STILES POV
In che casino mi sono cacciato?
No, no non va affatto bene, non va affatto bene!
"Brutto idiota, guarda dove vai." Ringhio contro un ragazzo che mi viene contro in corridoio e che mi riempie le narici di un odore acre, inconfondibile. Tristezza ma non quella che si prova quando dal gelataio non hanno il tuo gusto preferito ma quella che si prova quando muore qualcuno che ti è vicino. So cosa si prova da quando è morta mia madre e me lo ricordo benissimo. Mi giro per vedere chi è il malcapitato e vedo Scott, oh no.
"Isaac." Sussurro quando arrivo davanti la sua classe per fargli capire che deve uscire. "Prof posso andare in bagno?" Sento chiedere per poi vedere la porta che viene aperta. "Stiles, ti ho detto un milione di volte di non farlo, spero per te che sia qualcosa di fenomenalmente importante o giuro che ti strozzo con la sciarpa." Mi minaccia Isaac. "Isaac, perché porti la sciarpa? Sai che ci sono più di 25 gradi?" Chiedo incredulo. "Stiles, arriva al punto." Dice duramente. "Già, beta di Derek, dimenticavo. Comunque, ho incontrato Scott." Appena lo nomino Isaac sussulta. "Non gli ho detto niente, tranne gli insulti che gli ho lanciato quando mi è venuto contro, ho sentito un odore forte, mai sentito prima. Conosco molto bene Scott, gli sono stato vicino per anni e non ho mai provato questa sensazione, non è mai stato così triste e questi chemosegnali nell'aria, le sensazioni di Lyds...credo sia successo qualcosa di brutto. Veramente brutto." Finisco e lui mi guarda annuendo. "Chiama Derek e ci incontriamo all'uscita." Mi dice Isaac. "No!" Mi affretto a dire e lui mi fissa interrogativo. "Meglio che lo chiami tu." Dico annuendo alle mie stesse parole. Lui si gira borbottando qualcosa e rientra in classe. È troppo tardi per andare a lezione di spagnolo così decido di sedermi fuori e aspettare. Vado alla panchina più isolata e mi siedo aprendo il libro di matematica da cui il prof prende gli esercizi dei compiti. Dopo una ventina di minuti chiudo il libro dato che non trovo nessuna difficoltà e decido di rilassarmi per i trenta minuti che mi rimangono.
"Vedo che hai le mie stesse abitudini." Apro gli occhi e cerco la fonte della voce. "Non hai lezione?" Mi chiede. "Si ma posso fare a meno dell'ora di spagnolo." Rispondo distrattamente. "La tua media te lo permette?" Domanda ancora. "Primo, ho la media del 9.9. Secondo, che cosa te ne dovrebbe importare?" Lui scuote la testa e si siede vicino a me. "Ne vuoi parlare?" Continua a domandarmi. "No Der." Rispondo. "Bene." Conclude lui. "Bene."
Dopo pochi minuti mi alzo e mi incammino verso l'armadietto. Guardo l'orario e mi rendo conto che ora ho...lettere, figurati. Prendo i libri necessari e mentre passo davanti una fila di armadietti mi fermo di scatto fermandomi davanti al 1023. È senza lucchetto, perché è senza lucchetto? Mi avvicino fino a sfiorare il metallo con i polpastrelli. "Non può essere..." sussurro piano. "Che cosa fai lì?" Chiede una voce in lontananza. "Perché è senza lucchetto?" Chiedo piano sicuro che l'altro possa senza dubbio sentirmi. "Che cosa ti importa?" Chiede ancora. "Scott, cosa è successo?" Chiedo ormai con gli occhi lucidi sentendo di nuovo quel forte odore di tristezza. "Non...non dirmi..." Continuo sperando di sbagliarmi. "Stiles, vai via." Continua duramente lui. "Scott, cosa è successo?" Chiedo più deciso. "Non ti interessa, vai via." Ringhia illuminando i suoi occhi di rosso. "Merda Scott, parlami." Dico ormai esasperato. "Perché mi parli? Sono stato orribile con te. Mi sono comportato da imbecille montato. Perché mi vuoi parlare?" Chiede Scott. "Scott capita a tutti di sbagliare, sei sempre lo stesso. Alpha o Beta, tu rimani sempre Scott, il mio migliore amico. Sei stato un idiota? Hai ragione. Hai sbagliato? Si, è vero. Ma sento che sta succedendo qualcosa e tu ci sei dentro e quell'armadietto- dico indicando il pezzo di metallo dietro di me- adesso è senza lucchetto e io voglio sapere cosa diavolo è successo, perché puzzi di tristezza da oggi e perché Lydia ha...le sue strane sensazioni da ieri sera." Ringhio quasi avvicinandomi. Lui indietreggia. "Cosa è successo ad Allison?" Grido e lui si accascia a terra appena sente la schiena toccare il muro. "Dimmelo!" Continuo illuminando gli occhi di blu. "È... io..." inizia a dire balbettando. "Scott." Lo richiamo abbassandomi per guardarlo negli occhi. "È morta." Sputa con rabbia infine. "Come?" Chiedo distrutto per la conferma che speravo di non avere. "Si trovava al posto sbagliato al momento sbagliato. Suo padre era in ospedale, ferito per colpa del Darach. Lei era lì con lui ma appena