NdA: os a tema pasquale con la partecipazione speciale di Teddy Lupin, il nostro ometto dai capelli blu.
<<Mi waccomanno, dipinzile tutte!>> aveva detto il piccolo Teddy a Hermione. Mancavano tre giorni a Pasqua, e il piccolo Teddy fremeva di gioia. Sapeva che fra meno di una settimana avrebbe dovuto cercare il nascondigio delle uova e prenderne il più possibile. Era eccitato, la Pasqua era la sua festa preferita dopo il Natale, ovviamente. Era il bambino più bravo di tutti a cercare le uova, e lo sapeva bene. Era anche un po' più intelligente rispetto agli altri bambini della sua età. Inoltre aveva un continuo cambio di colore di capelli.
Era particolare, ma in senso positivo.
Si allontanò da Hermione con passo saltellante e un sorriso in pieno volto, e si diresse fuori in giardino, pronto magari a catturare una farfalla o esplorare i fiori con il loro polline giallo che lo facevano starnutire in continuazione.
Hermione stava seduta su uno sgabellino, con i gomiti appoggiati sopra un tavolo altrettanto piccolo, intenta a dipingere le uova che i bambini avrebero dovuto cercare tra meno di una settimana. Ci teneva a farlo bene, non voleva "deludere" i bambini.
Di fronte le si paravano tempere dai colori sgargianti, centinaia di uova ben confezionate, pennelli puliti e pettinati e una pila di fogli A4.
Tutto l'occorrente era pronto.
Intinse un pennello dalla punta media nella tempera blu cobalto e incominciò a dipingere, facendo tutto con calma.
Due ore dopo aveva dipinto un gran numero di uova, ma ancora insufficiente per tutti i bambini.
Sbuffò sonoramente, stanca e sporca di tempere dai mille colori. Uno sbattimento di porta la fece sobbalzare. Imprecò mentalmente mentre inforcava un pennello e intinse nella tempera rosa confetto, colore molto carino a suo parere.
Poteva benissimo usare la magia, ma preferiva fare tutto a mano. Era certa che con quelle avrebbe fatto tutto molto meglio. Forse.
Dalla soglia della porta Harry la scorse dipingere la moltitudine di uova, con un'espressione concentrata in viso.
Era bella. Sporca di tempera ma bella. Scomposta ma bella. Bella e basta.
Camminò lentamente verso di lei, non volendo disturbarla. Si sedette dietro di ella, sorpreso che non lo avesse ancora notato. Hermione però lo aveva sentito benissimo, ma faceva finta. Finta perchè aveva paura. Di quello che avrebbe potuto dire, o fare. Provava attrazione nei confronti del suo migliore amico, ma era troppo testarda per ammetterlo. E spaventata. "Il mio coraggio da Grifondoro è andato a farsi fottere" aveva pensato. Era ferma, col pennello in mano, senza dipingere.
Il corpo le si era bloccato, così come la sua lingua.
La presenza del salvatore del mondo magico a pochi centimetri le faceva andare il sistema nervoso in tilt.
Ma non avrebbe mai ammesso che amava Harry James Potter. Mai.
Il moro le prese la mano destra - la quale teneva il pennello sporco di tempera -, la intrecciò alla sua e cominciò a guidarla con dei movimenti fluidi e precisi.
Non sapeva da dove avesse preso tutto quel talento. E il coraggio per farlo.
La grifona sobbalzò lievemente, ma non lo diede a vedere. Assolutamente no. Harry non aveva alcun effetto su di lei.
Quando il piccolo uovo fu dipinto a perfezione, per la prima volta Harry parlò <<Ti piace il risultato?>>. Hermione cercò le parole, tirandole fuori con delle pinze immaginarie, anch'esse sporche di tempera. <<Ehm... Sì, è molto bello>> disse sorridendo e balbettando un po'.
Capelli corvini, occhi smeraldo, sorriso meraviglioso. A chi non piaceva Harry Potter?
<<Sei sporca>> aveva detto il ragazzo ridacchiando. <<Che perspicacia signor Potter>> disse con sarcasmo un sorriso lei. Si sentiva a suo agio, ma anche a disagio.
Non capiva proprio.
Harry le avvicinò una mano alla guancia sinistra, e con il pollice tolse quel poco di tempera di giallo canarino. Hermione s'irrigidì a quel tocco.
Non se lo aspettava.
In realtà non sapeva neanche lui cosa stesse facendo. Ma non si mosse.
La mano ancora appoggiata sulla guancia, i loro occhi incastati come due pezzi di un puzzle.
Il cuore di Hermione batteva forte, troppo, provava un'enorme istinto di posare le proprie labbra su quelle di lui. Anche lui provava quell'istinto. "Non ricambierà mai" avevano pensato entrambi.
Stupidi.
Erano cotti l'uno dell'altro, ma troppo codardi per fare il primo passo.
Rimasero così, fermi, a guardarsi - o meglio scrutarsi- negli occhi, cercando di far trapelare un'emozione, una sola:
l'amore.
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ᴏɴᴇ sʜᴏᴛ --- ʜᴀʀᴍɪᴏɴᴇ
FanficPiccoli momenti speciali dedicati a coloro che ci hanno fatto emozionare. 2 0 1 7 © a___lone
