appena finisco questo libro metto a posto un po' tutta la storia, infatti mi sono appena resa conto di alcuni errori stupidissimi e anche madornali, perché sono fondamentali nella storia, e di tempi verbali totalmente sbagliati... ho detto tutto, mi sa, perciò scompaio

Not Again #Wattys2016 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora