Apro gli occhi. Oggi è il 31 dicembre. Guardo l'orologio: mancano circa 11 ore prima che la festa inizi. Ho 11 ore per prepararmi. Alzo il capo dal guanciale e poi scosto il lenzuolo dal mio corpo. Mi alzo traballante dal letto e mi dirigo in bagno. Entro nella doccia e apro il getto d'acqua. Prendo il bagnoschiuma e lo sfrego sulle braccia. Poi sulle gambe, sulla pancia, sul collo. Sfrego lo shampoo sulla cute e sulle punte dei capelli. Mi avvolgo in un asciugamano e strofino i capelli in uno più piccolo. Mi vesto normalmente, con le solite cose che uso a casa e non mi trucco. Finirei solamente per sbavare il tutto e arrivare alla festa come un pagliaccio. Prendo la spazzola e il phon e mi asciugo, mentre districo pazientemente tutti i nodi. Scendo in cucina e mi preparò il caffè. Lo verso in una tazza e ci aggiungo il latte e lo zucchero. Sgranocchio anche un paio di biscotti per smorzare la fame e poi accendo la televisione.
-Buongiorno, tesoro-
Mi giro verso la mamma. Sta scendendo le scale.
-Ciao, mamma!-
-Entusiasta per stasera?-
Non sai quanto!
-Sì, cioè... è una festa come un'altra. Non cambia poi tanto- mento, facendo spallucce.
-Beh, è da mezzo anno che viviamo nel Queens! Chi lo avrebbe mai detto che ci saremmo trovate così bene a New York?- chiede, sventolando una mano davanti al viso.
-Boh?-
La mia risposta suona più come una domanda che come un'affermazione, ma lei non se ne accorge più di tanto.
-A che ore pensi di tornare stasera, Holland?-
-Penso che starò a dormire da qualche mia amica di scuola. Sai, ci troviamo alla festa e poi andiamo a dormire da una di loro!- sparo una cazzata, anche perché so che non andrà affatto così.
-Oh, va bene. Sono contenta che ti sia fatta tante amiche, tesoro- esclama soddisfatta.
-Già... ne sono contenta anche io-
****
Apparecchio velocemente la tavola e poi aiuto la mamma a cucinare. Mentre lei prepara la carne, io rompo le uova nella padella. Sophie sta ancora dormendo, anche se sono le dodici e trenta. Guardo le mani abili di mia madre girare le tre costolette, mentre lavora a fianco a me.
-Va' a svegliare tua sorella- asserisce lei, come se mi stesse leggendo nella mente.
-D'accordo-
Tolgo le uova dalle padelle e le metto in un piatto, poi salgo in camera di Sophie.
-Sophie! Sveglia, il pranzo è già pronto!- dico, smuovendola dolcemente.
-Mmh... che noia- esclama, prolungando la "o" nell'ultima parola.
-Muoviti!- sibilo, lanciandole un cuscino addosso.
-Che rompipalle che sei, Holland!-
Ridacchio e torno giù. In dieci minuti, la mia sorellina si siede di fronte a me e cominciamo a mangiare. Le uova si sono un po' raffreddate ma le mangio senza problemi. A fine pranzo sparecchio e poi prendo in mano il cellulare. Ho due messaggi. Uno da Delilah, e l'altro sempre da quel numero. Li apro e rispondo velocemente ad entrambi, poi infilo il telefono nel cassetto del comodino e apro il libro di inglese. Sbuffo per la noia, ma poi inzio a svolgere gli esercizi.
****
Chiudo il libro, frustrata. Dopo tre esercizi che ho dovuto rifare per ben due volte perché completamente sbagliati, la mia testa stava chiedendo pietà. Sono le sedici in punto. Mancano cinque ore all'inizio della festa e io devo ancora vestirmi, truccarmi e pettinarmi in modo di risultare praticamente perfetta. Forse è meglio se faccio una dormita, andrò a letto molto tardi e sicuramente butterò giù dell'alcol, sarà meglio che sia riposata. Punto una sveglia alle diciotto, in modo che abbia ancora tempo di prepararmi e smangiucchiare qualcosa. Mi abbandono alle braccia di Morfeo prima di quanto possa sperare.
