Prima del giorno del matrimonio di Ijiro, Kai si era dovuto comprare il vestito.
Aveva chiesto a Keiko di accompagnarlo, era presente anche suo fratello.
"Hai bisogno di una mano?" domandò il fratello accanto a Keiko fuori dal camerino, sentendo vari rumori fuori dal camerino, non doveva essere facile per lui vestirsi, tanto meno indossare vestiti da cerimonia, che prevedevano una vestizione un po' più elaborata di un comune abito da lavoro.
"No, è tutto apposto..." esclamò Kai imbronciato, si stava rivelando più difficile del solito vestirsi.
"Preferisci che ti dia una mano Keiko?" domandò il fratello, in tono scherzoso.
Keiko avvampò dall' imbarazzo davanti al fratello, che la osservava compiaciuto.
"Ma che dici!Idiota!" ringhiò Kai da dentro il camerino, si era anche lui imbarazzato.
"Se non vuoi che faccia entrare Keiko, dovresti accettare il mio aiuto!"
Lui rassegnato esclamò "Ok, entra..." a volte suo fratello sapeva veramente essere così maledettamente convincente.
Controvoglia, si lasciò aiutare a vestirsi.
"Grazie" esclamò il fratello con un espressione grata impressa sul viso.
"Per farmi trattare come un manichino da vestire?" domandò lui.
"A te piace sempre fingere di non capire!" affermò il fratello sorridendogli, poi lo abbracciò.
"Cazzo..dai no...davvero sono allergico a queste esternazioni fisiche, dovresti saperlo!" si dibatté lui.
Ma il fratello non lo mollava, così alla fine si lasciò andare, lo abbracciò.
Sapeva perfettamente cosa il fratello intendesse dire, lo ringraziava perché lo aveva perdonato e per aver accettato di fare da testimone.
Uscirono dal camerino.
"Che ne dici Keiko, non sta bene?" domandò il fratello.
Kai si guardò in uno specchio del negozio davanti a Keiko.
"Si, ma nero non fa troppo funerale?" domandò Kai.
"Mammamia, che uomo difficile che sei..." sbuffò il fratello,dato che non era di certo il primo vestito che avesse provato.
"Sei peggio di una donna!" commentò nuovamente il fratello, mentre lui si rigirava con la sedia a rotelle per vedere come gli stava il vestito da ogni angolazione possibile.
"Secondo me ti sta bene..." ammise Keiko, visibilmente intimidita dall'eleganza e il portamento
di lui con quel vestito, sembrava proprio un figurino.
Kai sollevò lo sguardo verso di lei.
Lei timidamente, abbassò lo sguardo.
Lui soddisfatto dall'effetto significativo che quel vestito avesse suscitato in Keiko, disse: "Si, prendo questo!"
Il giorno del matrimonio, la chiesa era gremita di invitati dello sposo e della sposa.
Keiko lesse alla porta della chiesa i nomi relativi ai due sposi e poi collegò che "Akanishi"fosss il cognome
della sposa, lo stesso che avesse letto sul citofono di Kai.
Prima Irie e Kai convivevano, ed il cognome di lei,era rimasto attaccato al citofono di casa sua.
Entrò in chiesa, ammirò gli archi e il soffitto della chiesa, da sempre si perdeva a contemplare le suggestive e monumentali decorazioni e dipinti all'interno delle chiese.
STAI LEGGENDO
La primavera di Kai #wattys2020
RomanceIl titolo"Primavera di Kai" è simbolico,la primavera racchiude il significato di rinascita e rivalsa, ed è giocato sul nome della protagonista di nome "Keiko" scritto in caratteri Kanji, che vuol dire appunto "figlia della primavera". Le foglie e i...
