Un anno dopo...
«Lauren! Lauren, un attimo! Lauren, pronostici per il match? Lauren, Lauren! Lauren, è vero che tu Camila vi siete lasciate?»
La corvina, che finora aveva abilmente ignorato la calca di giornalisti che la sommergevano di domande, si girò di scatto e fulminò l'anonima voce proveniente dal gruppo.
«Camila è solo partita qualche settimana per curare un improntate affare. Io e lei stiamo benissimo, coglione.» Ringhiò imbestialita, stuzzicando involontariamente la curiosità dei paparazzi che per la prima volta dopo diverse settimane riuscivano a sradicarle una frase.
«Okay, andiamo via di qui.» La incitò Tommy, afferrandola per le spalle e spodestandola dalla sua impassibile posizione.
Dovettero sgomitare nella ressa e dribblare qualche giornalista, per raggiungere il van e sedersi sui sedili posteriori. Quando la portiera si fu richiusa alle loro spalle, Tommy tirò un sospiro di sollievo mentre Lauren osservò irritata i microfoni che si avventavano anche contro il finestrino oscurato.
«Stai bene?» Domandò l'uomo dopo qualche secondo di silenzio.
Lauren emise un grugnito ma annuì.
«Ascolta, devi lasciar perdere i paparazzi che insinuano una rottura sentimentale. Chiaramente non sanno di cosa parlano, ma farebbero di tutto per accaparrarsi un'intervista, anche mentire spudoratamente.» Consigliò saggiamente Tommy che di quelle esche ne aveva abboccate tante, imparando solo con gli anni quanti sciocco fosse stato.
I paparazzi facevano leva sui nervi scoperti per garantirsi anche una sola frase che sarebbe comunque stata considerata esclusiva. Lauren poteva contenersi in ogni ambito, anzi a volte sogghignava supponente ai giornalisti che la incalzavano con improperi o supposizioni infauste sulla sua carriera. Ma non poteva -non poteva e non riusciva- sorvolare sulle calunnie rivolte alla sua relazione. Camila era la cosa più importante che avesse, non avrebbe permesso ad un mucchio di paparazzi di manipolarla a scopo di lucro.
«A proposito, ha chiamato prima mentre ti stavi allenando.» La informò gentilmente Tommy, estraendo il telefono dal taschino.
Lauren lo ringraziò con un cenno del capo, afferrò lo smartphone e compose il numero della sua ragazza. I cinque squilli successivi furono un vero e proprio patibolo.
«Abbiamo una campionessa riottosa qui.» La redarguì bonariamente la cubana dall'altra parte della cornetta, o meglio dall'altra parte del Mondo.
«Beccata.» Si dichiarò colpevole Lauren, accennando un sorriso. Incredibile come Camila stravolgesse il suo umore.
«Lauren, abbiamo già parlato di relativi comportamenti da adottare un situazioni scomode, o sbaglio?» Chiese retoricamente la cubana, sapendo bene che avevano affrontato l'argomento più e più volte.
«Lo so, Camila, ma non è facile.» Scattò sulla difensiva la corvina, sospirando frustata.
«Certo che non lo è! Però devi provarci. I paparazzi accozzano frasi a contesti mai menzionati. Questo non fa bene alla tua carriera.» Le rammentò pedantesca, spirando abbacchiata.
«Hai letto l'articolo di tre giorni fa?» Ipotizzò Lauren, risalendo all'origine della filippica ch stava sorbendo.
«Si, ho letto. Non mi è piaciuto per niente come ti hanno dipinta, perché io so che non intendevi quello...» Sentenziò Camila, lasciando aleggiare la frase fra continente e continente.
Invece intendevo proprio quello. Ponderò la corvina, ma senza ammetterlo.
«Nel profondo. Nel profondo non intendevi quello.» Corresse Camila, carpendo il pensiero discordante della ragazza.
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Fight Back 2
Historical FictionDopo nove anni, Lauren esce dal carcere, ma le cose sono radicalmente cambiate, sia per la sua persona che per la sua vita. Cos'è successo in questi nove anni e cosa succederà da adesso in poi? Niente è come lo ricordate.