****
Il suono della sveglia mi perfora le orecchie. Emetto un lamento inconprensibile e la spengo, per evitare di perdere l'udito. Ne avrò terribilmente bisogno stasera, la musica sarà alta e non riuscirò sicuramente a sentire cosa dice una persona a nemmeno un metro di distanza. Mi alzo e vado in cucina a prendermi qualche stuzzichino, come patatine, salatini e acqua. Mangio con calma e poi vado a lavarmi i denti. Torno in camera e indosso il mio vestito nero. Resto affascinata dal riflesso dello specchio. Il vestito è un mini abito corto e ha delle maniche lunghe di pizzo. Afferro i trucchi e traccio una linea di eyeliner su ogni occhio. Copro i difetti del mio viso con uno strato di fondotinta e coloro le labbra con un trucchetto che ho imparato guardando programmi di moda. Prendo una matita rossa e uso un pennellino per stendere il colore sulla bocca. Infine passo uno strato di gloss trasparente e sono a posto. Sciolgo i capelli e li liscio. Indosso i tacchi dorati e mi guardo allo specchio. Mi sento bella, ma forse sono solo entusiasta. Sento bussare alla porta.
-Avanti- dico, senza staccare lo sguardo dal mio riflesso allo specchio.
-Oh mio Dio, Holland... sei bellissima- sussurra Sophie, guardandomi con invidia.
-Grazie, Sophie. Ma tu sei molto più carina di me- esclamo guardandola.
-Sicura? Mi sento un'idiota- dice guardandosi l'abito verde, che si sposa fantasticamente con i suoi capelli biondi.
-Manca solo il trucco. Vieni dai-
Stendo un po' di fondotinta sui piccoli segni dell'acne del suo viso e traccio due sottili linee di eyeliner, come me. Le passo le labbra con il gloss e le metto in ordine i capelli.
-Perfetta- asserisco facendole l'occhiolino.
Lei arrossisce guardandosi allo specchio e inaspettatamente mi abbraccia. Ricambio anche io facendo attenzione a non rovinarle l'acconciatura.
-Se vuoi, ti accompagno io con la macchina- dico.
-Okay-
Scendiamo le scale una dopo l'altra e usciamo in giardino. La mamma ci scatta delle foto, appena ci vede, un paio insieme e un paio da sole. Le stamperò appena tornerò a casa. Entriamo in macchina e accompagno Sophie alla festa in spiaggia.
-Ci vediamo domani!- mi saluta con la mano, scendendo dall'auto e raggiungendo le sue amiche.
Faccio retromarcia e posteggio la macchina in un parcheggio lontano circa 100 metri dalla discoteca. Scendo e prendo la clutch nera in mano. Cammino verso la discoteca a testa alta, facendo comunque attenzione a dove metto i piedi.
-Holland!-
-Delilah! Sei bellissima- esclamo esclamo con gli occhi sgranati.
-Grazie, ma tu sei più che bellissima! Sei incantevole!- dice facendomi fare una piroetta.
-Justin?-
-Dovrebbe arrivare e... oh! Eccolo lì! Vado, ci vediamo dopo!-
Corre verso il ragazzo e gli scocca subito un bacio.
-Delilah ha ragione. Sei davvero stupenda- sussurra una voce al mio orecchio.
Sento le guance avvamparmi sia dalla rabbia che dall'imbarazzo, mentre mi giro verso il ragazzo spilungone dai capelli biondi e da quei maledetti occhi azzurri come il cielo.
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Not Again #Wattys2016
Fiksi Remaja[IN REVISIONE] Holland, Holly per i parenti, si lascia alle spalle un passato pericoloso fatto di droga e stress. Ma ricominciare da capo, una nuova vita che ogni ragazza desidererebbe, è più difficile di quanto Holly possa pensare ed ella dovrà lot...
