Per te Albachiara

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"Le nostre valige erano ammucchiate sul marciapiede. Avevamo una lunga strada davanti, ma non importava perché la strada era la vita"

Mario

Siamo qui da due giorni e ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto a organizzare tutto senza che io sospettassi niente. Quando ho visto quei due biglietti per Mykonos ho creduto veramente di non essere sveglio, di starmi a immaginare tutto, di sognarlo. E invece no, con Claudio i sogni non esistono più, sono realtà tangibili, che si toccano, che si sfiorano, che si vivono. E questo viaggio è la cosa più bella che poteva regalarci. Sono stati giorni fantastici, indescrivibili. Li abbiamo trascorsi praticamente al mare per poi girovagare per le stradine strette del centro a comprare cianfrusaglie inutili nei vari negozietti.

-"Queste le attacchiamo al frigo. Dai sono adorabili!" dice Claudio con l'entusiasmo di un bambino prendendo in mano una calamita.

-"Pensavo non ti piacesse avere calamite al frigo, non ne hai neanche una." Rispondo perplesso.

-"Infatti non mi è mai andato di attaccarne alcuna, però queste due sono bellissime."

-"Ma sono uno scimpanzé e un panda, cosa rappresentano esattamente?"

"Siamo io e te. L'esuberante e il dormiglione." Dice facendomi un occhiolino.

-"Ah sull'esuberante non ho dubbi, ma il dormiglione sarei io?? Ti ricordo che io mi sveglio prima di te ogni mattina per preparare la colazione, quindi credo che hai un'idea distorta dell'essere dormiglioni."

-"Dai nel senso che sei tranquillo e dolce. Non prenderla male, quanto sei permaloso!"

-"Non sono permaloso. La smetti di dirmelo sempre?" dico imbronciato.

-"Vedi che lo sei? Ma è anche per questo che ho perso la testa per te." Mi dice strappandomi un sorriso e tacendomelo un attimo dopo con un bacio.

-"Stasera che si fa?" gli chiesi una volta rientrati in albergo.

-"Ti porto in un posto speciale." mi rispose con la speranza che potesse piacermi davvero.

Ma avrei voluto dirgli che qualsiasi posto assieme a lui sarebbe stato il luogo migliore del mondo. Ma quella sera si superò per davvero. Mi portò in un ristorante poco distante e cenammo direttamente sulla spiaggia. Inutile dire che era uno spettacolo la vista di sera sul mare, con le lanterne che rendevano l'atmosfera inspiegabile. E poi c'era lui, bello da morire in quella camicia bianca che mi fissava come se volesse dirmi qualcosa, ma le parole non gli uscivano. E io ero sicuro di ciò che voleva dirmi, ma non lo spronai a parlare perché avrebbe fatto soltanto un po' più male. Intanto però i giorni passavano, il tempo volava. C'era lui che cercava di spenderlo in momenti magici e indimenticabili e io che volevo durasse sempre un po' di più. Ma il tempo è impercettibile, ti sfugge di mano e quando mi ero quasi abituato a vederlo ogni mattina alla finestra a osservare l'alba e ai suoi inviti di notte in giardino per guardare le stelle, a cingergli i fianchi quando in mezzo alla folla avevo paura di perderlo di vista, a baciarlo in mezzo alla gente, a dormirci addosso, a inspirare il suo profumo e ad osservarlo mentre si perdeva a fissare il mare, arrivò l'ultimo giorno a Mykonos, l'isola che ci aveva visti complici di giorno e amanti di notte.

-"Dove mi stai trascinando? Dai Mario qui ci arrestano veramente per la fine della vacanza." Mi disse seguendomi di corsa tenendo la mia mano stretta alla sua.

Mi fermai all'improvviso, mi rivolsi verso di lui e gli strinsi il viso tra le mie mani.

-"Fidati di me, ok? Voglio soltanto farti vedere una cosa." Dissi tranquillizzandolo.

Tutto quello che pensavo potesse bastarmiLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora