Capitolo 36

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Un raggio di sole si intrufola tra le mie palpebre, facendomi sbuffare. Apro gli occhi e alzo la testa dal petto muscoloso del mio ragazzo. Tolgo delicatamente la sua mano che, durante la notte, mi è finita sulla coscia e scappo in bagno. Tiro lo sciaquone sperando di non fare troppo rumore e apro la porta. Per poco non la sbatto in faccia a Sophie.
-Buongiorno- biascica sfregandosi un occhio con le nocche.
-Ciao Sophie-
-Senti Holland, sarà la quarta volta che te lo voglio dire, ma dovreste cercare di fare meno rumore, voi due, là in camera tua- dice chiudendosi nella toilette.
Arrossisco d'imbarazzo e ritorno in camera. Brad mi sta cercando con le mani, ancora ad occhi chiusi.
-Buongiorno, tesoro-
Gli stampo un bacio sulle labbra e poi mi lascio ricadere vicino a lui.
-Ho da aggiungere un altro punto alla nostra lista- aggiungo, dopo qualche secondo.
-Uh?-
La sua non è una vera risposta, più un verso confuso.
-Ci siamo fatti beccare anche da mia sorella!-
Brad mi guarda un momento, poi soffoca la sua faccia nel cuscino, mentre si scioglie in una risata sguaiata. Gli tiro un cazzotto sul bicipite.
-Smettila! Non è affatto divertente!-
Faccio un broncio scherzoso.
-Come possiamo rimediare?- si chiede mentre la sua mano si intrufola sotto la mia maglia.
Le sue dita risalgono fino ai miei seni, liberi dal reggiseno che è ancora sul pavimento dopo stanotte. I suoi pollici premono debolmente sui miei capezzoli. Stringo le cosce per l'eccitazione. L'altra sua mano finisce tra le mie gambe, aprendomele con forza. Brad infila la testa nella mia T-shirt e mordicchia la pelle del mio petto, senza smettere il movimento con le dita. Gemo socchiudendo gli occhi e passandomi le dita tra i capelli. Ho quasi le lacrime agli occhi.
-Holland!-
-Cazzo!- bisbiglio spingendo Brad giù dal letto.
Mi sistemo i capelli e la maglietta, poi apro la porta. Sophie si chiude la porta alle spalle.
-Penso che lui se ne debba andare, la mamma è sveglia- dice indicando il "nascondiglio" improvvisato del mio ragazzo.
-Oh... okay-
Ritorna nella sua camera quatta quatta e io richiudo la porta.
-Devo andare proprio?- chiede facendo un broncio.
-Beh, hai sentito mia sorella- dico facendo spallucce.
-Chissene fotte, avevo in mente di fare l'amore tutto il giorno... non importa dove o come... sul letto, sul pavimento, in bagno, nell'armadio!-
Ridacchio incredula.
-Nell'armadio??-
Annuisce mordicchiandosi il labbro.
-Mi sa che scopriremo se riesci a fare l'amore con me nell'armadio la prossima volta, tesoro-
Sono un po' triste che lui non possa stare qua ancora per un po', ma se la mamma mi becca, diciamo che sono nei guai. Lo guardo rivestirsi e poi uscire dalla finestra.
-Ci vediamo stasera, piccola-
Mi bacia e poi lo vedo sparire nelle strade fredde del Queens.

****

-Mamma, quando inizia la scuola?- urla Sophie dal salotto.
-Il 9!- risponde nostra madre.
-Che palle- sussurra mia sorella.
Oggi è il 27 e fra quattro giorni ci sarà il mega festone di Capodanno, in spiaggia. Brad me ne ha già parlato e mi ha supplicata di indossare un vestito super sexy solamente per lui. L'idea di andare a fare shopping da sola mi rattrista un po', ma per il mio ragazzo farei di tutto. La giornata passa velocemente, tra serie televisive e compiti, fino alla sera. La mamma andrà a cenare da una sua amica e Sophie è stata invitata ad un pigiama party da alcune sue compagne di classe. Io ho deciso di preparare una cena a lume di candela per Brad. Liscio il vestitino nero che ho indossato per l'occasione e mi pettino i capelli. Li raccolgo in una lunga treccia morbida e infilo delle Converse in tinta con la tonalità della mia chioma. Ripasso il trucco e poi scendo in cucina.
-Tesoro, sei bellissima!- strilla mia madre, avvicinandosi a darmi un bacio sulla fronte.
-A che ora arriva Brad?-
Guardo l'orologio sulla parete.
-Arriva alle otto, così ho una mezz'ora per iniziare a mettere sui fornelli la cena- asserisco avvicinandomi ai fornelli.
-D'accordo, ma stai sempre attenta, okay?-
Annuisco con un sorriso e tiro fuori una padella e una pentola.
-Sophie! Siamo già in ritardo!-
La mia sorellina corre verso la mamma con uno zainetto in spalla e un sacco a pelo in mano.
-Ciao, Holland!- urla e tutte e due scompaiono fuori dalla porta.
Per prima cosa, apparecchio per due e cerco in tutta la casa una candela semplice e intatta, quando trovo quasi solamente candele per battesimi o comunioni mezze usate. Quando trovo la candela, riempio la pentola con l'acqua fredda e la lascio bollire, nella padella intanto metto un po' di olio, aglio e peperoncino, poi ci aggiungo la salsa al pomodoro e un po' di prezzemolo. Quando l'acqua si mette a bollire, abbasso il fuoco e ci immergo gli spaghetti. Sono le venti meno cinque minuti, così mescolo la pasta nel sugo e la verso nei piatti, aggiungendoci una fogliolina di basilico. Mi siedo sul divano e accendo la tele, mentre aspetto che Brad arrivi e che la pasta si freddi un po'. Aspetto un quarto d'ora. Poi mezz'ora. Passa un'ora e Brad non si è ancora fatto vedere. Prendo il cellulare e lo chiamo. Forse si è dimenticato. Forse sta dormendo o è imbottigliato nel traffico. Parte la segreteria, così lo richiamo. Questa volta risponde.
-Brad! Ti sei...-
-Chi è?- dice una voce femminile sconosciuta.
Resto bloccata un momento. Sotto si sente molto baccano.
-Sono Holl... aspetta... chi sei tu? E Brad dov'è?-
-Sono Cece, Brad al momento... uhm... è un po' occupato-
Cece?
Chi cavolo è? E poi... Brad è occupato?
Occupato?!
-Senti, Cece. Passami Brad... e subito, per favore-
-Senti, amore, Brad in questo momento è davanti ai miei occhi e si sta facendo una tipa che si chiama Molly, mi pare. Stanno scopando, quindi non credo che voglia parlarti... però avvicino il suo telefono lo stesso-
Cooosa?! Sarà sicuramente uno scherzo...
La sento bisbigliare qualcosa come "c'è una certa Hol... H... vabbé, che ti cerca al telefono" e poi sento la sua voce.
-Non vedi che... dimmelo quando ho finito! Cazzo!-
Lo sento gemere e sento anche le urla stridule di lei. Le lacrime ofuscano il mio sguardo.
-Tesoro, hai sentito? Vuoi che gli dica dopo di richiamarti?-
-No-
Chiudo la chiamata e mi accascio al frigo. E il telefono mi cade dalle mani, finendo per terra. Che stupida. Forse se la faceva da quando stavamo insieme. Che pezzo di merda. E io che stavo per dirgli che lo amo. Stasera gliel'avrei detto. Asciugo le lacrime che rigano le mie guance e mi alzo. Il mio bel vestito è oramai tutto spiegazzato e bagnato da esse. Mi metto a mangiare e accendo la candela. Il silenzio è quasi inquietante, mi ricorda tanto quando aspettavo che Baylee entrasse dalla finestra e stesse con me tutta la notte. Poggio il mento sul mio polso e ingoio il mio piatto di pasta, lasciando intatto l'altro.
-Ti aspetto- sussurro guardandolo.

Not Again #Wattys2016 Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora