Jane's POV
La pioggia incessante continua a cadere da ore inzuppandomi dalla testa ai piedi.
Le prime ore le ho passate a vagabondeggiare tra un bar ed un pub, provavo a dimenticare tutto bevendo litri di alcool. Tutto ho dimenticato tranne il modo in cui mi sono accanita contro Alecx e, persa tra i miei pensieri ed il mio dolore mi sono ritrovata fuori la casa del ragazzo che ho distrutto fisicamente, per essere precisa sono riuscita ad evitare la sicurezza e mi sono avvicinata quel tanto che basta alla grande portafinestra scorrevole del suo studio. Sono nascosta dietro un cespuglio per evitare di essere vista e tirata in ballo in un processo senza fine dove io sarò colpevole.
Osservo la stanza semi illuminata, non sembra esserci nessuno al suo interno ma non accenno a fare nessun passo per entrare, primo o poi qualcuno entrerà e si farà scappare come sta Alecxander, solo allora andrò via.
Aspetto per un tempo che a me sembra infinito ma forse sono solo pochi minuti prima che la porta a chiusura magnetica si apra rivelando la figura di quel bastardo di Francisco. Stringo i denti e mi costringo a non scattare per uccidere quel lurido pezzo di merda immediatamente, per fortuna la presenza di mio nonno e di Gabriel con lui che sembrano guardinghi mi impedisce di entrare in azione. Li osservo mentre si avvicinano al divano che dà le spalle alla grande vetrata e li vedo sollevare a fatica il corpo malandato di Alecxander.
Per tutto questo tempo era steso lì ed io non mi sono accorta di niente, l'alcool deve proprio avermi dato alla testa se non riesco neanche a rendermi conto della presenza di qualcuno che si lamenta rumorosamente. Tuttavia, non riesco a sopportare la presenza di quel traditore vicino a loro, deve essere ucciso malamente o quanto meno portato via dalla mia vista. Guardo tutto quello che si svolge all'interno di quella stanza con meticolosa attenzione, ma quando Gabriel si avvicina per aprire la finestra sono costretta a nascondermi meglio. Lui sicuramente vuole arieggiare la stanza colma del pungente odore di disinfettante, io invece ne approfitto e riesco a sentire meglio la loro conversazione.
«Come vi ho accennato fuori dalla stanza, ha diversi ematomi sparsi qua e là e una forte contusione alle costole. Deve aver sfidato un bestione per essere stato ridotto così, una perfetta macchina da guerra oserei dire. Consiglio di lasciarlo riposare sul divano per questi tre giorni, meno scale fa e meglio è per il suo costato. Ho proposto questi antidolorifici, ma lui si rifiuta di prenderli categoricamente. Continuiamo con le cure di ghiaccio e con le creme, ogni dodici ore cambiamo il bendaggio, sarebbe dopo quattro o cinque ore a causa del dolore persistente ma sapete già la sua risposta» vedo Francisco che lo inizia a medicare con cura, ci impiega circa trenta minuti abbondanti per prendersi cura di Alecxander. Dopodiché i tre escono dallo studio lasciando il ragazzo tatuato da solo steso sul divano dopo averlo avvisato dell'orario della prossima visita, come se al bestione importasse qualcosa.
«Andate tutti quanti al diavolo! Mi avete rotto i coglioni con ste cazzo di bende fedite e antidolorifici» come avevo immaginato, Alecxander sbotta quasi subito e si siede sul divano togliendosi impacciatamente le bende. Quando è libero da quelle restrizioni, si alza e zoppicando va incontro alla grossa porta bloccando con quella schifosa chiave magnetica, solo lui possiede la copia della chiave e se per puro caso dovesse sentirsi male durante la notte, nessuno potrà prestargli prontamente soccorso. Gli scassinatori non faranno neanche in tempo e, come se non bastasse, ha chiuso anche la portafinestra soffermandosi qualche secondo sul paesaggio umido a causa della pioggerellina che ancora cade sopra la mia testa.
Non può rimanere chiuso lì dentro per sempre, appena si addormenterà proverò a scassinare il finestrone scorrevole ed entrerò per prendergli la chiave e sbloccare la porta. Controllo guardinga il suo studio e lui, mentre aspetto mi godo anche il paesaggio esterno ignorando il mal di testa causato dal troppo alcool che ho in corpo e dal senso di nausea che mi pervade. Quando finalmente non vedo più movimenti sospetti decido di entrare in azione: mi avvicino con calma e mi rendo conto che non ha sigillato bene l'enorme vetrata per questo ne approfitto e con delicatezza mi apro il giusto spiraglio per poter entrare chiudendola subito dopo alle mie spalle come se nulla fosse, cercando di non fare rumore.
La prima cosa che percepiscono le mie orecchie è il respiro profondo e un po' rantoloso di Alecx che sembra dormire profondamente mentre il mio naso percepisce l'odore del disinfettante mischiato al suo profumo così mascolino. Per qualche secondo mi beo di questo odore, mi ubriaco di lui.
La curiosità mi assale e, anziché andare verso la scrivania e prendere la chiave che aveva poggiato li sopra, faccio il giro del divano e mi inginocchio di fianco alla sua faccia per fare un resoconto del danno che gli ho procurato senza pensarci.
Sarà colpa della luce soffusa ma il suo torace sembra una grossa chiazza nera, dei cerotti enormi coprono le sue nocche ma queste sono sicura di non avergliele fatte io, il suo bellissimo viso è pieno di escoriazioni, in particolar modo risaltano delle medicazioni sulla guancia destra e sul sopracciglio. Il labbro inferiore è gonfio e tumefatto, alcuni lividi gli contornano la guancia e l'occhio ma niente di troppo preoccupante come il torace.
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.B.A.D.
ChickLitLa mafia da secoli segue schemi prestabiliti dove l'uomo è al comando mentre la donna viene mostrata alle sue spalle come trofeo. Dimitri, il leader mafioso russo più influente in Europa, accetterà di proteggere la bambina ignaro che il vero nemico...