si è addormentato lei è uscita a cercare Melissa per sapere le sue condizioni. Appena ha messo piede in corridoio questo era desolato, ha fatto qualche passo e si è ritrovata davanti ad...un mostro, una donna con il volto pieno di lesioni, come se le avessero distrutto la faccia con gli artigli. Ha tirato fuori dalla borsa la balestra e quel mostro l'ha attaccata." Dice piano e velocemente. "E tu pensavi di non dirmi niente." Affermo coprendo la tristezza che provo con l'indifferenza, tecnica che vado perfezionando sempre di più da quando sono nel branco di Derek. "Credo di si, non ci parliamo da tempo." Dice guardando a terra. "Senti Scott dopo scuola, vieni con me a parlare con Derek e vediamo di chiarirci. Dov'è il marmocchio?" Chiedo alzandomi. "Liam? A casa." Risponde imitandomi. "Bene, a dopo." Lo congedo sentendo il suono della campana che segna l'inizio dei 10 minuti prima della prossima lezione. "Buongiorno Stilinski." Mi saluta Derek appena entro in classe. "Derek siamo soli, puoi chiamarmi Stiles." Dico dato che sono il primo arrivato. "Ok ma preferisco iniziare ad abituarmi almeno una decina di minuti prima per evitare di fare figure orribili e chiamarti Stiles davanti a tutti generando attenzioni indesiderate." Spiega sistemando dei fogli sulla cattedra. "Ha senso." Concludo mentre raggiungo il banco. "Ho parlato con Scott." Dico e giurerei di averlo sentito ringhiare. "Hai ringhiato?" Chiedo ridacchiando. "Può essere, cosa è successo?" Mi domanda lui. "Allison...è morta." Rispondo e lui sembra più sorpreso che dispiaciuto. "È distrutto e io non smetterò di stargli accanto solo perché ha fatto un'errore....- lui mi guarda con il sopracciglio alzato- Ok! Molti errori. Comunque non lo voglio abbandonare: è distrutto, noi lo aiutiamo." Finisco il mio monologo e lui di poggia alla cattedra incrociando le braccia al petto. "Esiste un noi?" Chiede d'un tratto. "Noi nel senso di branco e no, non ne voglio ancora parlare." Rispondo già sapendo dove voleva andare a parare. "Ok." Dice semplicemente. Come se non gli importasse nulla di quello che è successo. Ma gli importa quello che è successo? Lo vedo così tranquillo quando io invece a stento mi trattengo da gridargli in faccia che lo amo. Vorrei riuscire a capire come fa a gestire tutto da solo, vorrei capirlo.
Mentre penso iniziano ad entrare tutti gli altri studenti e Derek inizia a spiegare.
Non presto molta attenzione ma capisco di dover stare attento quando Der mi fa una domanda, rispondo correttamente perché questo capitolo del libro lo avrò letto una ventina di volte. Spiega cose che già so e coglie impreparato qualche mio compagno e devo ammettere che è un professore letale. "Stiles." Mi sento chiamare e mi guardò intorno per capire chi mi sta chiamando. "Prof posso andare in bagno?" So bene che Derek ha sentito e che sa che sto uscendo non per andare in bagno infatti appena dice di sì mi rivolge uno sguardo come a dire 'se non ti sbrighi ti apro la gola con i denti e poi la apro ance a chi ti ha chiamato.' e solite cose da Sourwolf. "Lydia che cosa ti serve?" Chiedo preoccupato, Lydia non mi ha mai fatto uscire dalla classe e se lo ha fatto è successo qualcosa di grosso. "Stiles io non ce la faccio più." Dice esasperata. "Sento continuamente suoni e grida e non capisco cosa stia succedendo." Continua sul punto di piangere. "Devo capire cosa mi è successo e cosa è successo anche a qualcun'altro perché sono sicura che se sto così qualcosa deve essere andato storto o peggio. Sento un vuoto incolmabile, sento che mi manca un pezzo di me." Conclude. "Lydia, ehi tranquilla, tu hai capito cosa è successo, vero? Tu lo sai?" Le domando e lei annuisce piano. "Lo temevo e speravo con tutto il cuore che per una volta avessi sbagliato. Dovevo andare al mio armadietto ma mi sono ritrovata davanti al suo e lo aperto ed era vuoto. Mentre ero a lezione sentivo le sue urla e la vedevo mentre prendeva la balestra senza però riuscire a scappare..." Spiega Lyds. "Ne ho parlato con Scott e ci incontriamo fuori dalla scuola, ora devo tornare in classe ma puoi contare sul fatto che nessuno ti salverà da una serata con il tuo migliore amico a vedere qualche film strappalacrime d'amore ,per cui mi lamenterò ma come sempre finiró a piangere più di te, e a mangiare ciambelle della tua caffetteria preferita dopo esserci divorati una pizza familiare in due, intesi?" Le dico e lei mi sorride dolcemente abbracciandomi forte, le do un bacio sui capelli e torno in classe dopo averle rivolto un ultimo sguardo. Appena entro mi risiedo al banco e inizio a pensare a cosa dire oggi dopo l'ultima lezione.
