Capitolo Diciassette

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È da stamattina che non mi sento bene e in classe il mio malessere aumenta.

《Amuro vieni a svolgere l'esercizio》mi chiama l'insegnante indicando la lavagna.

Che cavolata. Mi alzo, e dopo tutte le occhiatine, arrivo finalmente alla lavagna.

Mi gira la testa. Che strano. Ieri avrò bevuto qualche shot di troppo forse. Ma lo reggo bene l'alcol quindi non me lo spiego proprio.

Dopo aver svolto l'esercizio torno al mio posto ma gli occhi pesanti mi sono d'ostacolo fino a quando non svengo.

La luce di una fastidiosa lampada mi fa difficile il riaprire gli occhi. La morbidezza di questo lettino e il profumo di fiori freschi mi fa capire che sono in infermeria.

《Finalmente ti sei svegliato.》

Mi giro di poco e accanto a me vedo Shiho versarmi un bicchiere d'acqua.

《Non farti strane idee, il professore mi ha chiesto di portarti qui assieme ad altri che se la sono già svignata》sbotta la rossa.

Sorrido al pensiero di lei in attesa che mi svegli.

《Okay, ora devi riposare.》dice l'infermiera sorridendo alla rossa. Sembra sia il momento di salutarci.

Comunque mi sembra di averla già vista questa donna... si vede lontano un miglio che indossa delle lenti a contatto.

《Okay allora io vado. Troppo tempo con questo soggetto non fa altro che stancarmi.》

《Credici eh》dico facendole l'occhiolino.

Esce sbattendo la porta.

Rimango da solo con quest'intrigante infermiera.

《Ora puoi anche finirla di sbavare...》dice lei divertita.

Quest'arroganza, questa voce persuasiva, questa sfacciataggine. Vediamo se è davvero chi credo che sia.

《Cosa? A proposito, che mi è successo?》

《Nulla di che, ti ho messo solo un po' di veleno nell'alcol che ti sei scolato ieri sera》

Scoppio in una fragorosa risata

《Agile come sempre, Vermouth》sorrido e finalmente si smaschera.

Quanto mi è mancata.

《Comunque c'era proprio bisogno di avvelenarmi fino a farmi svenire per rivedermi? Un messaggio no? Eh?》fingo una faccia irritata.

《E dove sarebbe stato il divertimento? Comunque ho notato la nostra scienziata. Se vuoi ti do una mano ad ucciderla》mi fa l'occhiolino e sorride come se già fosse fatto.

《Intanto andiamo nella mia auto dove staremo più tranquilli.》

Mi alzo cautelosamente perché mi gira ancora un po' la testa, bevo il bicchiere d'acqua e mentre Vermouth si cambia io mi metto le scarpe per uscire. Ci dirigiamo verso la mia auto.

Ho notato che, come in passato, porta sempre due pistole con sé... non cambia mai.

Ho tante, anzi troppe domande da farle.

《Allora biondino con chi hai lavorato in questi ultimi mesi?》

《Da solo ovviamente》dico fiero.

《E il tuo ultimo crimine?》dice lei con un sorrisetto in faccia.

Uff. Colpo basso.

Esito a rispondere ma poi le rivelo il mio piano su Shiho.

《...capito?》dico ancora orgoglioso di me.

Zero || BourbonDove le storie prendono vita. Scoprilo ora