-"Ehi, ma te sei...la ragazzina che, anche se me ne vergogno parecchio, ha avuto più palle di me e ha sfidato quei bulli per farmi scappare via?" Chiede il ragazzo.
-"Ehm...non dirmi che sei...Sam,giusto?"
Oddio che sorpresa, non pensavo di incontrarlo!
-"Si si sono io" sorride e si alza dal marciapiede aiutando anche me.
-"Pensavo ti fossi trasferito,sono settimane che non ti vedo nei corridoi della scuola!" Esclamo.
-"Ho avuto vari problemi e sono dovuto partire con la mia famiglia per delle visite."
-"Ah, spero che siano andate bene"
-"Sì...ehm...sono solo andato a togliermi l'apparecchio." Dice grattandosi la nuca, come per non farmi capire che mente.
-"Ah, ho notato! Stai davvero bene!" Cambio discorso.
-"Grazie anch'io ti trovo bene...un po' bagnata ma bene." Ride.
-"Eh lasciamo stare" Mormoro giocando con una ciocca di capelli sfuggita dalle trecce.
-"Ah e comunque grazie, grazie mille per quella volta...insomma,hai capito,no?" Mi fa, cercando un mio sguardo d'approvazione.
-"Oh,di nulla. Mi piace fare del bene alle persone e odio le ingiustizie. Preferisco riceverle che vedere altre persone subirle."
Beh,è la verità.
-"Sei una ragazza fantastica." Si complimenta e un mio sorriso a trentadue denti non puo' assolutamente mancare.
-"Scusa ma io dovrei andare, ci si vede a scuola? Domani torno." M'informa accarezzandomi una spalla.
-"Uh, sì che bello. Ma...in che classe stai?" Chiedo ricambiando lo speldido sorriso che mi ha rivolto poco fa.
-"Sto in primo,ma ho quasi sedici anni, sai sono stato bocciato l'anno scorso." Mi rivela,evidentemente a disagio.
-"Dai allora a domani!" Lo saluto con un gesto della mano e continuo a camminare.
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Cerco la chiave del cancello nelle tasche e per fortuna la trovo, così apro e attraverso il vialetto.
Raggiungo la porta d'ingresso dove,quando entro, trovo mio fratello seduto sul divano più arrabbiato che mai.
Ha le gambe accavallate com'è solito fare dai maschi, con la mano destra si massaggia le tempie mentre l'altra è stretta a pugno.
Lo sguardo serio è perso nel vuoto, la mascella contratta.
Mi torturo l'orlo della maglietta e cerco di sgattaiolare in camera mia, ma non ci riesco.
-"Selene! Vieni subito qui,cazzo!" Urla.
Cos'ho fatto ora?
Perchè è così arrabbiato?
Mi avvicino lentamente con lo sguardo basso, riuscendo a sussurrare un -"dimmi" alquanto inudibile.
-"Dai siediti." Mi ordina.
Faccio come dice e mi accomodo sul divano di lato rispetto a quello dov'è seduto lui.
Questa strana tensione nell'aria sta rischiando di soffocarmi.
-"Cos'hai fatto oggi a scuola?" Chiede dopo alcuni minuti di silenzio straziante.
Non parlo, cosa potrei dirgli? Odio mentire.
-"Rispondimi!" Grida ancora una volta.
-"N-non alzare la voce, p-perfavore" balbetto.
-"E perchè non dovrei farlo? Chi sei tu per vietarmi di urlare?!"
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La Piccola Di Casa
RomantikLa protagonista di questa storia è Selene, costretta a cambiare vita dopo la morte della madre. Dopo anni di lontananza rincontrerà suo fratello, Cameron, il solito dongiovanni bello e impossibile che sembra non provare sentimenti. Molte ragazze lo...
