1 Ottobre 2018
Io e Romina siamo sedute dietro al tavolo, a divorare il nostro piatto di pasta con panna e salmone, come fossimo delle morte di fame. Non so se sia per la troppa necessità di assumere calorie, o per l'eccessiva stanchezza, che ci sta ancora una volta sconfiggendo, ma il silenzio regna sovrano nel nostro appartamento.
Due mie compagne, Ilaria e Beatrice, mi avevano chiesto se volessi andare a fare un aperitivo in centro con loro dopo l'allenamento, ma ho declinato. Non avevo voglia né di ubriacarmi, né di stare sveglia fino a tardi, preferendo quindi alla loro proposta la più allettante idea di una cenetta tranquilla a casa e un episodio di Agents of Shield su Netflix, stesa sul morbido materasso del mio letto.
Tra un boccone e l'altro è la piemontese a rompere il silenzio. - Brava, brava, continua pure ad accampare scuse per non fare le pulizie.-
Come dare torto alla mia coinquilina?
Dopo tutto la mia camera sembra un porcile, tutto sparso un po' a caso. È come se ci fosse passato un uragano. Eppure avevo sistemato, dopo essere tornata dal weekend a Bolzano.
Era tre settimane fa, cretina. Se in tutto questo tempo non hai fatto niente, ora non stupirti se hai una montagna di vestiti che prendono vita nell'angolo alla destra del letto.
- Giuro che domani, visto il pomeriggio libero dagli allenamenti, pulisco il bagno e la mia stanza come si deve- replico, mettendomi una mano sul cuore, come segno di promessa.
-Sarà meglio, altrimenti poi devo passare alle maniere forti.-
Alzo gli occhi dal piatto ormai vuoto, per osservare il volto della castana.
- Tipo?- domando, sollevando un sopracciglio.
- Ti faccio cucinare da sola.-
Sorrido. Non conosco ancora bene la mia compagna, ma so che è buona come un pezzo di pane, non si vendicherebbe in modo così cattivo.
- Non ne saresti capace, Romi.-
- Non sfidarmi.-
- Ok, ok, ho capito, tranquilla.-
L'espressione sul volto di Romina diventa seria, senza però essere cattiva o aggressiva.
- Guarda che lo faccio davvero. Non faccio le pulizie anche per te. Si fa a metà e io non transigo su questo. Ti voglio bene, ma mi piace che le divisioni siano eque.-
La torinese conclude lasciando comparire una bozza di sorriso.
- Lo so. E la penso come te. Domani rimedio. E se provo ad accampare altre scuse picchiami.-
- O magari ti azzoppo l'altra caviglia- replica lei, con il chiaro intento di smorzare la leggera tensione che si era venuta a creare pochi istanti fa.
- Ci manca! Devo guadagnarmi un posto da titolare. Già quel gigante ha provato ad ostacolarmi, non ti ci mettere pure tu.-
- A proposito del bel fusto, l'hai più sentito o è scomparso tipo un fantasma?-
- In realtà mi aveva detto che voleva che gli offrissi un caffè per averlo trattato male, ma non gli ho più risposto. Non è che mi importi poi tanto. Gioca in nazionale e tutto quello che vuoi, ma non ho interesse nel conoscerlo.-
- Io non ti capisco. Hai la possibilità di conoscere un ragazzo e te la neghi? Magari poi è un cretino, ma non lo puoi sapere se non ti lanci.-
- Sai com'è, i lanci senza paracadute non mi piacciono.-
- E chi lo dice che non ci sia paracadute? Lo conosci e non ti va a genio? Bene, tanti cari saluti. Non ha prescritto il medico che tu debba frequentarlo per sempre.-
- Ma com'è che stasera sfoggi tutta questa saggezza e questi consigli da mamma?-
- Perchè in realtà sono una sensitiva e ti leggo nel pensiero! No, ok. Solo perchè ho qualche anno più di te e non voglio vederti sbagliare inutilmente.-
- Dici così perchè a te è successo?-
- Cosa? Di sbagliare? Sai quante volte!-
- Allora vorrà dire che sarà il mio ennesimo errore, perchè non ho voglia di accettare il suo invito. Anzi, spero di non rivederlo per un po', così non sono costretta a parlargli.-
- Contenta tu.-
- Dovresti ringraziarmi. Ti dò anche la soddisfazione di dirmi "te l'avevo detto" quando sarà necessario.-
- Beh, allora spero proprio che tu lo riveda presto, così mi prendo il mio momento di gloria.-
- Ok, dopo aver accettato la mia futura umiliazione, direi che è il caso che lavi i piatti. Tu và a rilassarti, che qui ci penso io- ribatto convinta.
- Film?- domanda la mora.
- Passo. Sono troppo stanca. Finisco di pulire la cucina e vado a dormire, non ho più forze.-
- È l'età che avanza, ragazza mia.-
Non le rispondo, ma le tiro addosso il canovaccio, proprio come fossi una bambina delle elementari.
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Our destination
FanfictionLa vita di un pallavolista non è mai sedentaria: si viaggia da una parte all'altra dell'Italia, dell'Europa o del mondo, senza sosta. Creare dei legami profondi è difficile, soprattutto quando molti restano accanto soltanto per la fama e non per rea...
