-"Selene?" mi arriva all'orecchio.
Quando mi giro noto un bambino sui sei anni guardarmi e sorridermi, ha gli occhi azzurri e i capelli biondi, sembra un angioletto.
E non posso negare che mi sembra di averlo già visto...
-"Papà vieni qui! Guarda chi ho trovato!" urla il piccoletto, attirando l'attenzione di un uomo sui quarant'anni seduto su una panchina.
È troppo lontano per poterlo guardare in faccia, l'unica cosa che posso vedere benissimo sono gli occhi azzurri che spiccano, come quelli del figlio.
Il signore si avvicina con un altro bimbo fra le braccia e quando me lo ritrovo davanti non posso credere ai miei occhi...
-"Gabriele?!" esclamo in preda all'emozione.
-"Selene?! Ma quanto sei cresciuta! Sei bellissima!" si complimenta con me, lasciando il bambino libero di andare dal fratellino.
-"Grazie" sorrido e arrossisco visibilmente.
-"Ne è passato di tempo eh...mi sei mancata così tanto,ma raccontami un pò: come va?"
-"Tutto bene,è stato un pò difficile cambiare vita,ma mi ci sto pian piano abituando anche se a peggiorare la situazione è stata la morte di mia madre." spiego trattendendo a stento qualche lacrima.
-"Sì, capisco, mi dispiace tanto."
-"Oh, non preoccuparti...ora sto già meglio,ma basta parlare di me. Voi, come state?" chiedo, accarezzando i capelli del biondino di prima.
-"Alla grande...i bambini crescono in fretta e mia moglie è di nuovo incinta! Insomma, non potrebbe andare meglio! " esclama.
-"Incinta?! Dai, non ci credo! Sono contentissima per voi!" quasi urlo saltandogli (o quasi) addosso.
~
-"Si è fatto tardi, io andrei...i bambini iniziano ad avere fame!" ride e zittisce le lamentele di Luca e Francesco.
Annuisco e saluto educatamente tutti e tre.
Gabriele mi attira a sè,racchiudendomi fra le sue possenti braccia.
-"Vienimi a trovare quando vuoi, a mia moglie farebbe tanto piacere rivederti!"
-"Senza dubbio!"cinguetto e mi avvio verso la fermata dei bus.
~
Cammino con l'enorme ombrello fra le mani, guardando i miei compagni di classe che si danno a gomitate per non bagnarsi.
Ridacchio per la loro stupidità : sono in quattro sotto quel microscopico ombrello dei Cinesi.
-"Sembrate tre impediti!" esclamo,voltandomi verso di loro.
Alchè si girano tutti e Sam mi si avvicina con un sorriso da togliere il fiato.
-"Ehi tu, bellissima compagna di banco, so che mi vuoi bene...c'è un po' di spazio anche per me?" chiede facendo gli occhi dolci.
-"Certo!"
-"Allora...com'è andato il compito di grammatica?" apre discorso.
-"Beh, la proff mi ha messo 6 e mezzo. Mi ritengo fortunata!" ridacchio.
-"E a te è andato bene?" chiedo a mia volta.
-"Oh, non mi lamento. Ho preso un bel voto dai..." risponde arricciando il naso.
-"Fammi indovinare, hai preso 5?" domando sarcasticamente continuando a guardare davanti a me.
-"Ehm...non proprio, però complimenti : ci sei andata vicino." fa spallucce.
-"E allora quanto? Cinque e mezzo?"
-"Ecco. Come puoi notare c'è differenza...è piccola ma c'è e, a mia discolpa, non ho capito per nulla la posizione degli accenti tonici." borbotta ridendo come un bambino.
Rido anch'io mentre lui incrocia le braccia al petto come se si fosse offeso per davvero.
-"Mi accompagneresti fino a casa, perfavore?" Di nuovo lo sguardo da cucciolo bastonato, uff.
-"Sì, perchè no. Sei fortunato perchè devo fare la stessa strada se no ti lasciavo sotto l'acqua!" lo prendo in giro.