Le tre ore successive passano velocemente tra musica, religione e tecnica. Vado da Scott e gli dico di seguirmi fino al punto d'incontro del mio branco. "Ragazzi, Allison Argent ieri è stata uccisa dal Darach come sapete. Ora lo dobbiamo cercare il più velocemente possibile per evitare altre vittime inutili perché a quanto pare ieri non è stato ucciso nessun altro, quel druido era solo in cerca di una preda. A prescindere da che parte abbia scelto, Allison era nostra amica e lo sarà sempre." Affermo deciso. "Bene, vedo che assumi sempre di più le veci dell'Alpha, Stiles." Dice Derek e io mi sento come in colpa e lui deve averlo sentito. "Non è un rimprovero ragazzino, mi sta bene che tu prenda le redini quando non ci sono ma finché ci sono ,comando io. Va bene, cerchiamo questo stronzo e uccidiamolo una volta per tutte. Ah, McCall, se pensi che basti chiedere scusa per avere il perdono di tutti ti sbagli di grosso. A dopo ragazzi." Tutti annuiamo e dopo esserci salutati andiamo ognuno per le proprie direzioni. Vado verso la Jeep e torno a casa per studiare e avere la sera libera per Lyds. "Peter." Lo saluto appena entro nella mia camera. "Ciao Stiles." Risponde lui. "Da quando sei qui?" Chiedo mentre sistemo i libri sulla libreria. "Poco. Oggi con Derek..." Dice facendo su e giù con le sopracciglia e io gli tiro un libro. "Ehi!" Si lamenta perché l'ho colpito in testa. "Come fai a saperlo?" Domando curioso. "Vi ho visti, volevo parlare con il mio nipotino preferito ma era occupato. Poi tu sai di Derek, tantissimo." Spiega tranquillo mentre sfoglia il libro che lo ha colpito poco prima. "E perché sei qui?" Continuo. "Per dirti che gli devi parlare. Oggi, ora, quando ti pare ma presto. Ah e anche per questo." Appena finisce mi da uno schiaffo sulla testa. "Ehi ma che fai?" Chiedo massaggiando il punto colpito. "Seriamente te ne sei andato? Ti ha baciato e te ne sei andato?" Chiede incredulo. "Sono stato un'idiota." Affermo. "Già. Anzi sai che ti dico? Il peggiore degli idioti! Appena te ne sei andato senza nemmeno voltarti emanava tanta tristezza che mi sarei messo a piangere li solo sentendone l'intensità!" Continua Peter. "E ora cosa faccio?" Domando buttandomi sul letto. "Ci vai a parlare." Risponde. "E cosa dovrei dirgli? Ehi Derek ciao, scusa se me ne sono andato dopo che mi hai baciato lasciandoti solo." Continuo sbattendo ripetutamente la testa sul cuscino. "Basta che gli chiedi scusa e si scioglierà, vedrai, è un cucciolone quando si parla di qualcuno di importante per lui." Dice sorridendo. "Io sono importante per lui?" Chiedo guardandolo. "Importante? Indispensabile per la sua sopravvivenza direi. Stiles sbaglio o ti ha detto di prendere il suo posto quando manca? Sbaglio o ti ha baciato? Non riesce ad esternare i suoi sentimenti da Paige ma con te lo fa come fosse naturale. Devi parlargli." Dice infine andando verso la finestra.
Già, devo parlargli.
NOTE AUTRICE:
Ho scritto tutto questo in circa tre ore e spero vi piaccia come stia proseguendo il tutto. Sono felicissima che la storia abbia raggiunto le 300 visualizzazioni e ancora ogni volta che vedo quel numero stento a crederci. Ringrazio un sacco chi vota e vorrei che lasciaste più commenti con consigli o magari vostre reazioni, mi farebbe molto piacere.
Al prossimo capitolo!
-A
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NEW WORLD||STEREK
Fanfiction*dalla storia* "E' sempre stato con me, mi ha aiutato nelle situazioni più difficili. Mi era rimasto solo lui. E ora? Se n'è andato." [Sterek] Stiles, un curioso e logorroico umano, capisce ormai di provare qualcosa per Derek, uno sgorbutico e scon...