E continuiamo a camminare così, avvinghiati l'uno all'altra fin quando un ragazzo con Skinny neri e maglia del medesimo colore mi attira al suo petto con fare possessivo: Cameron.
-"Ehi! Cosa vuoi? Lasciami andare!" mollo la presa dell'ombrello per provare ad allontanarlo da me.
La sua espressione non promette nulla di buono.
-"Tieni piccola." mi fa Sam porgendomi ciò che poco fa mi è caduto dalle mani.
Lo ringrazio con un sorriso forzato.
-"Piccola?! Come ti permetti di chiamare mia sorella così? Chi ti credi di essere? Sparisci!" Urla e la maggior parte delle persone che cammina sul corso si volta verso di noi per capire cosa stia succedendo.
-"Cazzo,smettila! Ti stai rendendo ridicolo! TU chi ti credi di essere per zittirlo in tal modo?!" grido e prendo Sam con la mano.
Lo trascino lontano da quel mostro che dovrebbe essere mio fratello e mi scuso per il suo comportamento immaturo e infantile.
Dopo avermi salutato guarda un'ultima volta Cam in cagnesco e si avvia verso casa sua.
-"Io ti detesto." Sputo fuori anche se non lo penso veramente.
-"Dove credi di andare?" Chiede tirandomi per un polso.
-"Alla fermata dei pullman, ma non deve interessarti. Io con te ho chiuso. Dimentica di avere una sorella!" Scandisco bene ogni singola parola.
-"Ma non mi far ridere, tu ora vieni con me e smetti anche di rompere il cazzo. Intesi?" il suo sguardo cupo sarebbe capace di traforarmi l'anima.
Non smette di strattonarmi e continua a stringere il mio polso che, per la cronaca, ha assunto un colore violaceo.
-"Altrimenti che fai? Mi dai un altro schiaffo?!" urlo trattenendo le lacrime, capaci di scorrere sulle mie guance all'infinito (in questo momento).
Non mi risponde e non mi guarda nemmeno negli occhi, ma per terra.
Mi libero dalla sua presa ferrea e scappo via, esplodendo in un pianto dirompente.
Il vento che continua a soffiare forte mi scivola sui polmoni come farebbe l'aria fresca della notte.
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Decido di non tornare a casa, ma di fermarmi da Hazel Grace che, dopo avermi vista con le guance rigate da lacrime salate, mi ha chiesto se avessi voluto passare il pomeriggio con lei.
Come si è capito, ho accettato l'invito e ora siamo entrambe sotto le accoglienti coperte del letto di Haz intente a guardare uno dei nostri telefilm Horror preferiti : American Horror Story.
-"Vuoi qualcosa da mangiare: pop-corn,pizza,patatine?" mi chiede essendo all'oscuro del mio piccolo,ma grande segreto.
(Sel fossi in te accetterei tutto!
No okay evaporo. P.s.:Compratemi della pizza!🍕)
-"No grazie, non preoccuparti, sto bene così."
-"Sicura? Nemmeno a pranzo hai mangiato qualcosa. Tu non me la racconti giusta." mormora guardandomi negli occhi.
-"No, ma cosa dici! Mi sento solo un po' influenzata...tutto qui, stai tranquilla." le sorrido come per rassicurarla.
-"Mh, okay...sappi che per qualsiasi cosa io ci sono. Ogni cosa, Sel. Ti appoggerò e,se ne avrai bisogno, ti offrirò una spalla su cui piangere." Mi si avvicina e mi racchiude in uno di quegli abbracci perfetti, capaci di farti sentire protetta e al sicuro.
-"Grazie per esserci." sussurro.
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La Piccola Di Casa
RomanceLa protagonista di questa storia è Selene, costretta a cambiare vita dopo la morte della madre. Dopo anni di lontananza rincontrerà suo fratello, Cameron, il solito dongiovanni bello e impossibile che sembra non provare sentimenti. Molte ragazze lo...
